I numeri nascosti nel tesseramento Pd appena terminato

di CARLO ALBERTO GUDERIAN

I contabili del Partito Democratico sono all’opera. Stanno verificando i dati certificati dalle singole sezioni sparse sul territorio della provincia di Frosinone: controllano i nomi dei 5.600 iscritti al Pd, quelli dei circa 900 nuovi tesserati e soprattutto dei quasi 4.700 che hanno rinnovato l’adesione del 2014 e per questo voteranno il nuovo segretario provinciale del Partito.

I numeri spesso parlano. Basta metterli in fila nel modo giusto. Quelli del tesseramento Pd 2015 dicono che a Frosinone ci sono 370 iscritti, a Cassino 330, a Paliano sono state consegnate 190 tessere, a Veroli sono 170, a Ferentino ci sono 140 iscritti, a Sora sono 120.

L’analisi di quei numeri dice che c’è stato un calo: fisologico rispetto al passato. Perché il costo della tessera è aumentato del 50%. Perché oggi spendere 30 euro per associarsi ad un Partito politico o sei convinto o non lo fai. Le 1.400 tessere in meno nella provincia di Frosinone rappresentano un calo che è nella media nazionale, forse un po’ più contenuto. Ma stanno ad indicare che questa volta si tratta di un tesseramento vero, senza file di manovali dell’est colti da un improvviso sussulto di partecipazione democratica che li ha spinti a mettersi in coda di fronte alla sezione per poter dire “Anche io sono del Pd”. La volta scorsa è accaduto e siamo finiti sulle cronache nazionali. Questa volta no.

Ma i numeri dicono anche molto altro. Aiutano a capire cosa accadrà durante la prossima battaglia per il congresso. Dicono, ad esempio, che Domenico Alfieri la partita è pronto a giocarsela: le 190 tessere di Paliano indicano quanto la sezione della città creda nella possibilità che il suo sindaco possa diventare anche Segretario Provinciale.

Se però deciderà di scendere in campo, Alfieri non sarà il candidato solo della componente del senatore Francesco Scalia. Sarà il candidato di Nazzareno Pilozzi e anche di Scalia. Infatti – secondo una vulgata – con il senatore di Ferentino c’è stato un raffreddamento nei rapporti. E’ accaduto nei mesi scorsi, quando Francesco Scalia aveva quasi raggiunto l’accordo con Francesco De Angelis per arrivare ad una candidatura unitaria: si lavorava su un nome ‘terzo’ come segretario, Domenico Alfieri eletto presidente del Partito, Sara Battisti candidata alla Camera. Ma Alfieri – sostiene la stessa vulgata – ha detto no. Ha rifiutato l’intesa non perché pretendesse la Segreteria. Ma per il metodo con cui si era arrivati al compromesso. Per Alfieri si tratta di un modello superato, il Partito per lui deve essere qualcosa di diverso dal centro di potere che è stato negli ultimi anni.

Il raffreddamento con Scalia (e anche con il presidente della Provincia Antonio Pompeo) sarebbe testimoniato dai soli 140 iscritti con cui si è chiuso il tesseramento a Ferentino: 130 in sezione e 10 on line. Ma lo scorso anno le tessere erano 370.

C’è poi un’altra vulgata, secondo la quale oggi non c’è nessun raffreddore. C’è un asse con Nazzareno Pilozzi ma più politico che elettorale: perché Pilozzi nel 2014 non era nel Pd e – almeno in teoria – proprio per questo motivo nessuna delle tessere ‘rinnovate’ fa riferimento a lui.

Numeri da tenere bene in conto prima di decidere se candidarsi o no: ci sono ancora dieci giorni, il termine per presentarsi è il 12 febbraio.

I contabili e gli sherpa sono già all’opera. I primi per certificare il risultato finale del tesseramento. I secondi per arrivare ad una candidatura unitaria. La strada è ridotta ad un sottile sentiero di montagna. Ma è proprio quella la specialità degli sherpa.

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