Quando la toppa è più evidente del buco

Mettere le toppe è un’arte. Tanto nella sartoria quanto nella politica. In entrambi i casi il rischio è quello di rendere ancora più evidente il buco.

Un po’ come sta accadendo nelle file di Forza Italia, dove il Coordinatore Provinciale di Frosinone Pasquale Ciacciarelli ha dovuto indossare di corsa i panni della sartina, prendere ago e filo per tentare di mettere una pezza all’operazione politica che ha fatto saltare il rientro dell’ex coordinatore Adriano Roma.

Tutto nasce dall’intervista ad Alessioporcu.it in cui Roma dice di non riconoscersi più nel progetto di un Ncd sempre più organico al Pd (leggi qui l’intervista); si avvia un percorso che culmina in un pranzo con i quadri di Forza Italia per sancire il rientro (leggi qui il pranzo), ma a distanza di poche ore a Roma viene sbattuta la porta in faccia (leggi qui) e tutti iniziano a sospettare che sia stata un’imboscata politica (leggi qui) con cui boicottare l’operazione.

Il tentativo di mettere la pezza è da piccola sartoria di retrobottega. Pasquale Ciacciarelli prende la carta intestata e scrive “La delega da me conferita al dottor Gianmarco Florenzani riguarda un impegno finalizzato ad esperire tutte le attività che serviranno a far raggiungere al nostro Movimento Politico grandi risultati promuovendo iniziative e progetti che potranno coinvolgere il maggior numero di cittadini. Si tratta di una delega attraverso la quale il dottor Florenzani, in raccordo con questo Coordinamento, ha il compito di organizzare eventi, iniziative e manifestazioni per accrescere il nostro rapporto con i cittadini in vista delle elezioni comunali 2016 che vedranno impegnati diversi comuni della nostra provincia”.

Il Coordinatore Provinciale di Forza Italia tenta di convincere che il ruolo di Responsabile Organizzativo provinciale in un Partito Politico sia quello di organizzare feste e sagre perché è con quelle che si fanno i voti. Una toppa. In ogni altra organizzazione politica, infatti, il Responsabile Organizzazione è il braccio operativo sul territorio, colui che applica le decisioni della segreteria politica Comune per Comune, per questo motivo deve conoscere tutti i sindaci e gli amministratori del suo Partito, in maggioranza ed in opposizione, avere la loro considerazione ed il loro rispetto.

Nella lettera di nomina al dottor Gianmarco Florenzani, datata 9 dicembre ma tenuta in un cassetto stranamente per dieci giorni, facendola uscire solo quando è chiaro che Adriano Roma sta rientrando, sta scritto invece “Sono certo che svolgerai con entusiasmo e passione questo incarico in vista delle elezioni comunali 2016 che vedranno impegnati diversi Comuni della nostra Provincia. tale impegno ti porterà ad esperire tutte le attività che serviranno a fare raggiungere al nostro movimento politico grandi risultati” eccetera eccetera.

Niente sagre, niente feste.

La toppa rende il buco ancora più evidente perché lascia scoperti i punti più evidenti: nessun sindaco e nessun amministratore era stato informato di questo strategico incarico nonostante fosse stato assegnato il 9 dicembre; il coordinamento provinciale non risulta avere deliberato la nomina; i consiglieri provinciali ne erano stati tenuti all’oscuro; il sindaco del Comune capoluogo ed i suoi assessori in quota Forza Italia lo hanno letto da questo blog e poi da Ciociaria Oggi. Chi ha deciso la nomina, con chi l’ha concordata e perché l’ha tenuta segreta?

Una cosa è chiara. Chiunque abbia fatto l’operazione è riuscito in due intenti: 1) far saltare il rientro di un ex coordinatore provinciale che teneva in mano il Partito ai tempi in cui registrava il massimo dei consensi, 2) ottenere una patente di inaffidabilità politica per cui ognuno adesso si farà bene i conti prima di chiudere un accordo.

A chi è convenuto compiere la prima missione pur sapendo che il rovescio della medaglia sarebbe stato la seconda? Se esiste, il nome del mandante sta lì.

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