Troppi assenti all’appello del Pd per parlare di Acqua

Quanto è rimasto al Pd? L’assemblea dei sindaci di centrosinistra riunita dal segretario provinciale Simone Costanzo sabato scorso per parlare di Acea ha messo a nudo una verità. All’appello hanno risposto 16 primi cittadini tra iscritti al Partito o comunque dell’area. Ma a contarli tutti dovevano essere 46.

In quelle due cifre sta il male concreto del Pd di oggi. Soprattutto sta nella differenza aritmetica tra loro. Sedici presenti su quarantasei: due terzi non si sono presentati. E buona parte degli assenti, nell’ultima assemblea plenaria riunita in Provincia per parlare di Acqua, ha votato contro la linea del Partito.

Alla chiamata alle armi fatta da Costanzo e sollecitata dal presidente della Provincia Antonio Pompeo hanno aderito Anagni, Ceprano, Isola del Liri. Alatri ha finora sostenuto una posizione eretica rispetto alla linea ortodossa. E i suoi sono voti pesanti. Nel senso che i voti vengono ‘pesati’ in proporzione al numero dei cittadini residenti nel Comune. Ma gli altri sindaci dov’erano?

Costanzo, ma anche Mauro Buschini, Nazzareno Pilozzi, Antonio Pompeo, hanno sollecitato: spiegate ai cittadini il baratro nel quale ci sta spingendo il centrodestra, rischiamo un altro conguaglio milionario. Già. Questa però e roba per attivisti. E qui si apre allora un secondo interrogativo: dove sta il Partito di Cassino? E quello di Ceccano? Per non parlare di Sora dove il Pd è stato capace di regalare un sindaco, per la sua incapacità di essere Partito.

Se i numeri restano questi non c’è molto da illudersi quando si riunirà la prossima seduta.

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