1988 – 2018 trent’anni con Ciociaria Oggi (di C. Trento)

Il quotidiano Ciociaria Oggi compie trent'anni. All'interno dell'edizione oggi in edicola c'è un inserto che racconta come siamo cambiati dal 1988 al 2018. Tra i tanti interventi, tutti da leggere, c'è questo di Corrado Trento

Stessa storia, stesso posto, stesso bar. Stan quasi chiudendo, poi me ne andrò a casa mia. Solo lei davanti a me. Cosa vuoi? Il tempo passa per tutti lo sai. Nessuno indietro lo riporterà, neppure noi.

Così cantava Max Pezzali. Eh sì, il tempo passa e nessuno può riportarlo indietro. Ma i ricordi sono il patrimonio di tutti e di ciascuno, rappresentano la memoria condivisa di una comunità oltre che dei singoli.

Ciociaria Oggi, raccontando la cronaca, ha scandito i tempi della nostra storia. Della nostra vita. Sono passati trent’ anni da quando fu pubblicato il primo numero di un quotidiano che ha letteralmente rivoluzionato l’ informazione di questa provincia.

E quella “ grande scommessa da vincere insieme” della quale parlava Michele Checchi (nel primo numero) è stata ampiamente vinta. Non soltanto nelle edicole, ma nel patrimonio culturale di questo territorio.

Ciociaria Oggi non ci sarebbe mai stata senza l’ intuizione geniale, l’ impegno, l’intelligenza e le risorse di Giuseppe Ciarrapico, imprenditore innamorato della Ciociaria, per tanti anni soprannominato il “re delle acque minerali” (per la gestione delle Terme di Fiuggi) e poi anche senatore del Pdl. La leggenda narra che l’ idea di un quotidiano locale gli venne nel corso di un viaggio a New York, quando constatò che nella Grande Mela un giornale locale vendeva e contava tantissimo. Proprio nella metropoli del New York Times!

Ma Ciociaria Oggi non ci sarebbe stata neppure senza l’ impegno ed il lavoro dei “ pionieri” , di quel nucleo storico guidato da Umberto Celani che radicò il giornale sul territorio. Comune per Comune, borgo per borgo. L’ informazione locale in provincia di Frosinone era stata da sempre patrimonio delle edizioni locali di quotidiani nazionali del calibro de Il Tempo e de Il Messaggero. Un “ foglio” completamente locale era una rivoluzione copernicana, che fu subito riconosciuta come tale dai lettori, che alla fine restano davvero i veri e gli unici padroni del giornale.

Ciociaria Oggi divenne presto qualcosa di più di un giornale, rappresentando un simbolo identitario e contribuendo a dare alla Ciociaria un’ immagine diversa da quella stereotipata e naif (per usare un eufemismo).

In trent’ anni è cambiato il mondo, oltre che l’Italia. La globalizzazione ha imposto ritmi forsennati e poco conciliabili con quella vita quotidiana che negli anni ’ 80 e ’ 90 sapeva prendersi i suoi spazi. E i suoi tempi. Nel 1988 c’ era ancora il muro di Berlino ed esisteva l’ Unione Sovietica. Michail Gorbacev era il segretario del Pcus, mentre alla Casa Bianca sedeva un certo Ronald Reagan. La linea di continuità, per così dire, è stata rappresentata da uno dei più grandi Papi della storia, Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla. Al soglio pontificio era asceso dieci anni prima (16 ottobre 1978) e vi rimase fino al 2 aprile 2005.

E in Italia? La seconda Repubblica non stava neppure nel mondo delle idee di Platone. La Dc aveva vinto le ultime elezioni (14 giugno 1987), ottenendo in provincia di Frosinone il 45,05%, staccando il Pci (21,27%), il Psi (11,11%), il Msi (7,24%) e il Psdi (6,89%). D’ altronde la Ciociaria veniva (giustamente) considerata il feudo elettorale di Giulio Andreotti, legato da un rapporto speciale a questa terra. Sindaco di Frosinone era Miranda Certo, che si apprestava però a cedere il testimone a Dante Schietroma. Governava, neanche a dirlo, la Dc, con l’ alleanza del pentapartito. I sindaci venivano eletti dal consiglio comunale, mica direttamente. Presidente della Provincia era Valentino D’ Amata.

Pochi mesi dopo l’uscita del primo numero di Ciociaria Oggi, si svolsero importanti elezioni amministrative: a Cassino la Dc ottenne il 51,6%, ad Anagni il 32,6% (con il Pci al 18,9%). In Italia il presidente del consiglio era Giovanni Goria, che il 13 aprile passò il testimone a Ciriaco De Mita. Poi, il sesto e settimo governo Andreotti. Come ti sbagliavi?

Già, il 1988: a Sanremo vinceva Massimo Ranieri con “ Perdere l’amore” , mentre il campionato di calcio se lo aggiudicava il Milan di Sacchi, dando inizio al ciclo vincente di Silvio Berlusconi alla guida del Diavolo. Era il Milan di Gullit e Van Basten. Sull’albo d’oro del Giro d’Italia apponeva la sua firma lo statunitense Andrew Hampsten.

Un anno intenso il 1988: il 18 gennaio, due giorni prima quindi del debutto in edicola di Ciociaria Oggi, lo studente Cesare Casella veniva rapito dall’ Anonima Sequestri. Sarebbe stato rilasciato due anni dopo, il 30 gennaio 1990. Il 26 gennaio veniva presentata la Fiat Tipo. L’ 11 aprile L’ Ultimo Imperatore, film capolavoro di Bernardo Bertolucci, vinceva 9 Oscar a Los Angeles. Il 14 giugno Achille Occhetto, a seguito delle dimissioni di Alessandro Natta, veniva eletto segretario del Pci. Sarebbe stato l’ ultimo, chiudendo una fase storica accompagnata da lacrime e scissioni. Occhetto però avrebbe stabilito pure un altro record: primo segretario del Pds.

Ma il 1988 fu anche l’ anno della tragedia di Ramstein: collisione in volo di tre aerei delle Frecce Tricolori, uno dei quali finì sulla folla. Più di sessanta vittime. Agli Europei di Calcio vinceva l’ Olanda, con un gol di Van Basten nella finale con l’ Urss che rappresenta ancora oggi uno dei gesti tecnici più belli della storia del calcio. L’ Italia si fermò in semifinale. Due anni dopo sarebbe stata prota gonista delle Notti Magiche “ illuminate” da Totò Schillaci. Poi rabbuiate di colpo dai “ maledetti rigori” contro l’ Argentina.

Da allora è cambiato tutto. Ma da quel 20 gennaio 1988 Ciociaria Oggi racconta il quotidiano: la cronaca, la politica, lo sport, il costume. Con l’ a mbizione di lasciare una traccia. Nel 1988 la provincia di Frosinone aveva una dimensione economica industriale significativa, grazie alla posizione strategica (a metà tra Roma e Napoli, l’ autostrada del Sole, i collegamenti ferroviari), ma grazie anche ad un peso politico che si è perso progressivamente. E inesorabilmente.

Nel 1992 scoppia Tangentopoli e niente nel panorama politico italiano è più come prima. Il sistema dei partiti viene letteralmente travolto dall’onda determinata dalle inchieste di Di Pietro, Davigo, Colombo, Borrelli, D’Ambrosio. Ad ogni livello, nazionale ma pure locale. Sono anni giornalisticamente “ruggenti”. Un colpo di scena dietro l’altro, che segna il Paese. Il periodo a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 era stato dominato da una qualità della vita in continua ascesa, si respirava un ottimismo che sembrava poter durare per sempre.

La rivoluzione politica ribalta la prospettiva. Perfino, o forse sarebbe meglio dire soprattutto, nel sistema elettorale. Il referendum promosso da Mario Segni spalanca le porte al maggioritario, che il Mattarellum fa suo al… 75%. Conservando una quota di 25% di proporzionale, quasi fosse una riserva indiana dei partiti, passati, dall’oggi al domani, dall’altare alla polvere. Sulla scena politica irrompe Silvio Berlusconi, denominato Sua Emittenza.

Le elezioni del 1994 sono un trionfo per il Cavaliere: Forza Italia vince la sfida e, grazie ad un’alleanza “variabile” con la Lega di Umberto Bossi, An di Gianfranco Fini e il Ccd di Pierferdinando Casini, arriva al governo del Paese. In provincia di Frosinone il centrodestra dilaga: vengono eletti i senatori Romano Misserville e Bruno Magliocchetti, i deputati Riccardo Mastrangeli, Oreste Tofani, Modesto Della Rosa e Flavio Tanzilli. Ciociaria Oggi, come sempre, è sul pezzo. E ci mancherebbe pure! Racconta tutti i dettagli, le trasformazioni.

Come farà successivamente, quando, con la creazione dell’Ulivo di Romano Prodi, il centrosinistra si prende la rivincita. Con Lino Diana, Gianfranco Schietroma, Cesidio Casinelli, Giuseppe Alveti, Lucio Testa.

I parlamentari ciociari hanno posti importanti: Romano Misserville viene eletto vicepresidente del Senato, Gianfranco Schietroma ricopre per due volte il ruolo di sottosegretario. Nel frattempo, il 27 gennaio 1995, la svolta di Fiuggi celebra il primo congresso di Alleanza Nazionale. Dopo l’ultimo del Movimento Sociale Italiano. Contemporaneamente avviene la modifica forse più importante, l’elezione diretta dei sindaci.

A Frosinone il duello tra Paolo Fanelli e Gianfranco Schietroma infiamma letteralmente la città, facendo riscoprire a molti una passione politica che si immaginava definitivamente sepolta. Anni dopo, esattamente nel 2002, il testa a testa al ballottaggio fra Domenico Marzi e Nicola Ottaviani resta una delle pagine più “emozionanti” della politica cittadina e provinciale. Sia al primo che al secondo turno a Frosinone arrivano i leader nazionali al completo, nessuno escluso. Ciociaria Oggi li intervista tutti: Silvio Berlusconi (ospite nella splendida villa di Sandro Lunghi), Massimo D’Alema, Gianfranco Fini, Romano Prodi, Pierferdinando Casini. Anche in altri Comuni si consumeranno delle sfide avvincenti. Una su tutte, quella tra Patrizio Cittadini ed Antonello Iannarilli ad Alatri.

Sul piano nazionale la provincia di Frosinone assume una valenza strategica.

Nel 2006 Romano Prodi diventa per la seconda volta presidente del consiglio, ma Silvio Berlusconi è protagonista di una rimonta incredibile. Si decide per pochi voti. Dalla Ciociaria tardano ad arrivare i dati definitivi e se ne discute anche nel salotto di Bruno Vespa, a Porta a Porta, diventata già da tempo la terza Camera italiana. Nel quartier generale del centrosinistra si attende a festeggiare, non soltanto per scaramanzia. La leggenda narra che nella stanza dove sono riuniti Massimo D’Alema, Romano Prodi e Walter Veltroni, qualcuno suggerisce «di telefonare a Ciociaria Oggi, loro ce l’avranno di sicuro i dati definitivi». Se allora ci fosse stato il web, sai che scoop! A dimostrazione di come il giornale fosse diventato da tempo una fonte autorevole, credibile, perfino insostituibile su alcune tematiche.

Si passa pure all’elezione diretta del presidente della Provincia. Il primo a vincere è Loreto Gentile, poi inizia l’era di Francesco Scalia, quindi si arriva fino ad Antonello Iannarilli. Infine, viene approvata la “Delrio”. Le Province vengono trasformate in enti di secondo livello. Non vota il popolo sovrano, ma sindaci e consiglieri comunali. Ma lo scontro politico non è meno avvincente: nel 2014 Antonio Pompeo batte Enrico Pittiglio nel “derby” del Pd. Naturalmente Ciociaria Oggi è lì. Come era stata in prima fila nel 2013, quando il sistema politico italiano diventa tripolare e si afferma il Movimento Cinque Stelle, guidato da un ex comico che si chiama Beppe Grillo.

Il sistema elettorale nel frattempo è cambiato di nuovo. In provincia di Frosinone, storica roccaforte del centrodestra… il centrodestra non tocca palla. Vengono eletti due senatori del Pd (Francesco Scalia e Maria Spilabotte) e uno del Movimento Cinque Stelle (Marino Mastrangeli, che poi uscirà e passerà al Gruppo Misto). A Montecitorio entrano i deputati Nazzareno Pilozzi (Sel, poi aderirà al Pd) e Luca Frusone (Movimento Cinque Stelle). Ciociaria Oggi naturalmente fa quello che sa fare meglio: scrive. Tutto. Puntando sui retroscena più che sui comunicati stampa.

E come dimenticare le “battaglie” per le regionali, combattute anche queste con il sistema dell’elezione diretta. Il primo a vincere nel Lazio è Piero Badaloni, poi tocca a Francesco Storace, Piero Marrazzo, Renata Polverini e Nicola Zingaretti. In Ciociaria i protagonisti si chiamano Alfredo Pallone, Antonello Iannarilli, Anna Teresa Formisano, Alessandro Foglietta, Francesco De Angelis, Francesco Scalia, Maurizio Federico. Poi sarà la volta di Mario Abbruzzese e Mauro Buschini.

E Ciociaria Oggi? Scrive, analizza, intervista, provando costantemente ad anticipare. Le prossime mosse. Concentrando costantemente l’ attenzione su tutti i 91 Comuni di una provincia che negli ultimi anni ha conosciuto gli effetti devastanti di una crisi economica che ha minato certezze e prospettive. Molte le multinazionali che sono andate via dal territorio, tante le aziende che hanno chiuso i battenti, moltissime le piccole e medie imprese che non ce l’ hanno fatta. Persi migliaia di posti di lavoro, in una provincia nella quale numerose famiglie sono scivolate sotto la soglia della povertà. Le aree industriali non sono più quelle degli anni ’ 90, i cimiteri degli elefanti si moltiplicano. Tanti giovani vanno via, per studiare e lavorare altrove. Sempre più proteste, sempre più scioperi, sempre più presidi, sempre più promesse, sempre più… buchi nell’ acqua.

La cronaca incombe e Ciociaria Oggi continua a impaginare. E stampare. Però gli ultimi anni hanno regalato a questo territorio una favola fantastica: la promozione del Frosinone calcio in serie A, il 16 maggio 2015. La vittoria (3-1) con il Crotone fa esplodere una festa che non si era mai vista prima. Il più grande spettacolo dopo il Big Bang, parafrasando Jovanotti. Un miracolo, non solo sportivo, nato dal sogno visionario di Benito e Maurizio Stirpe. Il Frosinone in serie A, roba che stavolta non si legge soltanto su Ciociaria Oggi.

L’orgoglio ciociaro rialza la testa in tutta Italia. Ma alla fine quale l’elemento più importante di un’ avventura editoriale che va avanti da trenta anni e che è diventata parte di questa terra? Il nome. Sì, il nome. Ciociaria Oggi: racchiude sia il territorio che la cronaca. Sublima l’ attimo fuggente ed entra nella storia grazie al ruolo dei lettori. Perché davvero, come canta De Gregori, “e poi la gente, perché è la gente che fa la storia, quando si tratta di scegliere e di andare, te la ritrovi tutta con gli occhi aperti, che sanno benissimo cosa fare” .

La storia non ha nascondigli e non passa la mano. Ecco, la storia siamo noi. Nessuno si senta offeso. Nessuno si senta escluso.

 

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