Asl, Macchitella mette alla porta i due direttori di Mastrobuono

Li ha mandati via sui due piedi: con una lettera che però non è riuscito a consegnargli in ufficio. E per questo il direttore generale della Asl di Frosinone Luigi Macchitella ha dovuto fare ricorso alla classica raccomandata con ricevuta di ritorno. Destinatari: il direttore amministrativo Mario Piccoli Mazzini ed il direttore sanitario Roberto Testa. Da lunedì possono restarsene a casa: non fanno più parte dell’organico della Direzione Generale Asl di Frosinone.

Erano i due colonnelli che hanno affiancato nel Governo della Sanità ciociara Isabella Mastrobuono, la manager affondata nei mesi scorsi dalla Regione: l’unica nel Lazio (e tra i rari casi in Italia) a vedersi revocato l’incarico per non avere centrato gli obiettivi.

La lettera con cui si comunica ai due (ormai ex) direttori che il loro rapporto con la Asl è da considerarsi revocato è stata scritta venerdì. Se n’è occupato direttamente l’ufficio legale della Regione a Roma. Il file in formato pdf è stato girato a Frosinone dove la segreteria del commissario Macchitella ha avuto solo l’incombenza di stamparlo. E notificarlo agli interessati.

Ma gli incaricati della ferale incombenza non hanno potuto adempiere alla loro missione. Non perché abbiano avuto un problema di coscienza (anzi, pare che ci sia stata la gara a chi doveva portare la comunicazione ai due direttori). Bensì perché il dottor Mario Piccoli Mazzini non era in sede e quindi non si poteva procedere alla consegna brevi manu. Invece il dottor Roberto Testa ha rifiutato di firmare la notifica eccependo alcune irregolarità. Così, al commissario Luigi Macchitella non è rimasto altro che disporre la notifica attraverso il mezzo postale.

Nella raccomandata si scrive che è venuto meno il rapporto di fiducia. E qui si apre un piccolo mistero: per poter strappare il contratto con due figure professionali come il direttore Sanitario ed il direttore Amministrativo, è necessario contestargli qualche mancanza. Al momento nessuno sa se e cosa sia stato, eventualmente, imputato a Piccoli Mazzini e Testa.

Che non fossero per niente buone le relazioni con il commissario mandato da Nicola Zingaretti a Frosinone per ricucire i rapporti lacerati da Isabella Mastrobuono con gli amministratori del territorio, era chiaro a tutti nella Asl. Il Commissario nelle ultime settimane aveva adottato provvedimenti ai quali mancavano le firme dei due direttori: o perché aveva ritenuto di non averne bisogno o perché loro avevano ritenuto di non apporle.

Nei giorni scorsi, in azienda, per verificare fino a che punto fossero logorati i legami fra i tre, hanno usato uno stratagemma: nel corso di un incontro con i sindacati, per garbo istituzionale non sono state lasciate occupate le due sedie ai fianchi del dottor Macchitella, lasciandole libere per i due (in teoria) più stretti collaboratori che non erano ancora arrivati; quando Mario Piccoli Mazzini e Roberto Testa hanno fatto il loro ingresso nella stanza hanno domandato «Commissario, possiamo accomodarci qui?». la risposta è stata lapidaria: «Purché non prendiate la parola».

Il benservito e l’accompagnamento alla porta è stato questione di giorni.

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