A che gioco vuole giocare Pd di Cassino?

Il Pd di Cassino non partecipa alla Direzione Provinciale convocata per trattare il tema strategico dei rifiuti. Rinuncia ad incidere sulle dinamiche provinciali del Partito. Eppure rivendica un ruolo guida. Che non può reclamare se manca a riunioni del genere.

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Il Partito Democratico rischia di ritrovarsi tra qualche mese in un corto circuito dalle conseguenze non calcolabili. La riunione della Direzione Provinciale tenuta martedì pomeriggio è stata il chiaro segnale di una situazione ambigua. Che deve essere chiarita al più presto e senza indugio, se si vuole mantenere l’unità.

A che gioco intende giocare il Partito Democratico di Cassino? Sospeso in bilico tra l’irrilevanza e possibilità di condizionare gli equilibri provinciali, il Pd cassinate ha subito un radicale cambiamento con le elezioni comunali dello scorso 26 maggio. Ha vinto Enzo Salera e con lui l’area politica che fa riferimento a Francesco Mosillo, rappresentata sui tavoli della diplomazia interna da Barbara Di Rollo divenuta presidente del Consiglio Comunale. Nello stesso periodo è sparito dall’orizzonte il segretario cittadino Marino Fardelli, che rappresentava la sensibilità politica interna contrapposta a quella di Mosillo.

Il Pd di Cassino ha lamentato per anni la sua marginalità, il suo essere tenuto fuori dai centri di decisione. Ma la riunione di martedì della Direzione Provinciale ha messo in chiaro che è lo stesso Pd di Cassino a tenersene lontano. O a non essere capace di giocare la partita.

Dov’era il sindaco Enzo Salera? Non alla Direzione Provinciale. Un sindaco che reclama il ruolo di guida per l’intero comprensorio non può essere assente ad una Direzione in cui si tocca il tema più delicato e strategico in questo momento per il Partito. Perché coinvolge direttamente il Segretario nazionale, perché coinvolge la Regione Lazio che è una delle poche oggi governate dal Pd, perché il tema dei rifiuti è il nervo scoperto di quel Sud della Provincia che Cassino reclama di guidare.

Il problema non è dire si o no ai rifiuti. Il problema è non esserci andati. Così come non è andata Barbara Di Rollo e nemmeno Francesco Mosillo. Come pretende Cassino di incidere se non partecipa? Se punta di incidere solo con i voti allora è un errore: in un’elezione si passa dal 40% al 18% senza nemmeno accorgersene. Non c’era nemmeno Sarah Grieco, il suo nome è circolato tra quelli dei papabili candidati alla Segreteria Provinciale.

L’elenco prosegue: non c’era nemmeno Simone Costanzo, ex segretario provinciale e oggi sindaco di Coreno Ausonio. Non c’era Marino Fardelli che ha restituito la tessera ma poteva essere per lui l’occasione per sbattere in faccia al Pd tutti i motivi che hanno spinto ad andare via un ex consigliere regionale ed ex dirigente regionale di Partito.

Non c’erano i rappresentanti di Roccasecca, pronti a minacciare di non andare al Congresso. E poi invisibili nella sede in cui si decide la linea politica.

Nel documento finale messo a punto dalla direzione, né il Pd Cassinate né gli altri assenti hanno inciso neanche su una riga. Con quale diritto potranno lamentarsi domani per la linea del Pd?

Possibile che sul tema dei rifiuti abbiano portato il loro contributo alla discussione, validissimo ci mancherebbe, figure di spicco come Angelo Pizzutelli (Frosinone), Alessandra Sardellitti (Frosinone), Vincenzo Savo (Frosinone), Stefania Martini (Frosinone), Andrea Palladino (Frosinone)?

Possibile che la difesa più appassionata e coraggiosa sia arrivata dal sindaco di Patrica Lucio Fiordalisio, che sta a Roccasecca come il mare sta all’Alto Adige? E ancora, possibile che l’analisi più lucida dal sud sia dovuta arrivare da un sindaco come Marco Galli di Ceprano che al Sud della Provincia sta quanto Frosinone sta a Molfetta?

Non basta. A quella riunione c’era il sindaco di Isola del Liri Massimiliano Quadrini. Non c’era il sindaco di Veroli Simone Cretaro. È un altro segnale chiaro di scollamento. Come se ci si stesse preparando ad un riassetto del Pd, come se non fosse importante parlare in questa Direzione perché tra poco ci si vedrà nella sede che aprirà Carlo Calenda.

Segnali che il Pd ha il dovere di chiarire in fretta.

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