2021, l’anno del ritorno dei Segretari di Partito

Nel Pd la scalata di Luca Fantini, nella Lega la svolta impressa da Nicola Ottaviani. Il pugno di ferro di Massimo Ruspandini in Fratelli d’Italia. E il naufragio di Forza Italia con lo schema dei tre sub commissari.

Il 2021 è stato l’anno del ritorno dei Segretari politici, anche a livello provinciale. Tra mille difficoltà, costretti a barcamenarsi tra le “correnti” dei rispettivi Partiti, ma in ogni caso hanno imposto la loro linea. Nel bene e nel male.

Luca, il collante efficace

De Angelis, Fantini e Pompeo

Nel Partito Democratico Luca Fantini, dopo l’anno di rodaggio, ha deciso di accelerare. Consapevole che in un contesto dove il leader è Francesco De Angelis, è complicato muoversi. Ma lui ha preso le misure, ha mediato, ha tessuto la tela, ha ascoltato Sara Battisti, Mauro Buschini e Antonio Pompeo e quindi ha tratto le conclusioni. Ma soprattutto ha rappresentato il “collante” tra le diverse posizioni, ridando centralità alla federazione del Partito in anni complessi, quelli del Covid.

Inoltre, con la nomina dei commissari in diversi Comuni è riuscito a ritrovare il bandolo della matassa. Il risultato di Sora alle Comunali dello scorso autunno è frutto dei mesi di paziente mediazione portata avanti dal Segretario: lasciando che andassero via quelli che riteneva compagni di viaggio poco utili, attraendo ed aggregando quelli che giudicava necessari, convergendo al momento giusto sul progetto vincente. Non gli si può addebitare più di tanto invece sulla sconfitta di Alatri: il Pd ha pagato un logoramento quasi fisiologico ed un rinnovamento che non è stato avviato. E quando Fantini è arrivato era già troppo tardi.

Alle provinciali il Pd ha confermato 4 consiglieri eletti e adesso si prepara per le comunali di Frosinone. Vero che l’input per il Campo Largo è di Francesco De Angelis, ma il puntellamento del tavolo del centrosinistra lo sta eseguendo Luca Fantini.

Nicola, il democristiano inafferrabile

Ottaviani tra Zicchieri e Gerardi

Nella Lega Nicola Ottaviani sapeva perfettamente che si sarebbe dovuto districare tra le posizioni dei parlamentari Francesco Zicchieri, Francesca Gerardi e Gianfranco Rufa. Non perdendo di vista le strategie a tutto campo del Consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli.

Lo ha fatto nel modo che gli è più congeniale: imprimendo la sua linea, lasciando spazi, aprendo la lista delle provinciali (e si è visto). Per poi trarre le conclusioni, che sono state le seguenti: Lega primo Partito alle comunali di Alatri e Sora e alle Provinciali con il voto ponderato.

È questo il biglietto da visita che Nicola Ottaviani ha spedito all’indirizzo di Matteo Salvini. Inoltre ha tenuto saldo il rapporto con Claudio Durigon, deputato e coordinatore regionale della Lega. Ora la prova del nove dl 2022, con le elezioni comunali di Frosinone.

Massimo, il Fratello con la famiglia larga

Massimo Ruspandini

In Fratelli d’Italia il senatore Massimo Ruspandini si è preso il Partito anche come presidente provinciale. Ha imposto la sua linea, che è quella di dare la precedenza ai militanti storici, quelli che provengono dall’Msi e poi da Alleanza Nazionale.

Ha fatto capire a brutto muso che non ci sono poi tanti spazi per chi proviene da altre esperienze. Tipo Antonello Iannarilli o Alessia Savo. Alle Provinciali ha mandato il messaggio che non c’è spazio per chi si pone in contrapposizione. Una prova di forza, che però avrà i suoi contraccolpi. A Frosinone per esempio.

Però Ruspandini ha stretto un patto di ferro con il segretario regionale Paolo Trancassini. La “madre di tutte le battaglie” nel centrodestra si combatterà a Frosinone. Alle comunali. E Ruspandini lo sa.

Forza Italia tricefala

Diverso il discorso in Forza Italia: il naufragio alle provinciali ha dimostrato che lo schema a tre punte non funziona più. Poteva avere un senso nella fase della riorganizzazione. Che ora però è superata.

Per cui il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone dovrà ripensare l’assetto formato da Daniele Natalia, Adriano Piacentini e Rossella Chiusaroli. Servirebbe un solo segretario, meglio se eletto. Altrimenti nel 2022 potrà andare solo peggio. A cominciare dalle comunali di Frosinone.

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