Ferragosto, gin tonic, luna e una confessione: è stato Lavitola il mandante della bomba a Ranucci. Con i magistrati dell’ANM in piedi ad osannarlo, la Sindrome di Napoleone era inevitabile. Jung aveva avvertito: il potere e l’amore si escludono. Ora Ranucci è l’ombra di sé stesso.
Valter Lavitola
Un faccendiere, un giornalista d’inchiesta, una bomba artigianale e il sogno di conquistare Palazzo Chigi. Ci sono tutti gli ingredienti per un romanzo politico italiano: massoneria, servizi, poteri forti e l’ascesa al potere. Peccato che le indagini rischino di rovinare tutto.
Sotto l’ombrellone di un agosto bollente ha tenuto banco il caso del giornalista di Report. Partendo dall’analisi dello storico Luciano Canfora, Sigfrido è diventato una sorta di simulacro della sinistra. Dapprima ariete per sfondare le linee avversarie e poi in un momento di difficoltà figura da difendere ogni costo. Cosa c’è dietro questo concetto filosofico: una divinità, un eroe o un personaggio illustre ma anche una parvenza o un’apparenza che non corrisponde alla realtà



