Il caso Alatri che frantuma il centrodestra

In Fratelli d’Italia è iniziata la resa dei conti: l’attacco del dirigente Daniele Maura al coordinatore provinciale Antonio Salvati (leggi qui il precedente) non è avvenuto per caso. A questo punto bisognerà vedere le mosse di Massimo Ruspandini, che potrebbe provare la spallata in tempi rapidi.

Occhio a quanto succede ad Alatri. Forza Italia candida a sindaco Antonello Iannarilli, con il placet del consigliere regionale Mario Abbruzzese e dell’europarlamentare Antonio Tajani. La prova provata dell’intesa è che nei giorni scorsi, quando i generali frusinati si sono ribellati al coordinatore Pasquale Ciacciarelli (leggi qui il precedente), l’ex deputato avrebbe potuto alzare la voce e dare un’ulteriore spallata, ribadendo le critiche e le accuse portate avanti fino a qualche mese fa. Invece è stato assordante il suo silenzio.

Cinque anni fa Iannarilli non riuscì ad essere eletto nemmeno consigliere comunale nel suo Comune. E questa volta rischia di ritrovarsi con un’alleanza ancora più debole. Infatti, a sindaco è candidato anche l’avvocato Enrico Pavia, il quale ha già il sostegno di importanti “pezzi” del centrodestra, anche… azzurri. Con lui ci saranno l’ex sindaco Costantino Magliocca, l’ala proveniente da Alleanza Nazionale e vicina a Fratelli d’Italia. Anche il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani appoggerà Pavia dopo la rottura con Antonello Iannarilli nel capoluogo. Alatri è la dimostrazione che il centrodestra non ha uno straccio di unità.

Il sospetto è che l’obiettivo finale non sia tanto quello di vincere. Ma quello di contarsi per poter poi contare di più sul tavolo delle prossime candidature nazionali.

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