Le valigie di Polverini: in viaggio verso Verdini. Ma nessuno la segue da Frosinone

La valigia non l’ha ancora preparata. Ma è già aperta sul letto e pronta per essere riempita. Renata Polverini è tra i parlamentari di Forza Italia che si preparano ad andare via dalla corte di Silvio Berlusconi dando vita ad un altro esodo lacerante.

Il ko registrato nei giorni scorsi sulla nomina dei tre giudici costituzionali è stato il classico colpo definitivo, quello che sta spingendo a gettare la spugna più di qualche senatore e molti deputati come l’ex governatrice del Lazio. Nel suo sfogo raccolto da Repubblica, Renata Polverini dice

«Che devo dire? Il partito non c’è, non funziona, i gruppi vivono alla giornata e quest’ultima disfatta della Consulta è stata l’ennesima figuraccia». E ora? «Io corteggiata dai verdiniani? Ma siamo tutti corteggiati. Finora sono rimasta e speravo che la cosa venisse apprezzata. Ma amo fare politica e se non ci saranno le condizioni, la scelta sarà dolorosa ma inevitabile. Il disagio è di tanti colleghi, finora abbiamo seguito con lealtà e convinzione Berlusconi, ma ormai manca un luogo di confronto, e se lui non si occupa più del partito con assiduità, diventa un problema. Così è difficile fare politica».

Anche lei potrebbe traghettare verso la componente di Denis Verdini che è sempre più costola della maggioranza di Matteo Renzi.  Così come ha fatto Enrico Piccinelli, ingegnere, 51 anni, prima legislatura, è commissario forzista a Bergamo. Ha rassegnato le dimissioni e si è accasato con Verdini «un discorso che a questo punto mi sembra abbia maggiori sbocchi. Il malessere in Forza Italia ormai è notevole».

Ma sul territorio nessuno sembra disposto a seguire Renata Polverini e la sortita dell’ex segretario dell’Ugl rischia di restare isolata, senza il seguito di nessuna tra le federazioni provinciali che negli anni scorsi le avevano spianato la strada verso la presidenza della Regione Lazio. A Frosinone, la riunione dei quadri e degli amministratori di Forza Italia l’altra sera non ha nemmeno preso in considerazione l’argomento. Tantomeno l’hanno voluto considerare le schegge di opposizione interna, che in genere usano le rotture nazionali per allargare quelle locali.

Finché c’è Silvio, nessuno si muove.

 

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