Passata la festa, gabbato l’elettore

Benvenuti a Cassino, la città dove tutto diventa possibile. Ma solo in periodo di elezioni comunali.

Accade ogni cinque anni. A credere alle promesse fatte nella scorsa tornata, oggi la città doveva brulicare di imprenditori in giro con il lanternino per riuscire a stanare qualche disoccupato da mettere nelle decine di nuove fabbriche aperte in periferia, le strade del centro dovevano essere una Babele di idiomi ed ingolfate di turisti da tutto il mondo in cerca di una stanza d’albergo e di un posto nei ristoranti, su Montecassino doveva sventolare la bandiera dell’Onu in quanto proclamata Capitale della Pace nel mondo.

Quest’anno si è usata più cautela. Lo ha fatto l’imprenditore Niki Dragonetti costretto ad emigrare in Umbria e che ora pensa di aprire una fabbrica a Cassino. Peccato che non ci abbia detto: su quale terreno pensa di edificare lo stabilimento, qual è il numero di protocollo della richiesta depositata in municipio, a che punto sono ed in quale ufficio si trovano le richieste per le autorizzazioni ambientali, entro quale anno intende iniziare la produzione.

A dichiarazioni evanescenti va bene anche Marino Fardelli. Annuncia un sondaggio che lo vede in vantaggio. Nella fretta dimentica di indicare qual è la società che lo ha eseguito (giusto per capire il grado di credibilità), quale il metodo di elaborazione del dato, se il campione esaminato è rappresentativo o meno della popolazione, in che modo è stato selezionato il campione cui è stato proposto il sondaggio. Perchè – per dirla tutta – se chiedo a quelli che sono nella mia agenda telefonica, è vero che ottengo molte risposte ma mi sorge il dubbio che possano essere un po’ di parte. Per onestà va detto che Fardelli due cose le ha messe in chiaro: il sondaggio lo ha commissionato la società che cura la sua immagine in campagna elettorale; al momento non si sa chi sono gli avversari, se Petrarcone andrà da solo o con l’appoggio del Pd, se il Partito Democratico si sgretolerà o si schiererà unito intorno ad un nome. Ma sono dettagli.

C’è poi l’ex sindaco Tullio Di Zazzo. Lui vuole lastricare la strada per Montecassino con migliaia di mattoncini da 50 euro ognuno, personalizzati con il nome del donatore o di qualche caro defunto al quale vuole augurare una altrettanto comoda strada verso il Paradiso. Come se fosse questione di poche ore l’apertura della fornace nella quale mettere in cottura i mattoncini. Peccato che all’ente Parco nessuno ne sappia niente, al Comune nulla sia stato domandato, in Provincia sono caduti dalle nuvole. In Regione poi fanno notare che con la legge sui Cammini di Fede, ormai resterebbero ben pochi margini per un’iniziativa meritoria ma arrivata quattro anni dopo l’avvio della discussione. Che facciamo: buttiamo tutto quello che è stato raggiunto in quattro anni?

Giuseppe Golini Petrarcone ha promesso per 5 anni: se abbia mantenuto o meno lo diranno gli elettori.

Carlo Maria D’Alessandro vola basso e promette cinque anni di buon governo, nel nome della concordia: visto com’è andato l’ultimo o quinquennio di governo cittadino del centrodestra, questa sembra la promessa più impegnativa di tutte.

Poi però non lamentiamoci se la gente non ci crede più.

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