«Imprese pronte ad investire: la burocrazia le blocca»

Ci sono aziende pronte ad assumere, aumentare la produzione, sviluppare nuovi prodotti. Ma non possono farlo perché la Provincia non risponde o impiega tempi biblici per farlo. Al punto che i grossi gruppi preferiscono investire altrove. L’allarme lo lancia Davide Papa, presidente di Unindustria Cassino: l’area industriale più sensibile in tutto il territorio provinciale grazie allo stabilimento Fca nel quale si sfornano Stelvio e Giulia, capaci da sole di invertire i grafici dell’intero gruppo nella scorsa trimestrale.

Il presidente Davide Papa, al direttore dell’edizione di Frosinone de Il Messaggero Luciano D’Arpino, ha detto che dalla Provincia:

«…finora abbiamo ricevuto solo promesse alle quali non è stato dato seguito, soprattutto per quanto riguarda il settore ambiente. Abbiamo aziende bloccate che sono pronte a fare investimenti, assumendo nuovo personale, ma non possono procedere perché in attesa da anni di autorizzazioni ambientali. La crisi occupazionale, purtroppo, deriva anche da questo».

Il problema non è nazionale: è locale. I direttori dei grandi gruppi industriali, quando si confrontano con i loro colleghi che dirigono stabilimenti in altre regioni, assicurano che i tempi non sono gli stessi registrati nel Lazio e soprattutto a Frosinone. A dare il colpo di grazia ad un settore Ambiente che già camminava a rilento per colpa della burocrazia ci si è messa la famigerata riforma Delrio. Le conseguenze a Frosinone sono state che l’Ufficio Ambiente della Provincia è stato azzerato, il divieto di fare assunzioni o collaborazioni ha impedito di prendere personale, le pratiche sono andate avanti per un certo periodo solo grazie ad un dirigente rientrato dalla pensione per fare volontariato. Molto ora lo dovrebbe fare la Regione

«Sul problema delle autorizzazioni, abbiamo incontrato l’assessore Mauro Buschini ed hanno preso parte a questo incontro oltre 60 aziende di Unindustria. Anche nel corso di questo confronto, abbiamo riscontrato un forte interessamento alle problematiche esposte dalle aziende ed alle proposte di Unindustria»

Buschini ha proposto un ruolo diverso per l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. Non più un approccio inquirente ma quasi da consulente per le aziende. Per aiutarle a sistemare le pratiche ambientali. E’ un passo avanti. Ma del tutto insufficiente per un’area che si candida a diventare la sede dello stabilimento Fca più tecnologico al mondo. La recente intesa con Samsung per proiettare in maniera definitiva Cassino nel 4.0 stride con un territorio che per asfaltare le strade intorno all’impianto deve mobilitare un prefetto. Sono tante le cose che mancano. Su questo punto, Davide Papa ha detto che

«C’è sicuramente molto da fare. Ad iniziare dalla viabilità che ancora non è adeguata, soprattutto quella interna all’indotto. Per quanto riguarda Fca, nello specifico, si è in attesa dell’autorizzazione da parte della Provincia a realizzare nuovi parcheggi a servizio dello stabilimento».

Ma il vero allarme è quello lanciato più volte dal vice presidente nazionale di Confindustria Maurizio Stirpe:  il 4.0, la quarta rivoluzione industriale, paragonabile all’arrivo delle macchine a vapore negli stabilimenti. (leggi qui) (leggi l’analisi di Maurizio Stirpe) Determinerà una strage tra i posti di lavoro ma ne creerà a migliaia. Sono qualifiche che ancora non esistono, oppure si stanno formando. Il mondo della formazione dell’istruzione deve essere pronto a raccogliere la sfida. Un tema sul quale ha battito molto anche Enrico Coppotelli, nel congresso che lo ha confermato segretario generale provinciale della Cisl. (leggi qui) Su questo, Davide Papa allarga il campo e dice

«Chi può dare una risposta immediata alle esigenze delle aziende sono le facoltà di Ingegneria ed Economia e commercio. Per quanto riguarda le scuole sta trovando collocazione soprattutto chi proviene dal Tecnico industriale, soprattutto in Fca. Molta domanda, però, arriva anche dal settore farmaceutico. Lì si lamenta la scarsa presenza di figure professionali, come quelle provenienti da lauree triennali in chimica e farmaceutica. Invece se ne avverte un forte bisogno. A tal proposito stiamo promuovendo un incontro tra le aziende farmaceutiche e l’università di Cassino per cercare di capire se ci si possa adeguare alla domanda. Anche con corsi specifici, al fine di creare nuova occupazione sul territorio».