A un anno dalle elezioni comunali, il sindaco di Frosinone ripercorre successi, tensioni e critiche del mandato. Dai cantieri alla coalizione, dal rapporto con Ottaviani alle sfide del 2027, rivendica risultati e visione della città.
iccardo Mastrangeli
A Frosinone tra cene e raccolta di firme al Parco Matusa cresce l’attesa per il Consiglio comunale del 31 luglio. Sarà una sorta di prova del nove per la coalizione del sindaco Riccardo Mastrangeli che ha numeri strettissimi. Non saranno ammesse assenze. Ma anche per l’opposizione sarà un momento cruciale
Lo stato dell’arte nella maggioranza di Frosinone ed i motivi per cui oggi il sindaco non ha aperti spalleggiatori interni
Fratelli d’Italia pone il veto su Ferrara. Identità Frusinate si dissocia dai propri consiglieri. Renzi chiede un vertice urgente. Alviani non vota per il suo stesso capogruppo. E la presidenza del Consiglio, da fatto istituzionale, è diventata il termometro più impietoso della crisi della coalizione.
Il Governance Poll 2026 mette Mastrangeli al 77° posto con il 49%. Un calo reale in una maggioranza sfilacciata. Eppure il centrosinistra non approfitta: nessuna strategia, nessun candidato, nessuna narrazione. La porta è spalancata, ma gli attaccanti preferiscono il passaggio all’indietro.
Il Sole 24 Ore ha pubblicato la classifica annuale sul gradimento dei sindaci italiani. Frosinone è al 78° posto su 92: meno di un cittadino su due rielieggerebbe Mastrangeli. Un anno fa era al 28°, con il 56%. Il sindaco non si allarma: «Ogni trasformazione comporta sacrifici temporanei». Ma il sondaggio dice qualcosa di più sottile di un calo di consenso
Il “salotto buono”, il cuore pulsante del commercio, di Frosinone cambia look con un intervento di riqualificazione che riguarderà aiuole, fioriere ed arredi urbani per oltre un chilometro. Saranno piantate 825 esemplari di Phillyrea sempreverdi. L’obiettivo del Comune sarà di rendere la strada più bella e attraente puntando sui dettagli che fanno la differenza. Dal punto di vista politico Mastrangeli mette un tassello nella lunga campagna elettorale in un momento in cui si parla tanto di decoro e qualità della vita
Vannacci sorpassa Salvini. E la Lega riparte dai sindaci: Mastrangeli entra nella cabina di regia nazionale. Il sorpasso di Futuro Nazionale costringe il Carroccio a cambiare strategia. Durigon punta sugli amministratori locali e chiama Mastrangeli nel nuovo Tavolo dei Territori: una scelta che vale tanto per il Partito quanto per il sindaco di Frosinone.
Il Partito Democratico di Frosinone alza il livello dell’opposizione sulla mobilità: Stefano Pizzutelli incalza l’amministrazione Mastrangeli sui ritardi dei cantieri, De Matthaeis, Kambo e Sacra Famiglia. Ma il nuovo protagonismo del circolo si scontra con le divisioni interne e con il nodo del candidato sindaco per le Comunali.
Il duro documento di Forza Italia segna una nuova rottura con Riccardo Mastrangeli. Gli azzurri dichiarano conclusa l’esperienza del centrodestra che vinse nel 2022 e iniziano a posizionarsi in vista delle comunali del 2027.
Nella lunga intervista-manifesto rilasciata ad Alessioporcu.it, Riccardo Mastrangeli rivendica opere, coerenza e autonomia politica. Nessuna resa dei conti, porte aperte agli ex alleati e un messaggio chiaro: nel 2027 chiederà di essere giudicato per la città realizzata, non per le polemiche.
Due ore in televisione, nessuna invasione di campo dichiarata, nessun nome ufficiale. Eppure l’assessore regionale Giancarlo Righini ha disegnato con precisione chirurgica la mappa del futuro politico della Ciociaria: deleghe provinciali inutili, tre nomi per la Presidenza della Provincia, Mastrangeli blindato ma con una porta socchiusa. Chi sapeva dove mettere l’orecchio ha sentito tutto.
Sul Rendiconto non ci saranno sorprese. E Mastrangeli sarà il candidato sindaco. Quanto interessa ai cittadini delle attuali beghe politiche. E qual è il vero nervo scoperto per Mastrangeli.
La crescita di Roberto Vannacci apre nuovi scenari nel centrodestra e potrebbe ridisegnare anche la corsa per il Comune di Frosinone. Intanto Schietroma ribadisce la posizione su Iacovissi. E Crescenzi si dice pronto a mettere la 17ma firma per mandare tutti a casa
Con una PEC, Massimiliano Tagliaferri si dimette da presidente e consigliere comunale di Frosinone. Una scelta che certifica la crisi politica nella maggioranza e apre la delicata partita della successione in Aula.
A Frosinone la successione di Max Tagliaferri, una volta formalizzate le dimissioni, potrebbe diventare una nodo cruciale per la consiliatura di Mastrangeli. Trovare la quadra e i numeri sarà impresa ardua. Diversi gli appetiti e le ambizioni da parte di consiglieri e partiti. L’ipotesi di una nomina di garanzia (Domenico Marzi). Intanto ci sono i casi Fanelli, Crescenzi e Ferrara a scuotere la maggioranza
Le dimissioni annunciate su Ciociaria Oggi del presidente del Consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri conducono ad un punto di non ritorno la maggioranza di Frosinone. I motivi formali e quelli reali. Le conseguenze pratiche. Ed il rischio di uno scenario balcanico
Le tensioni sulla mobilità agitano la maggioranza ma non mettono a rischio il sindaco Riccardo Mastrangeli. Il nodo politico è un altro: costruire la coalizione per il bis e contenere l’insidia rappresentata da Forza Italia.
Sul caos viabilità e sulla contestata rotatoria di De Matthaeis si mobilitano opposizioni e pezzi della maggioranza. Il Partito Democratico resta ai margini del dibattito, mentre Mastrangeli corre ai ripari per ricompattare la coalizione.
Cosa c’è dietro il caso-BRT esploso prepotentemente in questi ultimi giorni tanto che il sindaco ha dovuto convocare un vertice di maggioranza. Errori di comunicazione e mancata condivisione del progetto le cause delle proteste dei cittadini e la levata di scudi di alcuni consiglieri comunali anche della coalizione di governo. Il Bus Rapid Transit è stato raccontato male: non come uno degli strumenti della trasformazione bensì come la trasformazione























