Intrigo internazionale tra Frosinone e Kiev

Intrigo internazionale a Kiev e la soluzione del caso passa per Frosinone. Documenti pescati per via telematica, l’ombra di 007 informatici, accuse incrociate di avere falsificato tutto.

A sollevare il caso è stato il deputato ucraino Serghii Leshenko, ex giornalista, deputato filo-occidentale del Blocco Poroshenko. Ha accusato il ministro dell’Interno ucraino Arsen Avakov di possedere interessi economici in Italia: di possedere un’impresa nonostante la legge ucraina vieti ai membri del governo di svolgere qualsiasi attività lavorativa durante il loro mandato amministrativo, uniche eccezioni tollerate sono le attività nei campi dell’istruzione, della ricerca o dell’arte.

L’ex giornalista ha pubblicato online dei documenti attribuiti alla Camera di Commercio di Frosinone. Da quei fogli emerge che il ministro Avakov sarebbe il socio unico della Avitalia srl, fondata nel 2011 con un capitale sociale di 1,8 milioni di euro. Tra le carte pubblicate c’è un presunto verbale di un’assemblea societaria svoltasi a Kiev il 30 aprile 2015, quando Avakov era a capo del ministero dell’Interno già da un anno e due mesi.

La società effettivamente esiste, ha sede in viale Mazzini 155, risulta occuparsi di consulenza in materia di gestione del marketing, analisi e formulazione delle strategie di marketing, formulazione di politiche di servizio clienti, strategie di prezzi, canali di pubblicità e distribuzione, design.

Avakov però smentisce e denuncia «l’ennesima paranoia menzognera di Leshenko» contro di lui. Sostiene che quei documenti siano falsi.

Ma da una semplice visura fatta on line, senza bisogno di 007 informatici, si scopre che un Arsen Avakov, con le stesse generalità del ministro ucraino, è il socio unico della Avitalia; e che la società è stata molto attiva nel campo della compravendita immobiliare, soprattutto di capannoni industriali nell’area di Frosinone.

Se qualcuno abbia usato il suo nome o se il ministro abbia fatto davvero business in Ciociaria, spetterà agli investigatori di Kiev accertarlo. A noi bastano gli impicci che fanno i nostri.

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