Ipotesi Alfieri per sostituire Costanzo alla Segreteria Pd

CORRADO TRENTO
Ciociaria Editoriale Oggi

Domenico Alfieri potrebbe tornare a concorrere per la segreteria provinciale del Pd, del quale è presidente.

Fa parte dell’area del senatore Francesco Scalia e del deputato Nazzareno Pilozzi, ma ha buoni rapporti anche con Francesco De Angelis, punto di riferimento di Pensare Democratico, che ha aderito alla componente di Matteo Orfini.

Secondo i ben informati Francesco De Angelis avrebbe già sondato il terreno, anche con Francesco Scalia. Ma sarà necessario passare attraverso la celebrazione del congresso. E qui il discorso si fa più complicato. Perché ci sono due variabili nazionali da considerare: la legge elettorale e la data del voto. Perché se si arriverà a scadenza naturale (la consiliatura termina a febbraio), allora potrebbe esserci il tempo. Ma se si dovesse arrivare a consultazioni anticipate in autunno, è chiaro che non ci sarebbero gli spazi.

Attenzione però: al congresso potrebbe arrivarsi naturalmente, perfino su input nazionale dopo la fase di elezione del segretario attraverso le primarie. Perché sarebbe complicato per chiunque, sul piano locale, prendere l’iniziativa per sfiduciare Simone Costanzo. Il motivo è semplice: con la mozione di Matteo Renzi si sono schierati tutti i big. Da Francesco Scalia a Maria Spilabotte, da Nazzareno Pilozzi a Mauro Buschini, da Francesco De Angelis a Simone Costanzo, da Antonio Pompeo a Sara Battisti. Presentare una mozione di sfiducia nei confronti del segretario significherebbe assumersi la responsabilità politica della “rottura” nell’area renziana.

Chi lo farà prima della decisione ufficiale sulle candidature alla Camera, al Senato e alla Regione?

Di fatto però l’asse tra le componenti di Simone Costanzo e Francesco De Angelis si è irrimediabilmente rotto. Per Costanzo la maggioranza che lo ha eletto oltre un anno fa non c’è più e il vicesegretario Sara Battisti non ha perso tempo per sottolineare le parole di Costanzo.

Fino alle comunali di Frosinone la tregua armata reggerà (forse), poi però la resa dei conti nel Pd sarà inevitabile. Simone Costanzo non starà a guardare.

C’è però un elemento politico da valutare. Il senatore Francesco Scalia ha sottolineato due cose nel momento in cui è iniziata la crisi. La prima: non ci saranno cambi di maggioranza senza la celebrazione di un congresso. La seconda: l’accordo regionale con Bruno Astorre e Claudio Moscardelli non avrà effetti sul piano provinciale. Una precisazione importante dal momento che Simone Costanzo fa parte dell’area di Astorre.

Domenico Alfieri, dal canto suo, dice: «Non mi risulta che in questo ultimo periodo siano avvenuti dei cambi di maggioranza all’interno del Pd. In ogni caso la mia posizione è la stessa espressa da Scalia e De Angelis: per un cambio di maggioranza è necessario celebrare un congresso».

In ogni caso le strategie sono già iniziate. La domanda è: Scalia e De Angelis hanno già un accordo?

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