La Provincia come premio di consolazione

Ad ottobre si vota per rinnovare il consiglio provinciale. Si dovranno eleggere 12 persone, con il meccanismo del voto ponderato, che vuol dire in sostanza che i Comuni più grandi hanno maggiori possibilità di piazzare i propri esponenti.

Nonostante la Provincia sia un ente di secondo livello, nonostante le indennità non esistano più e i rimborsi siano poca cosa, però l’ente “tira”. Per la vetrina politica che mette a disposizione, per le deleghe e per tutto il resto. Le elezioni comunali di primavera sono importanti anche per questo, non solo per capire chi diventerà sindaco.

A Cassino, Sora e Alatri perfino chi perde potrà cercare di elaborare una strategia per andare a sedere nell’aula di Palazzo Jacobucci. A Cassino, quindi, chi non dovesse farcela tra Giuseppe Golini Petrarcone, Marino Fardelli, Carlo Maria D’Alessandro e Tullio Di Zazzo potrà provare a ”consolarsi” dopo pochi mesi.

Stesso discorso a Sora tra Ernesto Tersigni, Roberto De Donatis, Enzo Di Stefano e altri. Per non parlare di Alatri: Giuseppe Morini, Antonello Iannarilli ed Enrico Pavia potrebbero usufruire anche loro del “paracadute” della Provincia.

Però sarà necessario essere eletti e poter contare su qualche consigliere comunale. A ottobre però ci saranno anche esponenti di altri Comuni che due anni fa erano commissariati. Ceccano su tutti. Mentre a Frosinone il rapporto è invertito. Prima si voterà per i consiglieri provinciali, poi per le comunali. Il che darà ai candidati a sindaco la possibilità di puntare su qualcuno dei consiglieri in carica, anche per “compensazione”.

Antonio Pompeo invece resterà in carica per altre due anni. Per la presidenza, infatti, se ne parlerà nel 2018.

Potrebbe cambiare la composizione del Consiglio e quindi variare la maggioranza. Ma tanto nessuno potrà sfiduciarlo.

Benedetta legge Delrio!

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