L’elogio della ritirata fatto da Buschini (di F.Ducato)

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di Franco DUCATO
Conte del Piglio
(ma non) in Purezza

 

 

Contrordine Compagni !“. O se preferite “Ritirata strategica !” La più celebre fu quella ordinata da Guglielmo il Conquistatore nel mezzo della Battaglia di Hastings inducendo così il grosso della fanteria di Re Aroldo ad abbandonare le posizioni per lanciarsi all’inseguimento, ma finirono falciati dalla carica della cavalleria normanna del duca.

E fu così che il prode Mauro di Alatri scoprì i vantaggi della marcia indietro. Utile per non andarsi a sfracellare (politicamente), contro le secche del caso Marangoni.

Non si può interpretare che così la missiva inviata dall’assessore all’Ambiente della Regione Lazio Mauro Buschini, per conoscenza, al sindaco di Anagni Fausto Bassetta sulla questione scottante del termocombustore della Marangoni. (leggi qui ‘Le gomme dopo l’ospedale: nuovo altolà per Buschini & Bassetta’)

Una missiva che, in pratica, chiede a chi di dovere di guardare tutta la vicenda molto più a fondo.

Un po’ di memoria non guasta: nella ditta anagnina (oramai un fantasma, visto che dai 400 impiegati dei tempi belli si è passati a 15-16) da anni le gomme non si fanno più. Si produce solo energia elettrica, grazie alla combustione delle gomme esauste. Un termocombustore, appunto. Che funziona dal 2001.

Qualche giorno fa la Regione annuncia la luce vede per il rinnovo dell’autorizzazione. Si scatena la terza guerra mondiale, con annunci di fuoco praticamente da parte di tutti tutti contro la sola eventualità che il termocombustore possa continuare a funzionare. E poiché la vittoria ha molti padri, ma la sconfitta è sempre orfana, sulla questione nessuno vuole restare col cerino in mano.

E quindi cominciano le retromarce.

Dalla Regione fanno sapere che quella concessa non è un’autorizzazione, ma solo un primo passo. Poi, appunto, è lo stesso prode Mauro di Alatri a far sapere che, prima di poter autorizzare la cosa, ci vogliono “valutazioni più approfondite”, visto che la ditta, che un tempo dava lavoro a tante famiglie, è diventata una cattedrale nel deserto. In un deserto, spiega sempre il prode Mauro, caratterizzato tra l’altro da un disastro ambientale senza precedenti.

Se questa cosa passa, mi sono giocato il circolo di Anagni e con le elezioni alle porte non posso proprio permettermelo” deve aver pensato Mauro. E dunque la richiesta all’ingegner Lasagna di valutare anche le virgole della complicata vicenda. Quello che serve al prode Mauro per pararsi le spalle. Ed a più di qualcuno ad Anagni per poter dire (i rumori si sentono già) “ecco, vedete? Quando ci mettiamo d’impegno le cose le facciamo”.

Ma nessuno confonda quella ritirata strategica come una rotta quale fu Caporetto. Qui siamo in presenza di un’azione molto più raffinata e simile a ciò che mise in campo Guglielmo il Conquistatore. Dopo il passo indietro, appena si sposta il fronte, subito inversione ed attacco. E così è stato: giovedì pomeriggio Buschini sarà in municipio ad Anagni per incontrare il sindaco e la maggioranza di governo, al fine di spiegargli cosa sta accadendo.

Un passo indietro che gli ha consentito subito di riguadagnare una posizione: riavvicinare con effetto immediato il Pd cittadino. Il segretario Francesco Sordo ha espresso apprezzamento, dopo gli altolà dei giorni scorsi (leggi qui ‘La vera operazione politica dietro la finta inaugurazione di Anagni’).

Resta da vedere chi, degli altri alleati, andrà al vertice. Ma questo, al prode Buschini, interessa in parte. E’ un problema del sindaco Fausto Bassetta.

 

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