Il verbo di Pompeo, sempre più autonomo da Scalia

Si smarca, ma senza rompere. Puntualizza, ma non contraddice. Tratta per conto suo, ma giura che non sta creando una propria componente nel Pd. Antonio Pompeo è sempre più autonomo dal prometeo politico che lo ha plasmato: il senatore (e suo compagno di giochi fin dall’infanzia) Francesco Scalia. Ed è emerso con chiarezza nei cinque minuti e mezzo di confronto a tamburo battente avvenuti nel corso della trasmissione di Teleuniverso A Porte Aperte.

Alessioporcu.it – Con Francesco Scalia discutete sempre più spesso
Antonio Pompeo – La discussione non c’è solo negli ultimi tempi: la discussione, nella nostra componente, c’è sempre stata. Anche prima che diventassi sindaco di Ferentino e prima che diventassi presidente della Provincia di Frosinone. La discussione ha sempre ccontraddistinto la nostra azione. Non credo che il mio ruolo sia quello di creare una nuova componente nel Pd ma di riportare serenità e ricomporre il Pd. E ci sto riuscendo: in Provincia, infatti, durante l’ultima riunione di Consiglio, c’è stata la nascita del gruppo unitario che ha ricompattato chi si presentò alle elezioni provinciali sotto il simbolo del Pd e chi invece lo fece sotto la mia lista.

Ma a questa riunificazione c’è arrivato attraverso un dialogo diretto con il segretario provinciale Pd Simone Costanzo, che notoriamente si detesta – ricambiato – con Scalia
Certo, ma il rapporto con Simone Costanzo c’è sempre stato: non l’ho creato adesso per fare dispetto a Scalia. Con Simone ho un rapporto istituzionale e politico da sempre.

Ma di fatto quella trattativa è stato uno smarcarsi da Scalia, che a quel tempo aveva ben altre strategie
Non è uno smrcarsi ma è un confronto a tutto campo ed a 360 gradi su tutte quelle che possono essere le vicissitudini e le strategie di una componente.

E’ vero che con Scalia avete discusso perchè lei ha reclamato la candidatura in Regione?
Mai faffrontato questo discorso: vivo serenamente il mandato da sindaco di Ferentino e di presidente della provincia di Frosinone

Allora non rivendicherà la candidatura in Regione?
Il futuro si vedrà. Oggi dobbiamo lavorare: siamo stati eletti per governare ed amministrare

Al prossimo congresso provinciale del Pd appoggerà il sindaco di Paliano e suo consigliere provinciale Domenico Alfieri, che dice di non essere candidato?
Domenico Alfieri è un ottimo candidato e penso che potrà essere anche un ottimo segretario di Partito. Lo ha dimostrato nel tempo: basta leggere la sua storia, ha riconquistato Paliano togliendola al centrodestra e scegliendo il simbolo Pd anche se il Comune ha meno di 15mila abitanti e non aveva alcun obbligo ma poteva tranquillamente mettere un simbolo civico. Alfieri ha vouto il simbolo perchè è uomo di Partito ed ha sempre tenuto alto il profilo del Partito: alle elezioni non si è schiacciato su uno schieramento, infatti alle Regionali ha votato per Mauro Buschini ed alle europee ha sostenuto Francesco De Angelis; alle ultime provinciali ha sofferto nel candidrasi con la mia lista, non perchè avesse dubbi sul progetti ma proprio perchè soffriva nel vedere diviso il Partito. e questo testimonia il suo attaccamento al Pd. Inoltre porterebbe nel Partito la praticità di un amministratore abituato a risolvere problemi ogni giorno.

Scalia invece pare che adesso propenda per una soluzione unitaria
Non c’è mai stato confronto su questo. Francesco sosterrà Domenico Alfieri. L’auspicio di una candidatura condivisa da tutti è comune a Scalia come a me, a De Angelis, Buschini, Costanzo. Ma dove ciò non fosse possibile è giusto che ci siano candidature diverse

Si sostiene che in questo momento ci sia qualche tensione: Scalia lavora per una soluzione unitaria mentre il deputato Nazzareno Pilozzi è entrato in scena sostenendo con forza la candidatura Alfieri: nuovi indizi di una componente autonoma da Scalia…
Importante è che si lavori per ricostruire questo Partito che è rimasto l’unico Partito nel territorio. Non possiamo più permetterci le lacerazioni degli ultimi anni. Non sono il tipo che attribuisce colpe agli altri: nel caso di Simone Costanzo sono convinto che le responsabilità vadano divise tra tutti nel Partito. Ma a Simone rimprovero di non avere creato quel clima di serenità che era necessario nel Partito in alcuni momenti chiave della sua vita politica.

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