Nel sondaggio per Latina capitale della Cultura 2023 dal Comune spuntano le variazioni di genere. Cioè nella città che ha detto no al Pride ci si può riconoscere uomo, donna o ‘altro’. Evidente caso di ‘copia e incolla’. Dove il sindaco di Bassiano assesta una lezione di stile
Gay pride
La Regione Lazio è finita nel ‘cul de sac’ del Pride. Il ritiro del Patrocinio lo ha tolto all’utero in affitto ma anche a tutti gli altri sacrosanti diritti per i quali la manifestazione si tiene. E che in queste ore sta ricevendo adesioni mondiali dalla Germania al Messico, dall’Onu al Canada ed alla Spagna. Mentre il Lazio si è tagliato fuori.
La vera notizia della sfilata di ieri è rappresentata dalle tante persone Lgbt di questo territorio, che hanno sfidato i pregiudizi del paesino per urlare con forza la loro volontà di essere accettati.
Una statua della Madonna che con un piede tiene ferma la testa di Matteo Salvini, gli attacchi alle politiche sulla famiglia della Lega, le note di Bella Ciao, i fischi a Virginia Raggi e la presenza di una parte importante della Sinistra in piazza. Altro che folclore. Fra l’altro il sindaco di Frosinone adesso è del Carroccio: ma potrebbe stupire tutti.
Da quando è stata eletta consigliere provinciale del Pd ha accelerato sui temi di forte dibattito politico e “culturale”. Nel capoluogo resta un Pd potenzialmente forte, nel quale però ognuno va avanti da solo.
Il Gay Pride a Frosinone. L’opinione di chi è a favore. Con l’avvertimento: non lasciatevi distrarre da lustrini e paillettes
C’è molto da imparare leggendo le storie dei Santi. Come nella leggenda di San Lidano che fece tacere le rane. Ci sarebbe molto da imparare sulla storia del Patrocinio al Pride dato e poi revocato dal Comune di Latina
Attaccata per le sue aperture, in imbarazzo politico sul tema dell’utero in affitto e perfino nel mirino dei “suoi”. Sul Gay Pride di Latina la sindaca Celentano ingrana la retromarcia
Tutti pronti a dirsi tolleranti. E aperti alle diversità. Come per il Lazio Pride a Frosinone. Ma guai se, anche solo per battuta, si insinua che il loro cane è ‘diverso’. Il fatto è che siamo così… ci arriviamo un po’ dopo
Su due temi così importanti e delicati i criteri di scelta dovrebbero essere oggettivi e “aperti”. Invece prevalgono le considerazioni di tipo politico, perfino sul percorso. Ma il comune senso del pudore è cambiato di molto rispetto agli anni 70.
Dall’esigenza di chiamare un uomo forte (Gattuso) per risollevare la Nazionale alla guerra Israele-Iran fino al Gay pride e alle sue contraddizioni. E’ stata una settimana in cui non ci si è annoiati
Frosinone si rivela inadeguata anche quando è chiamata a prendere posizione su temi di livello nazionale. dalla moschea al Gay Pride o alla scuola sovranista a Trisulti. Preferisce calciare il pallone in tribuna e fare finta di niente
L’incapacità del campo largo di sovvertire i pronostici e la sua capacità debole di limitarsi a “tenere il fronte”
I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende nella giornata di sabato 23 agosto 2025.
L’ennesima “sparata” del generale e numero due della Lega contro l’omosessualità e lo scivolone sul mondo Lgbtq+ inadatto alla guerra
Il parallelo tra il racconto dei fratelli Karamazov e ciò che accade oggi. Nel libro si racconta del Grande Inquisitore che fece arrestare Cristo una volta tornato in Spagna. Chissà cosa direbbe Berlusconi se tornasse oggi e vedesse Forza Italia
Dieci anni per stemperare i toni e conservare solo i “totem” dell’identità politica, ma con nuovi target morbidi
Cosa si lascia alle spalle Alatri. La coalizione di governo del sindaco Cianfrocca ha superato l’impasse. Ora c’è un nuovo equilibrio. E nel 2025 non ci sono più scuse: dovranno arrivare i risultati
Il caso del Ministro della Cultura costretto a dimettersi per una scappatella. La femme torna fatale tra ipocrisia, doppia morale e la realpolitik di Giorgia Meloni
La situazione politica ad Alatri. Dove l’incontro al vertice Cianfrocca – Iannarilli ha prodotto meno di nulla. Le prospettive. Il dramma nel Pd: per nulla pronto ad un’eventuale crisi. La divisione Fantini – Buschini. La manovra di Di Fabio
























