Niente stracci, solo debiti: via al quarto ‘azzeramento’. Pagano i cittadini

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Chi si aspettava che volassero gli stracci durante il consiglio comunale di Cassino è rimasto deluso. Niente spettacolo sulle macerie della città: almeno questo è stato risparmiato ai cittadini, chiamati per la quarta volta in quattordici anni ad ‘azzerare’ i debiti accumulati.

Giurava di averli azzerati nel 2003 Bruno Scittarelli. Che dopo quattro anni fece una seconda operazione, giustificata dal fatto che questa però fosse ‘tombale‘. Dopo di lui fece un altro azzeramento il sindaco Giuseppe Golini Petrarcone con il suo ministro delle Finanze Enzo Salera. Oggi è passata la quarta operazione: capitanata dal sindaco Carlo Maria D’Alessandro  con la collaborazione contabile del  professor Ulderico Schimperna. Importo: 9 milioni di manovra e riconoscimento di debiti per altri 5 milioni di euro.

Carlo Maria D’Alessandro per la prima volta non ha scaricato la colpa sul suo predecessore. Al quale fino ad oggi ha sempre addebitato la colpa di tutto, eccezione fatta per l’invasione dello sciame di api nel Foro cittadino, narrato da Tito Livio nel 208 a.C.. Ha evitato di innescare una situazione che altrimenti sarebbe esplosa in aula: in maniera tanto lunga quanto inutile. Ormai, tutti hanno raccontato la loro versione: il sindaco con la conferenza stampa di inizio settimana e Petrarcone – Salera con quella di mercoledì. In aula è andato in onda ol riassunto dei due sceneggiati economico finanziari.

In soldoni: Carlo Maria D’Alessandro dice che ha una marea di debiti da pagare. Peppino Petrarcone ritiene che una parte siano debiti e il resto sono mutui per opere che restano alla città. Tutti d’accordo sul fatto che non ci sia un colpevole: i conti da saldare vengono da lontano, alcuni dal 1987 (leggi qui ‘I debiti di Cassino ed i bilanci falsi di quarant’anni’).

Sta di fatto che ancora una volta i cittadini verranno spremuti, pagheranno di più quello che già avevano, non avranno più tutto quello che c’era.

L’opposizione, compatta, è uscita: in undici hanno lasciato l’aula contestando la manovra. La maggioranza l’ha votata compatta: tredici più il sindaco.

Un segnale pessimo. Per tutti. E da parte di  tutti.

Perché ancora una volta è passata la manovra di una parte. La prossima amministrazione dirà che non andava bene. E farà il quinto azzeramento dei debiti.

Fino a quando non si avrà il coraggio di togliere i numeri dalle mani della politica non si traccerà mai davvero la linea dei totali: primo vero punto di ripartenza per una città come Cassino.

Ma forse c’è una ragione. Il conto di oggi deve quadrare fino alla prossima primavera: poi, archiviate le elezioni, si potrà anche togliere la catena ai commercialisti. Arrivando ad un dissesto che è sempre più probabile.

Forse sarà la vera linea dei totali dalla quale ripartire.

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