Profumi di donna tra le tele del maestro Gualdini (di F.Dumano)

Una mostra dedicata a corpi femminili, nudi di donna nella rassegna di Borghese. Appena inaugurata.

Fausta Dumano
Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta “Insognata”

Curata dalla giovane nipote Eva Gualdini, la mostra dedicata ad Ettore Gualdini, è nella rassegna di arte visiva moderna e contemporanea di Alfio Borghese. Battezzata venerdì 2 dicembre con le parole del critico d’ arte Rocco Zani. Una mostra interamente dedicata ai corpi nudi delle donne.

Tele disposte con una abilità dalla giovane nipote che senti nell’aria il profumo di quei corpi, disposte in modo tale che sembrano dialogare tra di loro. Impossibile quantificare quanti nudi abbia dipinto l’ artista.

Selezionarli non è stato semplice. Protagonista la donna, narrata nella modernità di un corpo che trasuda di colore e di calore, una donna, che non appare mai nella banalità di un quotidiano.

Il profumo arriva dalla spiaggia, dalla fetta di cocomero, dai limoni; il profumo arriva dai corpi nudi.

Nuda sulla spiaggia osserva l’intreccio del corpo di donna nudo. Un circolo di donne nude, nuda si pettina, nuda con le curve si interseca con il paesaggio. A volte le fa compagnia un Arlecchino,che potrebbe essere lo stesso artista . Capelli neri, a volte sembrano diventare blu, raramente è bionda. Corpi senza cellulite, ma non anoressiche, tette generose, corpi accoglienti, glutei scolpiti con cura.

Un vero maestro dell’accademia del nudo. Finora avevamo scoperto il Gualdini dei paesaggi, della natura, dei suoi legami con l’ ex Jugoslavia, che lui amava tanto. Chissà se alcuni nudi non nascano proprio da quel campo nudisti al tempo di Tito.

Un’opera esposta alla società operaia si discosta dalle altre, un corpo nudo quasi maschile, con una macchia viola, quasi una tumefazione, dai capelli è evidente che trattasi di donna. Una serie di incontri itineranti nella città nel ”mese gualdiniano”.

L’arte esce fuori dai luoghi deputati la villa per entrare nei luoghi che frequentava l’artista. La società operaia nel cuore del centro storico era una tappa dell’ artista.

Il curriculum del  Gualdini è vasto, un figurativo, che ha dato vita ad uno dei ”salotti culturali” più vivi della città, punto di incontro tra artisti e letterati, la ”mitica saletta” che è stata il fulcro, il motore dell’ esplosione culturale, frequentata da  Miele, Palma, Morato, Fontana, Bonaviri e tanti altri che hanno segnato il panorama artistico.

Profumi di donne, in tanti in città si interrogano sulla modella, sulle modelle che hanno ispirato l’artista. Al momento sconosciute, chissà se la risposta non sia nell’ archivio dello studio, tutto da scoprire, come le poesie ancora inedite, ma conosciute da  Sandro Morato, che le recitava. Finora è stata realizzata solo una tesi di laurea da Paolo D’Amata. Una saletta dell’ università della terza età è stata dedicata all’ artista, al Conservatorio sono visibile le opere a soggetto musicale.