Dragonetti nella Direzione Mauro (ma non Buschini)

Da fidatissimo braccio destro del presidente del Consiglio Regionale del Lazio a suo acerrimo avversario, da efficientissimo capo della segreteria tecnica a puntuale tessitore di strategie politiche sul fronte opposto: la strada di Niki Dragonetti è sempre più distante da quella di Mario Abbruzzese.

Se lo porterà da qualche parte o finirà con lo spiaggiarsi come le balene fuori rotta potrà dirlo solo il tempo.

Lui vuole una bandiera, un fronte politico ed un terreno elettorale sul quale iniziare a misurarsi. Per rosicchiare voti al suo ex maestro, magari fargli perdere qualche elezione proprio con quel consenso che gli ha eroso, dimostrargli che si è sbagliato in pieno quando non ha voluto puntare su di lui.

I loro percorsi si erano incrociati quando un giovanissimo Dragonetti era da poco caduto in disgrazia nella sterminata corte che circondava Antonello Iannarilli durante gli anni in cui questi era assessore regionale e dominus assoluto di Forza Italia in provincia di Frosinone. Abbruzzese ne aveva fiutato le capacità organizzative, la voglia politica di emergere e lo aveva portato nella sua squadra: Dragonetti lo aveva ripagato con una fedeltà ed una dedizione assolute, gli aveva coordinato lo staff politico, rimanendo sempre un passo indietro e sempre nell’ombra di Mario, durante tutta l’ascesa da consigliere comunale di Forza Cassino a consigliere provinciale di Forza Italia, da capogruppo in Provincia a candidato alla Regione, da consigliere regionale a Presidente del Consiglio Regionale del Lazio.

Le strade si erano divise lo scorso anno, durante una tumultuosa riunione nella quale Dragonetti disse che per lui era arrivato il momento di recitare un ruolo in prima persona nelle elezioni comunali di Cassino. Abbruzzese gli aveva risposto no. E Niki allora aveva preso capello ed aveva salutato tutti.

I nemici più irriducibili sono gli ex amici più fidati: perché l’affronto subito da un amico è tanto più inaccettabile quanto meno era atteso per via di quei legami. E così è stato tra Abbruzzese e Dragonetti. O meglio: così è stato per Dragonetti, il cinismo politico di Abbruzzese è tale per cui l’intera storia non lo ha toccato più di tanto, per lui fa parte della natura delle cose.

Dragonetti invece ha cominciato a costruire per diventare l’anti Mario: è diventato alleato di Marino Fardelli candidato sindaco di Cassino con l’ambizione di pescare voti in quel centrodestra che finora è stato il bacino di Mario, Niki invece sogna di eleggere un manipolo di suoi uomini in consiglio comunale ed iniziare a costruire una testa di ponte.

E con il cinismo che Mario gli ha insegnato, Niki ora inizia a guardare oltre l’orizzonte e ad immaginare il futuro politico che verrà dopo Berlusconi: nei mesi scorsi ha aderito a Popolari per l’Italia, la formazione creata dall’ex ministro della Difesa Mario Mauro, già ascoltatissimo portaparola italiano nel Ppe a Bruxelles.

Adesso fa parte nella Direzione Nazionale del Partito: è uno degli 85 membri eletti dal primo Congresso Nazionale degli iscritti. E non intende fermarsi. I rumors dicono che è in pista per diventare coordinatore regionale in Umbria. E che non veda l’ora che arrivi il giorno nel quale potrà sfidare Mario in campo aperto, voto su voto, preferenza su preferenza.

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