L’accordo tra i due Francesco nel mirino dei battitori liberi

Non sarà facile per Francesco Scalia convincere i suoi uomini che l’accordo per il congresso passa dal sostegno a Francesco De Angelis come segretario. Ma il senatore dovrà provarci perché il segretario regionale Fabio Melilli sostiene questa soluzione.

Chi potrebbe osteggiare l’intesa tra i big?

Il presidente della Provincia Antonio Pompeo innanzitutto. Perché è il primo a rendersi conto che in questo modo la strada per la sua designazione alla Regione Lazio sarebbe sbarrata. Lo spazio sarebbe tutto per l’attuale consigliere regionale Mauro Buschini, che infatti non vedrebbe male il patto tra i due Francesco.

Poi c’è il consigliere provinciale Domenico Alfieri, al quale è stata prospettata l’idea di fare il segretario nell’ambito di una situazione pacificata tra De Angelis e Scalia. E chi meglio di lui? Vicino al senatore, ma di provenienza Ds, quindi gradito anche al presidente del Consorzio Asi. Non rientrerà nei ranghi facilmente se “l’accordone” passerà sulla sua testa.

Non è d’accordo nemmeno Germano Caperna, anche lui consigliere provinciale, che da Scalia attende segnali importanti da più di un anno.

Poi ci sono altre posizioni. Il deputato Nazzareno Pilozzi ha capito che nell’area di Scalia non ci sono spazi per lui. Sa che la ricandidatura dovrà sudarsela direttamente a Roma. Magari parlando senza filtri con Luca Lotti o Maria Elena Boschi.

La senatrice Maria Spilabotte resta in silenzio. Se De Angelis sarà in grado di garantirle la blindatura sulla ricandidatura parlamentare, allora nessun problema. Altrimenti sarà la vera “mina vagante” del congresso. Puntando sul fatto che di rinnovamento renziano in Ciociaria non c’è traccia.

Simone Costanzo ha capito l’aria che tira, ma non è affatto isolato. Non è un caso che in questi ultimi giorni abbia serrato le file della sua area, quella che fa riferimento a Dario Franceschini. Costanzo non farà l’agnello sacrificale, giocherà la sua partita.

Francesco De Angelis sta cercando di arrivare ad un accordo di ferro con l’area di Sara Battisti, costruendo una piattaforma programmatica di priorità.

Ma conta anche di convincere Francesco Scalia, magari attraverso Marco Di Torrice. Però il percorso congressuale rimane pieno zeppo di mine.

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