Indiscreto – La guerra delle medaglie, Buschini sulla pesa, Quadrini in crisi e…

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CHI DI MEDAGLIA FERISCE…

L’ex sindaco di Cassino Giuseppe Golini Petrarcone giova nei giorni scorsi per la medaglia di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica di Polonia conferitagli dal presidente polacco Andrzej Duda come riconoscimento per l`impegno in favore dei polacchi. A consegnargli l’onorificenza era stato l’ambasciatore di Polonia Tomasz Orłowski nel corso di un ricevimento nella sede dell’Ambasciata a Roma presenti numerosi invitati di Cassino tra cui il sindaco Carlo Maria D’Alessandro. Che è stato puntualmente snobbato. (leggi qui).

L’atroce vendetta di Carlo Maria D’Alessandro è maturata a stretto giro. Una medaglia pure per lui? Macché: avrebbe significato arrivare secondo. Peggio ancora. Le medaglie sono state conferite dal Popolo Polacco al dottor Gianni Lena dirigente del gabinetto del sindaco di Cassino, defenestrato nel 2013 da Peppino e ora riabilitato da Carlo. Come a voler rispondere: le medaglie? Argent de poche.

 

 

DE ANGELIS METTE BUSCHINI SULLA PESA

Francesco De Angelis (detto il cannibale del Pd: se candida due persone vuole eleggerne almeno tre) ha messo sulla pesa il suo delfino Mauro Buschini. Sta già lavorando per farlo rieleggere alle prossime Regionali. E per mandare un segnale chiaro a tutti i romani ha deciso che Mauro dovrà essere il più votato  in assoluto, annichilendo gli avversari. Un po’ come fece lui quando poi lo promossero assessore alle Attività Produttive. Per questo ha organizzato l’incontro con la prossima partner di Buschini (politicamente, s’intende). Farà tandem con lui la consigliera comunale di Cassino Barbara Di Rollo (e noi ve l’avevamo detto).

De Angelis ha fatto i conti delle preferenze sulle quali la coppia potrà contare nella tornata del prossimo anno. Ha pesato il voto su ogni Comune e lo ha bilanciato su ciascuno dei due candidati, spiegando cove devono lavorare, su chi ed in che modo. Alla cena era presente il suo colonnello su Cassino, Francesco Mosillo con le sue truppe elettorali.

Dove si sono visti? Considerato l’argomento, hanno cenato al ristorante La Vecchia Pesa a Cassino.

 

 

QUADRINI NON PERVENUTO

L’eroico presidente dell’indomita Comunità Montana di Arce (pervicace alla liquidazione) Gianluca Quadrini non risulta avere presenziato nei ristoranti della provincia di Frosinone durante l’ultima settimana. Qualcuno si prepara a chiedere la cassa integrazione per il personale, Confcommercio manifesta preoccupazione, le quotazioni alla Borsa Alimentare hanno subito un tracollo poiché gli acquisti sono scesi.

Pare che l’augusto presidente, felicemente regnante, abbia ricevuto la visita del medico condotto: nulla di grave. Ma il camice bianco lo ha terrorizzato, imponendogli almeno una settimana di digiuno. In tutte le analisi del sangue, l’unico valore corretto che gli sia stato trovato è quello dell’età. Il resto è tutto sballato.

Tranquilli però, non ha intenzione di mettersi a dieta e di tornare come lo propone la foto dell’archivio Piero Albery. E’ una crisi passeggera. L’eroico presidente tornerà, più affamato di prima.

 

 

MARIO CARGLASS ABBRUZZESE

Le malelingue hanno scavato in lungo ed in largo per trovare un retroscena nella storia del vetro frantumato al suv Audi dell’ex presidente del Consiglio Regionale del Lazio Mario Abbruzzese, mentre lui era a Londra in missione insieme al sindaco Carlo Maria D’Alessandro. I retroscenisti politici hanno subito chiesto informazioni su dove si trovasse Antonello Aurigemma, capogruppo di Forza Italia in Regione Lazio: sospettavano che fosse stato un gesto con cui vendicarsi per per la carineria d’averlo lasciato solo in aula a votare la mozione contro Mauro Buschini, la settimana scorsa. Tutti sospettano che sia stata una manovra di zio Mario, che lavorerebbe sotto traccia per diventare prossimo capogruppo.

Gli esperti in cronaca rosa hanno chiesto gli alibi di eventuali mariti gelosi, setacciando tra le frequentazioni recenti del presidente. Hanno mollato per sfinimento: fare una verifica in quel campo equivarrebbe a controllare un elenco telefonico d’una media città.

Vada per il caso di teppismo e siamo tutti contenti.

 

 

ATTENTI A MASSIMILIANO

Un altro che si è agià messo all’opera per le prossime elezioni è Massimiliano Mignanelli. Ma deve riuscire a passare tra due gocce d’acqua senza bagnarsi. Beatrice Lorenzin gli ha detto che deve fare pace con Alfredo Pallone. Il coordinatore regionale ha fatto di tutto per appianare la strada del dialogo. Ma il compagno Max ha il problema che a Bruno Scittarelli, suo sodale e socio nella gestione della ricca cassaforte di voti su Cassino, se sente solo nominare l’Alfredo Volante ha una crisi acuta di orticaria.

Max ha la possibilità concreta di centrare un risultato politico che insegue da anni: riuscire a spiccare il volo verso Roma (Montecitorio o Pisana, purché sia). Ma per riuscirci deve: continuare a dialogare con Beatrice che vuole la pace con Alfredo, parlare con Alfredo che di lui non si fida ma preferisce Andrea Amata e Michele Nardone (al quale ha affidato l’incarico di rispondere a Fabrizio Cristofari che aveva attaccato la signora ministra) , contemporaneamente non deve far urtare zio Bruno che è un elemento utile di dialogo con il suo elettorato tradizionale.

Al confronto, Tom Cruise era un dilettante.

 

 

AMORI IN CORSO

Il celebre medico ha deciso: non lascerà la moglie; la di lui collega, non l’ha presa bene. Alle amiche ha detto che ha raccolto tante confidenze in questi anni. Vorrebbe scampanellare a casa della di lui legittima consorte.

Rocco, l’assistente in servizio presso la Regione Lazio di cui alle puntate scorse, ha colpito ancora. Una delle segretarie, in forza presso un altro gruppo politico, sospira molto. Lui non può muoversi: dopo il post della volta scorsa, la fidanzata ha minacciato di riservargli lo stesso trattamento che Lorena fece al marito.

Lui non appare più nelle foto di lei, ormai da settimane. Eppure erano una coppia bellissima, tra le più invidiate a Frosinone. Per scoprire chi sono, fate un giro sulle bacheche: tagliare una foto, con il formato digitale, è molto più comodo che strapparle, come avvenne un tempo.

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