La vera operazione politica dietro la finta inaugurazione di Anagni

Quella andata in scena giovedì mattina ad Anagni non è stata l’inaugurazione di un Reparto d’ospedale. E’ stata un’operazione politica precisa. Chirurgica. Concepita per centrare una serie di bersagli elettorali ben definiti.

I TRE BERSAGLI E LE VITTIME

Gli obiettivi politici dell’operazione sono tre.

Il primo. Costruire il consenso su Mauro Buschini in vista delle prossime elezioni regionali, facendolo passare per colui che ha riaperto l’ospedale chiuso da Renata Polverini nonostante fosse regnante Franco Fiorito.

Il secondo, al quale Buschini è estraneo. Costruire il consenso intorno a Fausto Bassetta disegnando a tavolino un risultato sul quale giustificare la candidatura per il mandato bis da sindaco.

Il terzo. Saldare anche ad Anagni l’asse sotterraneo tra la componente Pd che fa riferimento a Buschini – De Angelis con Mario Abbruzzese. Un asse che ha determinato il governo dell’Asi, del Cosilam, della Saf. E secondo alcuni anche i risultati elettorali alle comunali di Cassino e di Frosinone.

Un’operazione concepita tagliando fuori il Circolo Pd di Anagni. Che non è stato coinvolto in nessun modo nell’inaugurazione di giovedì. Anzi: è stato tenuto fuori apposta. Per evitare che possa passargli per la mente di obiettare qualcosa sulla scelta del prossimo candidato sindaco di Anagni. E magari mettere in discussione il bis del colonnello.

L’altra vittima designata è Progetto Anagni: il secondo pilastro sul quale l’amministrazione Bassetta si è retta fino ad oggi. Emarginando il gruppo civico.

Il risultato finale è la creazione di un super sindaco, affrancato dalla presenza dei due gruppi che fino ad oggi hanno preteso di mettere il becco nella sua attività. Addirittura pretendendo di condividuere con lui l’amministrazione.

GLI INDIZI E LE TRACCE

La miccia l’accende come noto Mauro Buschini che giovedì mattina ha inaugurato (anzi no, ha dato il via) all’attività dell’Unità di Degenza Infermieristica ad Anagni. Al di là delle formule inaugurative e dell’effettivo funzionamento, ci sono una serie di tracce e di impronte digitali lasciate sul luogo del delitto politico.

1. L’inaugurazione / verifica pre apertura viene tenuta segreta. Si fa di tutto per sviare dall’orario di effettiva apertura (leggi qui).

2. L’operazione ‘confusione’ riesce. Al punto che nelle foto ricordo scattate nel Reparto sono presenti solo l’assessore regionale Mauro Buschini, il sindaco Fausto Bassetta, in lontananza si riconosce Vittorio Save Sardaro: fedelissima guardia cosacca di De Angelis e quindi di Buschini.

3. Sono assenti il segretario del Pd cittadino Francesco Sordo, l’uomo di punta del Pd in città Aurelio Tagliaboschi (area Scalia) e il consigliere provinciale Maurizio Bondatti (area Buschini, ma ha il difetto di essere prima fedele ad Anagni e poi alla componente). Addirittura Bondatti fa in modo che si sappia con evidenza che lui non è andato e nulla ha da spartire con quell’operazione.

4. Non c’è traccia di nessun amministratore comunale della maggioranza: né del Pd né di Progetto Anagni.

5. Il coordinatore dei medici di famiglia che andranno a visitare i pazienti ricoverati nel neonato Reparto è Carlo Noto, l’ultimo sindaco di centrodestra di Anagni, vice sindaco di Franco Fiorito e suo erede quando francone andò a fare il consigliere regionale.

IL MOVENTE
Il colonnello ha fatto del rilancio dell’ospedale uno dei suoi cavalli di battaglia durante la campagna elettorale del 2014.

Ma in tre anni ha prodotto meno di zero su questo fronte. Non per sua incapacità. Ha pagato il fatto di non essere un politico. Ha iniziato seguendo la strada più lineare e corretta: ma la politica è un’altra cosa. Confidando nella forza e potenza del Pd, si è fidato troppo. Ha pagato sulla sua pelle le lotte interne delle correnti Dem del frusinate, che in un ciclo eterno di costruzione e distruzione continuano a fare il bello e cattivo tempo sui territori.

A dirla tutta: ha sbagliato uomini e cavalli. Quando lo ha capito è corso ai ripari. Non ha esitato a schierarsi con la componente del ministro Andrea Orlando (sostenuto da Zingaretti) alle Primarie del PD. Indirizzato – sostengono alcuni – proprio da Buschini, per dare così un minimo di sostegno sotterraneo al Governatore di cui è assessore all’Ambiente.

Fausto Bassetta ha poi proseguito ostinatamente a riporre la sua estrema fiducia in Mauro Buschini, nonostante il Circolo cittadino lo invitasse ad essere più prudente. Ma il colonnello vuole ricandidarsi a sindaco. Ha bisogno di un risultato concreto da portare davanti agli occhi della popolazione

L’ISTANTANEA DEL BLITZ SENZA IL PD
L’inaugurazione andata in scena l’altro giorno è l’esempio lampante di quel quadro. In foto ci sono Buschini, Sardaro, Bassetta.

Ma non c’è il Pd cittadino. Cioè manca proprio chi sostiene Bassetta in consiglio comunale.

Nell’operazione – Buschini che ruolo ha avuto il Pd di Anagni? Niente, finito nel dimenticatoio. Ecco spiegata l’assenza di Sordo, Tagliaboschi e Bondatti alla fatidica inaugurazione.

Per lo stesso motivo era assente uno degli ideatori del piano per la riapertura dell’ospedale di Anagni: il dottor Fabio Roiati di Progetto Anagni. E’ l’uomo che per anni ha seguito passo dopo passo la vicenda dell’ospedale. E’ lui ad avere sviluppato la delibera del primo luglio 2016 con cui incastrare la Regione e obbligarla a riaprire un reparto: Medicina, con venti posti letto ed i laboratori di analisi. Insomma ciò che serve ad una città ed al suo circondario.

Fausto Bassetta ha capito che il dottor Fabio Roiati può fargli ombra. E lui sulla sanità non accetta di stare all’ombra. Né di Roiati, né del PD. E con un cinismo che non ci si aspettava da un “non politico”, Bassetta evita di portare a Roma in Regione Roiati nel giorno in cui c’è l’incontro sulla Sanità cittadina.

Ma Roiati non è un maresciallino di primo pelo: si presenta anche lui in Regione ed all’ingresso devono fargli al momento il Pass perché il suo nome non risultava tra quelli della delegazione.

Quel giorno Fausto Bassetta capisce che Roiati è pericoloso. Perché piazza tre domande che sono altrettanti siluri per i dirigenti della Sanità del Lazio. Li mette in difficoltà. Fa tana.

UN DIRIGENTE MOLTO NOTO
Non solo. E qui rientra in scena Mauro Buschini… A capo della unità inaugurata ad Anagni viene scelto “un certo dottor Carlo Noto”. Non un medico di famiglia qualsiasi. Ma l’ultimo sindaco di centrodestra che, sulla chiusura dell’ospedale operata da Renata Polverini, viene ricordato per un’estemporanea e disperata attività di sciopero della fame che ovviamente lasciò il tempo che trovava.

Una scelta politica che, dicono i meglio informati, il PD locale proprio non ha digerita. Alcune fonti assicurano che proprio Maurizio Bondatti abbia più volte detto a Mauro Buschini «Se proprio devi metterci lui, nomina anche un vice che sia della nostra area»

Invece nulla. Tant’è che oggi Carlo Noto sta lì: torna in qualche modo a cavallo, forse anche con la celata speranza di dimostrare che lui fu vittima della malapolitica di quel centrodestra anagnino targato Fiorito-Natalia. E che forse Carlo è davvero quella persona “perbene” (e quello stimato medico in città) che campeggiava sui manifesti elettorali anni or sono.

Ecco l’altra faccia della medaglia: il rilancio di una figura che forse può davvero rimettere insieme i cocci del centrodestra meno compromesso.

Qui le ipotesi diventano due. Secondo una vulgata l’obiettivo è quello di costruire l’avversario di Fausto Bassetta: un avversario sufficientemente debole da non impensierire il colonnello per la sua rielezione. Ma sufficientemente titolato e autorevole.

L’altra vulgata. Alle prossime elezioni si scenderà in campo senza simboli di Partito. Fausto Bassetta lancerà un’operazione come quelle volute da Roberto Caligiore a Ceccano e da Roberto De Donatis a Sora. In questa ottica, il riabilitato dottor Carlo Noto potrebbe guidare una lista civica di centrodestra che andrebbe a sostituire quei rompiballe di Progetto Anagni.

PD E PROGETTO ANAGNI SEDOTTI E…
In mezzo ai due personaggi (ri)emergenti ecco le forze politiche: il Partito Democratico e Progetto Anagni.

Nature diverse, obbiettivi differenti, storie divergenti ma un destino comune. E’ chiaro a tutti che un destino unico li attraversa, nonostante le profonde ed inoppugnabili diversità: quello di finire all’angolo.

Oggi sulle vicende sanitarie. Domani sulla scelta del candidato sindaco oppure delle alleanze da fare.

Che sia finita l’epoca della “politica” che riesce a raccogliere intorno ad un’idea, o soltanto ad un progetto, più soggetti possibili, questo lo si era capito da tempo. E la legge vale anche per Anagni. Più facile investire sull’Io che sul Noi. Più facile investire su un Assessore regionale che su un Partito. Più comodo investire su un Sindaco che su un soggetto politico, magari civico.

Mauro Buschini e Fausto Bassetta però non hanno fatto i conti con un elemento. Anagni è una città politicamente molto particolare. Capace di piazzare un sussulto di orgoglio politico.

Così, dicono i ben informati, sarebbe in via di riattivazione una linea di comunicazione d’emergenza tra Pd e Progetto Anagni. Il loro, nel 2014 è stato Un matrimonio “di interesse” ma pur sempre un sodalizio che, in nome della “realpolitik”, può percorrere sentieri nascosti e inesplorati.

Entrambi, da questo momento, con due intenti precisi.

Impedire che Fausto Bassetta diventi un super-Sindaco, che imponga egli, di sua sponte, la sua ricandidatura nel 2019 (ci ha già provato d’altra parte nei giorni scorsi). E magari detti legge anche sulle alleanze future.

Dall’altra impedire che Carlo Noto torni sulla scena politica ancora una volta. Quel Noto che il Pd ha sempre combattuto e che Progetto Anagni fece inesorabilmente cadere decretandone il fallimento politico.

Insomma, non era per niente un’inaugurazione d’un reparto d’ospedale. Quella di giovedì è stata un’operazione politica chirurgica.