L’altolà di Forza Italia al potentissimo Fazzone

Hanno fatto quadrato. Serrato i ranghi e non solo quelli. Nelle file di Forza Italia a Frosinone nessuno ha intenzione di ricevere la supposta che il potentissimo coordinatore regionale Claudio Fazzone tenterà di portare in dono lunedì quando compirà la sua prima missione politica in Ciociaria (e forse la prima in assoluto in tutte le province del Lazio) da quando gli è stato assegnato l’incarico anni fa.

La puzza di farmaci l’hanno fiutata in tanti, all’interno del Coordinamento provinciale riunitosi nelle ore scorse. Il sospetto concreto è che la visita del senatore Fazzone non serva tanto a rasserenare le acque. Ma abbia lo scopo di inquinarle. Perché le prossime elezioni politiche si terranno con il nuovo Italicum e le proiezioni dicono che tra Frosinone e Latina Forza Italia eleggerà un solo parlamentare: Fazzone è il candidato naturale nel Pontino, Mario Abbruzzese è l’unico a potergli sbarrare il passo verso Montecitorio; lui o un altro (Nicola Ottaviani) ma comunque votato in maniera compatta in Ciociaria.

L’odore di fregatura è forte, la visita è sospetta quanto un uomo in passamontagna a luglio di fronte alla Banca Popolare. Perché in questi anni Forza Italia, nella provincia di Frosinone, è sempre stata divisa in bande àscare armate l’una contro l’altra: Iannarilli ha sempre contestato Abbruzzese, Picano ha sempre sgomitato contro entrambi, Ferraguti strepita dal giorno dopo le Europee, Ottaviani ed i suoi colonnelli combattono costantemente tra fronte e retrovia, Mario Abbruzzese se ne infischia di tutti ed ha sempre fatto e disfatto gli accordi con chiunque ritenesse funzionale, fosse anche il Partito Democratico, incassando (e gli va riconosciuto) il massimo risultato politico che fosse raggiungibile; e per essere chiari, se lo avesse ritenuto utile al suo progetto avrebbe concupito o si sarebbe lasciato concupire indifferentemente da Nuova Sinistra Unita o Casapound. Ma un Fazzone da queste parti non si è visto mai, non ha mai sentito il dovere di mettere il naso oltre il sacro confine di Priverno – Fossanova, tantomeno s’è sentita una sua telefonata, un telegramma o una cartolina.

Cosa vuole adesso Fazzone? Il nemico con supposta in arrivo all’orizzonte ha sempre l’effetto di riunire le bande e farle alleare in difesa dei confini. Sta scritto in tutti i manuali di strategia, nelle prime sei o sette pagine: da von Clausewitz a Sun Tzu, da Carlo Magno a Gengis Khan. E così, nelle ore scorse, per la prima volta dopo tanto tempo, nei locali del Coordinamento provinciale in via Aldo Moro 199 a Frosinone si sono seduti in cerchio, tutti insieme, Mario Abbruzzese e Silvio Ferraguti, Adriano Piacentini e Pasquale Ciacciarelli. Unici assenti, come sempre, Antonello Iannarilli e la ora dimissionaria Alessia Savo, che non riconoscono la legittimità dell’appartamento preso in affitto per tenere le riunioni dal Partito: è lo stesso nel quale ha una stanza anche Abbruzzese in qualità di Consigliere regionale del Lazio.

I presenti, come prima cosa hanno lavato in famiglia un po’ di panni sporchi. Uno dei primi a finire sotto candeggina è stato la nomina del valido ma pur sempre baby Giammarco Florenzani allo strategico incarico di Responsabile Organizzazione del Partito: nomina che serviva solo a sbattere la porta in faccia all’ex coordinatore provinciale Adriano Roma lanciato verso il rientro a casa dopo la parentesi nel Ncd di Alfredo Pallone. Ma alla fine di un approfondito candeggio, venerdì sera quella nomina a capo strategico delle operazioni politiche nei Comuni chiamati alle elezioni è diventata uno sbiadito incarico ad occuparsi delle feste e delle sagre di Partito. Il passo indietro atteso da Pasquale Ciacciarelli è stato compiuto, nessuno ci ha perso la faccia (è passato come un ‘difetto di comunicazione’, un banale equivoco), tutti ora sono disposti a fare quadrato intorno alla sua schiena. Ed a quella di Mario.

E per chiarire a Claudio Fazzone che adesso le cose stanno così e nessuno ha bisogno delle sue supposte, tutti hanno firmato un documento che è un garbato ma fermo altolà. Gli hanno scritto che se non accetta le condizioni del Partito di Frosinone allora non incontrerà proprio nessuno.

Il coordinatore regionale vuole vedere tutti al Cesari, così viene pure il suo amico Antonello Iannarilli (con il quale governavano insieme ai tempi di Francesco Storace alla guida della Regione Lazio) e Alessia Savo? Gli hanno scritto che non se ne parla proprio. E che se la testa è questa può risparmiarsi lo scomodo del viaggio da Fondi a Frosinone.

Recita testualmente la lettera «In merito all’incontro da te richiesto, il coordinamento provinciale, all’unanimità, Ti invita presso la sede ufficiale di Forza Italia, sita in via Aldo Moro 199 a Frosinone, lunedì 18 gennaio alle ore 17 per dirimere le incomprensionièolitiche esistenti all’interno del Parttio. Lo stesso ribadisce e ritiene offensivo qualsiasi altro luogo per svolgere tale incontro».

Seguono le firme del coordinatore Pasquale Ciacciarelli, sostenuto tra gli altri dal capogruppo comunale di Frosinone Adriano Piacentini, dal presidente del Consiglio provinciale di Frosinone Danilo Magliocchetti, dall’assessore comunale del capoluogo Ombretta Ceccarelli, dal sindaco di Pofi Tommaso Ciccone, dal responsabile regionale Attività Produttive Silvio Ferraguti, dal coordinatore regionale Forza Italia Giovani Luca Zaccari, dal già presidente del consiglio comunale di Sora Giacomo Iula, dal delegato Anci Samuel Battaglini, dall’assessore provinciale di Frosinone Gianluca Quadrini, dal responsabile organizzazione Eventi Giammarco Florenzani, dalla coordinatrice della consulta femminile, da Daniele Natalia (Coordinamento di Anagni), Marco Fiorini (Fiuggi), Tommaso Cenciarelli (Paliano), Deborah Venditti (coordinamento Donne), Marilena Tombolillo (Amaseno), Alessandro Mosticone (Sora), Giuseppe Santodonato (Ceccano), Franco Evangelista (Cassino), Marco Boni (Supino), Gianfranco Germani (Arce), Luca D’Arpino (Ripi), Pasquale De Angelis (San Giovanni Incarico), Leonida Zaccari (Ferentino), Mauro Iafrate (Arpino).

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