Il nuovo direttore dello stabilimento Stellantis di Cassino è Vito Cascione: l’ingegnere che ha guidato la trasformazione di Maserati a Modena. In Ciociaria c’era stato nel 2012: per un anno come capo della Finizione. La carriera in Fca. E ora le nuove sfide
Ettore Maserati
Harald Wester torna in Maserati ed annuncia che il Levantino non si farà. Apocalisse per Cassino Plant: era la nuova auto destinata allo stabilimento. Non c’è un nuovo modello nel futuro di Piedimonte San Germano
Alfa Romeo Stelvio, il prodotto di punta dello stabilimento FCA di Cassino, ha fatto sì che Marchionne riscrivesse per intero il piano prodotti del gruppo, puntando tutto sul settore dei Suv. A Cassino la produzione di quello a marchio Maserati
Produzione in calo del 75% in sette anni e attività ridotta a pochi giorni al mese: il Cassino Plant è il solo sito Stellantis in Italia a muoversi in controtendenza. Il 21 maggio, con il nuovo piano industriale, sarà il banco di prova decisivo.
La manifestazione per difendere il futuro dello stabilimento Stellantis mobilita lavoratori e sindacati. Mancava la città: gli studenti, i pensionati, i commercianti. E tutti quelli che sono saliti su quell’immenso ascensore sociale. Un segnale di sfiducia che pesa quanto la crisi industriale e interroga il territorio sul proprio futuro.
Dopo anni di incertezza, dal confronto tra azienda e sindacati emergono segnali incoraggianti per Cassino Plant: lo stabilimento non chiude, arriva una nuova linea Maserati e riparte il progetto Alfa Romeo, mentre Stellantis alleggerisce le vecchie zavorre. Il Centro Sportivo va al CUS. La Palazzina Uffici potrebbe diventare una Casa dello Studente
La crisi del comparto automotive colpisce in silenzio la provincia di Frosinone. Tra fabbriche che chiudono, competenze che si perdono e ipotesi di riconversione controverse, resta un’unica domanda: c’è ancora una politica industriale capace di guardare al futuro?
Il lancio pubblicitario di questi giorni per due marchi storici: Itala ed Osca. DR investe 50 milioni e trasforma l’ex Saxa Gres in un centro produttivo completo. Ad Anagni rinascono i marchi storici. Con modelli made in Italy e una filiera che punta a innovazione, lavoro e identità industriale.
Dalla crisi dell’auto alla possibile produzione di veicoli militari: lo stabilimento Stellantis Cassino Plant verso una svolta storica, tra difesa, nuove alleanze industriali. Le anticipazioni del sindaco Ferdinandi.
Ci stiamo abituando all’idea che Stellantis smonti i suoi stabilimenti pezzo dopo pezzo. Ma più preoccupante è che nessuno, nel frattempo, provi a montare una strategia industriale degna di questo nome.
Il cambio d’insegna al Cassino Plant – via il biscione Alfa Romeo, spazio al tridente Maserati – diventa il simbolo di un settore in transizione. Mentre Federlazio lancia l’allarme sulla crisi dell’automotive nel Lazio, Exor rilancia con 4 miliardi di investimenti e la Fiom chiede garanzie per il futuro di Stellantis. Tra incertezze normative, cassa integrazione e sfide industriali, il destino della mobilità italiana si gioca tra Cassino, Bruxelles e Torino.
Le pesanti sfide industriali della provincia di Frosinone. Con tagli di posti di lavoro e difficoltà nel settore farmaceutico e automobilistico. L’azione portata avanti dalla regione a Monaco. Il Piano per uscire dalla palude, allo studio del professor Trequattrini
Al Tavolo sull’automotive in Regione si parla solo di “difesa”, mentre il settore chiede visione e coraggio. Nessuno cita DR Automobiles, già secondo produttore nazionale. Intanto l’Europa arretra, l’Italia arranca e il futuro si gioca guardando avanti, non allo specchietto retrovisore.
Il CEO di Alfa Romeo, Santo Ficili, ha confermato l’importanza strategica dello stabilimento di Cassino, che continuerà a produrre modelli chiave. Nonostante le sfide attuali, il futuro dell’impianto è garantito, mirato a innovazioni come motori ibridi e tecnologie avanzate.
A partire dal 31 marzo 2025, non sarà possibile ordinare l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, segno della strategia di phase out per i modelli a benzina. Le vendite del settore automotive calano, mentre quello farmaceutico cresce, contribuendo significativamente all’export delle province di Latina e Frosinone nel Lazio.
I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende nella giornata di giovedì 19 dicembre 2024
Tre ministri al tavolo con Stellantis, è il segnale che si va verso l’accordo. Confermati gli impegni su Cassino. Imparato ha detto che sarà un piano all’insegna della concretezza ed ha assicurato che non saranno promesse
L’intervista al n°1 di Stellantis in Europa Jean-Philippe Imparato. Su Milano Finanza spiega cosa c’è dietro molte delle recenti scelte. Cosa sta succedendo e perchè. Un nuovo ruolo centrale per Torino. mentre a Cassino…
Anche l’assessore regionale Roberta Angelilli inizia ad essere preoccupata per la situazione Stellantis. “Dicono no a chiusure di impianti e no ai licenziamenti, ma siamo preoccupati”. Anche lei inizia a parlare di conversione dello stabilimento. Come aveva già detto il ministro Urso. il 15 incontro decisivo. La linea Coppotelli, il no di Maura, il ponte di Trequattrini
Tavares ha uno stipendio da 23,5 milioni di euro. Ma è un’operaia in cassaintegrazione a mille euro al mese che deve spiegargli perché non vende più le macchine






















