Segni sulle schede delle elezioni, parte il ricorso al Tar

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Vincenzo Caramadre
per Il Messaggero

Cerchi, quadrati e triangoli si abbattono sulla tornata elettorale dello scorso giugno a Piedimonte San Germano. Com’era prevedibile è finita a carte bollate e ora sarà il Tar, sezione di Latina, a decidere la validità delle elezioni comunali.

In questi giorni, infatti, il capogruppo di minoranza Ettore Urbano, ha notificato al sindaco Gioacchino Ferdinandi e ai consiglieri comunali il ricorso al Tar con il quale chiede l’annullamento dell’atto di proclamazione degli eletti.

Ma il Comune resiste e tira dritto sostenendo che tutto si è svolto regolarmente.

La tornata elettorale dello scorso 11 giugno a Piedimonte San Germano è finita con la vittoria del giovane avvocato Gioacchino Ferdinandi sul filo di rasoio: la lista Piedimonte Ora dell’attuale sindaco, infatti, ha ottenuto 1945 voti, la lista Azione Comune del noto medico Ettore Urbano si è fermata a 1913 voti. Solo 32 voti di scarto. Ma non è questo il motivo diretto del ricorso. E qui tornano i segni geometrici. Il motivo principale sarebbero i segni di riconoscimento su alcune schede assegnate alla lista Piedimonte Ora.

«Sono stati assegnati almeno 80 voti – sostiene Urbano nel ricorso redatto dall’avvocato Francesco Scalia – alla lista capeggiata da Gioacchino Ferdinandi, nelle quali vi erano dei segni di riconoscimento vicino alla scritta Ora. In alcune un triangolo, in altre un quadrato e in altre ancora un cerchio».

Ma non è tutto, nel ricorso viene anche lamentata anche la mancata attribuzione in diversi seggi di alcuni voti espressi a favore di candidati al consiglio. Per chiede «l’annullamento o la riforma dell’esito elettorale in due sezioni, l’annullamento delle elezioni del sindaco e il conseguente premio di maggioranza alla lista Piedimonte Ora e l’assegnazione, con conseguente proclamazione, di Ettore Urbano sindaco di Piedimonte San Germano». Il ricorso è stato appena notificato al sindaco e ai consiglieri, per cui il primo cittadini si è affidato all’avvocato Giovanni Malinconico, mentre i consiglieri saranno assistiti dall’avvocato Massimo Di Sotto. Lo scontro frontale vissuto in campagna elettorale ora si sposterà in Tribunale a Latina, dove tra alcune settimane si discuterà il ricorso.

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