Ciacciarelli esce dal bunker: «Sono pronto alla conta»

Nessuna tregua all’interno di Forza Italia. Il coordinatore provinciale Pasquale Ciacciarelli contrattacca e dice: «Chi critica diserta le riunioni»

Esce dall’angolo, respinge le critiche, contrattattacca: Pasquale Ciacciarelli, coordinatore provinciale di Forza Italia, tenta di riprendere in mano la situazione. E di superare il caos di Natale: la coltellata alla schiena dell’ex coordinatore Adriano Roma mentre stava rientrando nel Partito dopo la parentesi nel Nuovo Centrpo Destra, la nomina di un valido ma pur sempre baby allo strategico ruolo di Responsabile Organizzazione, la levata di scudi dei colonnelli di Frosinone per essere stati snobbati ancora una volta, le dimissioni della sua vice Alessia Savo, l’addio dell’ex presidente della Provincia Giuseppe Patrizi osannato dalle masse su Facebook, l’annuncio della missione del coordinatore regionale Claudio Fazzone «per ridare credibilità al Partito».

La sortita di Pasquale Ciacciarelli arriva dopo il rientro di Mario Abbruzzese dalle montagne in cui era stato quattro giorni ad ossigenarsi e, soprattutto, dopo il giuro di orizzonte compiuto dal leader per comprendere come fosse disposto il fronte e quanto fosse seria la situazione.

Appurato che la situazione ‘è grave ma non è seria‘ (come sosteneva Ennio Flaiano), che il coordinatore Fazzone verrà a Frosinone (o convocherà tutti a Roma) armato di pistole caricate ad acqua, che tranne Antonello Iannarilli ed Alessia Savo nessun altro reclama la sua testa su un piatto d’argento a strettissimo giro, Pasquale Ciacciarelli è uscito dal bunker nel quale saggiamente si era rifugiato durante il bombardamento.

Proverà a ricucire, a piallare i troppi nodi che sono emersi in queste settimane. Risultato di un Partito che non si sa fino a quando esisterà a livello nazionale e quindi anche locale. «Restiamo aperti al dialogo, come abbiamo sempre fatto. Mi sarei aspettato la partecipazione alle sedute del coordinamento da parte delle persone che oggi non risparmiano critiche. Gli spunti per il miglioramento potevano esserci. Ad ogni modo la settimana prossima convocherò una riunione, augurandomi che possa svilupparsi un confronto costruttivo».

Pasquale Ciacciarelli in questo modo stana tutti: chi ha qualcosa da dire venga ad affrontarmi nella sede naturale del dibattito e cioè nel Partito. E non solo suoi giornali e sul blog Alessioporcu.it. In questo modo dice che ‘il re è nudo‘ e mette tutti di fronte alla realtà: ora dimostrate se il problema è politico o soltanto una questione di potere che state tentando di scippare.

Non butta la palla in calcio d’angolo. «Non mi nascondo dietro un dito: Forza Italia sta vivendo un periodo di difficoltà, ma nel Partito non ci si sta soltanto quando le cose vanno bene. Antonello Iannarilli è stato assessore regionale, parlamentare, presidente della Provincia: da due anni non partecipa alle riunioni del coordinamento e non l’ho mai visto a manifestazioni del Partito. Al consigliere Marco Valeri vorrei sommessamente ricordare che il Partito ha puntato su di lui alle elezioni comunali di Ferentino, candidandolo a sindaco. E alle provinciali è stato inserito nella lista, che era schierata a sostegno di Antonio Pompeo nell’ambito di un accordo raggiunto su un ente di secondo livello. Avvenne tutto alla luce del sole, quindi francamente non riesco a capire le critiche di oggi. Se Valeri non condivideva la scelta del partito poteva ritirare la candidatura alle provinciali».

Marco Valeri è uno di quelli che ha chiesto l’azzeramento delle cariche di Partito, sostanzialmente sfiduciando il coordinatore provinciale. Come lui, hanno reclamato un azzeramento anche il responsabile regionale Attività Produttive Silvio Ferraguti, il portavoce della fronda frusinate Adriano Piacentini E, prima di salutare, anche Peppe Patrizi.

Ciacciarelli accetta la sfida: «Sono pronto a celebrare i congressi quando ci verrà dato l’input dal nazionale. Spero il prima possibile. Fra le altre cose dico che le adesioni a Forza Italia stanno avvenendo, con criteri di assoluta trasparenza».

Fino alle elezioni di primavera nessuno lo attaccherà in maniera mortale. Anzi. Vogliono che stia lì a prendersi la responsabilità dei risultati elettorali se le cose non dovessero andare bene a Sora, Cassino e Alatri; a rimproverargli che non è stato merito suo se invece le cose dovessero andare bene. Dopo le elezioni si aprirà una partita nuova: dietro l’angolo a quel punto ci saranno le strategie per le candidature alle Regionali.

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