La tentazione di Barbara, l’Alternativa di Riccardo: tutti con Sergio

Convocata la Direzione di Alternativa Popolare. Verso il super listone di Cippitelli con Zingaretti. Di Rollo tentata. Nardone chiederà un seggio nazionale. L'allarme di Pallone

La riunione è convocata per oggi. Il coordinatore Michele Mele ha fissato il Direttivo Provinciale di Alternativa Popolare per il pomeriggio: all’ordine del giorno c’è la disponibilità a candidarsi alle Regionali ed alle Politiche.

Lo aveva sollecitato il presidente provinciale del Partito, Michele Nardone. Per iniziare a pianificare la campagna elettorale, le strategie, le alleanze sui territori.

Ma per andare dove. E con chi?

LO SCENARIO REGIONALE

Lo scenario regionale è definito. A meno di clamorosi colpi di scena Alternativa Popolare sosterrà Nicola Zingaretti. Ma non con una propria lista. Lo chiede la strategia elettorale del governatore uscente: vuole superare il vecchio schema dei Partiti, immagina uno schieramento liquido, nel quale le persone contino più delle bandiere sotto le quali si candidano.

La conseguenza è che Alternativa Popolare con i suoi candidati potrebbe andare a costituire uno dei pilastri ‘civici’ della campagna elettorale di Zingaretti.

L’ipotesi sulla quale si lavorerà oggi pomeriggio è quella di schierare l’ex sindaco di Pontecorvo Riccardo Roscia alle Regionali. Indicandolo come il candidato di Alternativa Popolare all’interno della civica del Presidente. È quella alla quale sta lavorando da mesi Sergio Cippitelli, sindaco di Broccostella, rimasto in panchina cinque anni fa quando il fuoco amico gli sbarrò la strada verso la lista del Presidente.

Un’ipotesi alla quale sarebbe favorevole Michele Nardone. Che lunedì lo ha partecipato a Nicola Zingaretti, nei minuti immediatamente precedenti al suo ingresso all’Astor di Frosinone dove poi il governatore ha incontrato i sindaci.

Il terzo nome nella Lista del Presidente potrebbe essere quello del chirurgo Norberto Venturi: già segretario del Circolo Pd di Frosinone e designato per la candidatura a sindaco ma poi impallinato – anche lui dal fuoco amico – sulla via delle urne. Le diplomazie stanno tessendo i fili di un dialogo che coinvolgerebbe anche il dottor Fabrizio Cristofari, candidato sindaco al posto di Venturi ma altrettanto impallinato dal fuoco amico: non gli viene chiesto di scendere in campo ma di sostenere il suo collega. Venturi inoltre avrebbe l’appoggio dell’ala Pd che fa riferimento a Michele Emiliano e sul territorio a Salvatore Fontana.

L’area che vorrebbe Norberto Venturi nella lista di Nicola Zingaretti però potrebbe decidere di esprimere un nome in quota rosa.

A proposito delle quali c’è un clamoroso retroscena: lunedì, nella stanza del presidente  Marcello Pigliacelli, al termine della presentazione dei bandi Regionali per le imprese (leggi qui Tutti in fila dal ‘ginecologo’ Zingaretti) Nicola Zingaretti ha proposto a Barbara Di Rollo una candidatura nella sua lista. Un’offerta che ha scioccato la consigliera comunale di Cassino, convinta di candidarsi nel Pd in tandem con Mauro Buschini per le Regionali e poi è stata impallinata sulla via della presidenza Saf. Ha preso 48 ore per riflettere: scadono questa sera.

In stand by l’ex presidente della Provincia Giuseppe Patrizi.

LO SCENARIO NAZIONALE

L’avvocato Michele Nardone oggi darà la sua disponibilità a candidarsi alle prossime Politiche.

Non lo spaventa la prospettiva di scissione evocata dal rinvio della Direzione Nazionale chiamata a decidere sulle alleanze politico – elettorali. Un rinvio dovuto alla spaccatura profonda che da mesi attraversa il Partito.

Nardone fa parte del gruppo minoritario: quello di Maurizio Lupi con il leader di Ap in Calabria Tonino Gentile, secondo i quali bisogna rimanere uniti e provare a scavalcare da soli il muro del 3% nazionale, grazie al quale si accede in Parlamento. E si diventa strategici. Per qualsiasi alleanza.

Una situazione sulla quale sta meditando molto il coordinatore regionale Alfredo Pallone. L’altro giorno a Roma ha ripetuto ai suoi che il Pd rischia di ritrovarsi isolato, alleato soltanto con i socialisti di Nencini e Gianfranco Schietroma a causa del proprio cannibalismo politico. Per l’intesa con il Pd sono Angelo Alfano, insieme alla ministra Beatrice Lorenzin, a Fabrizio Cicchitto ed al leader di Alternativa Popolare in Sicilia Giuseppe Castiglione. 

Invoca un ritorno nel centrodestra l’ala più lombarda composta da Roberto Formigoni, dall’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini e da Raffaele Cattaneo. In mezzo c’è la posizione del coordinatore nazionale Maurizio Lupi, sostenuto dal numero uno in Calabria Tonino Gentile, che al massimo potrebbe accettare la corsa solitaria alle urne ma mai un’intesa con il Pd.

I DUBBI DI ALFREDO

Il dilemma sta nella proposta fatta dal Partito Democratico al ministro degli Esteri. Renzi offre ad Ap otto collegi alla Camera dei Deputati e quattro al Senato. Proposta che Alfredo Pallone ha giudicato irricevibile perché non tiene conto del potenziale elettorale di Alternativa Popolare.

Il ragionamento di Alfano è che se non si scavalca il muro del 3%, almeno in alleanza con il Pd qualche seggio dovrebbe essere quasi sicuro nell’unonominale.

Il ragionamento di Pallone è più pragmatico: con così pochi posti a disposizione Ap può schierare troppo pochi dei suoi uomini; i quali vengono ‘sondati‘ spesso dagli uomini di Forza Italia e di Noi con Salvini, per un patto elettorale oppure per una candidatura.

Sa benissimo che anche a lui, tra poco, inizieranno ad arrivare moltissimi messaggi con gli auguri di Natale, inviati da vecchi amici con i quali ha militati per anni in Forza Italia.

Proprio per questo, Pallone l’altro giorno a Roma ha parlato di un Pd che rischia l’autoisolamento. E come conseguenza, di perdere tutti i confronti diretti in provincia di Frosinone, sia alle Politiche che alle Regionali.

Allargare l’offerta per non perdere i candidati. Un punto sul quale anche la Direzione convocata per questa sera a Frosinone non potrà evitare di esprimersi.