A tutto gas. Ma che sia bio: anche in Ciociaria

Economia circolare e riduzione delle emissioni. La sfida per lo sviluppo del biometano è partita. Le manovre dei grandi player nel Lazio. E cresce il numero dei distributori sul territorio. Turriziani si amplia fino a San Vittore

Alessio Brocco

In definitiva, le parole sono tutto quello che abbiamo

Nelle oltre 260 pagine del Recovery Plan messo in campo dal governo Draghi c’è un intero sottocapitolo dedicato allo sviluppo del biometano. Passa da lì la rivoluzione verde e della transizione ecologica. Trasforma i rifiuti da problema a risorsa: da scarto che deve essere eleminato a energia per riscaldare le case, spingere le auto, muovere i macchinari in fabbrica. Una grande fetta delle risorse Ue sta a finanziare quella transizione.

Uno degli impianti Eni (Foto: Riccardo Squillantini / Imagoeconomica

Non è un caso che il colosso nazionale Eni sia tornato a fare incetta sul mercato. Attraverso la propria società Ecofuel ha acquisito da Fri-El l’intera società di gestione del biogas (Fri-El Biogas Holding) che possiede 21 impianti per la generazione di energia elettrica da biogas. Nel portafogli c’è anche un impianto per il trattamento della FORSU, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani cioè gli avanzi delle cucine.

Il progetto di Eni prevede di convertire gli impianti alla produzione di biometano. Punta a pompare in rete, a regime, oltre 50 milioni di metri cubi anno. Sui mercati non è un segreto che Eni intenda diventare il primo produttore di bio-metano in Italia.

Il boom nel Lazio

Il Lazio è tra le Regioni italiane che è in ritardo nella realizzazione degli impianti di produzione. C’è spazio, ci sono margini. Ed i grandi player si stanno muovendo

Poco prima della chiusura della Borsa Agatos ha annunciato di avere acquisito il 51% di una società veicolo costituita da alcuni partner locali: è titolare di un preliminare d’acquisto per un terreno di circa 6 ettari a nord di Roma; il rogito è condizionato all’autorizzazione per realizzare un impianto di biometano con una tecnica brevettata da Agatos. Che insieme ai suoi partner locali “intendono ottenere un’Autorizzazione per un impianto che produrrà, recuperando rifiuti organici della regione Lazio, fino a 1000 metri cubi di biometano avanzato“.

Il progetto prevede un mix ottimizzato di rifiuti organici, con una parte di FORSU e un’altra parte di fanghi della depurazione dei reflui civili fornendo una nuova soluzione di smaltimento all’interno della regione Lazio.

Il progetto Sersys Ambiente

Si muove anche Sersys Ambiente attraverso la sua controllata Ambyenta Lazio. Non si tratta di player marginali: alle spalle c’è il Gruppo Edison con EDB, nata da un ramo del colosso Fenice. Ha avviato da tre mesi il procedimento per la realizzazione di un impianto di produzione di biometano nel Comune di Civitavecchia. Un impianto di ultima generazione, uno dei primi di questo tipo del Centro-Sud: si basa sui rifiuti organici (i famosi avanzi delle cucine). La potenzialità complessiva prevista per l’impianto è di 120mila tonnellate/anno, di cui 100mila tonnellate di rifiuti organici provenienti principalmente dalle raccolte differenziate dell’umido e 20mila provenienti dalla manutenzione del verde. L’investimento previsto sul territorio è di circa 40 milioni di euro. 

Alta concentrazione in Ciociaria

I progetti riguardano anche la provincia di Frosinone. Dove la discussione si infiamma e si spegne a periodi alterni. Uno lo ha presentato Energia Anagni, società controllata dal colosso A2A e dalla società pubblica Saf; l’altro è della società Maestrale che lo vorrebbe realizzare nell’area industriale di Frosinone. Ci sono poi i progetti presentati dalle società Recall Frosinone Air Green di Palestrina: l’uno per produrre bio metano in territorio di Patrica, in località Le Lame; l’altro, nella Mola Bragaglia di Ferentino, per ricavare anche bio CO2 da sottoprodotti e scarti agroindustriali. Con annesso digestore aerobico per la produzione di fertilizzante Acm (Ammendante compostato misto).

A spingere su questi progetti sono sia gli incentivi europei, sia un mercato che chiede sempre più energia a basso costo, sia la necessità di trattare in maniera Green i rifiuti organici che finora finivano interrati nelle discariche o bruciati nei termovalorizzatori. (Leggi qui “Ora vi racconto come il bio metano ha cambiato il mio Comune”).

Motori a tutto gas, ci pensa Turriziani

Veicoli a LNG e biometano esposti alla fiera Metanauto

I numeri dicono che stanno aumentando in maniera esponenziale anche i veicoli alimentati a metano. Le cifre aggiornate al 30 aprile 2021 da Federmetano dicono che sono 1,088 milioni i veicoli a gas naturale circolanti in Italia nel 2020. E che c’è stato un aumento del +59,2% delle immatricolazioni di auto a metano a marzo 2021 rispetto a marzo 2019.

Il circolante a metano oggi rappresenta il 2,1% del parco veicolare totale italiano. Il 90% è rappresentato dalle autovetture (circa 980 mila) e il 9% dagli autocarri trasporto merci (circa 95 mila).

C’è poi l’aspetto dei veicoli per le imprese: auto e furgoni in particolare. Il metano per autotrazione venduto in Italia è già oggi per quasi il 20% proveniente da fonte rinnovabile, grazie all’immissione in rete del biometano.

I distributori biometano compresso Cng in provincia di Frosinone al momento sono cinque. Si trovano a Patrica, Frosinone, Alatri, Sora e Isola del Liri. A questi bisogna aggiungere il punto inaugurato due settimane fa dalla Turriziani Petroli a San Vittore nel Lazio al Km150 della Casilina.

Turriziani: il bio metano è centrale

Uno degli impianti DoppioBlu

Roberto Turriziani è uno degli industriali storici del territorio, soprannominato JR dal nome del petroliere che era protagonista nel seria Dallas per tutti gli Anni 80. A lui si deve una lunga serie di intuizioni imprenditoriali nel settore della distribuzione azione petrolifera. Proprio per questo fa impressione sentirlo parlare di biometano. È lui a scommetterci per primo. Dicendo: «Credo fortemente nella centralità che il biometano riveste nel processo di graduale decarbonizzazione della mobilità. Per questa ragione la Turriziani Petroli continua ad investire in nuovi distributori stradali di metano Ecologico: dopo Frosinone e Latina abbiamo voluto inserire il biometano anche a San Vittore così da poter proporre questo prodotto così virtuoso anche alla clientela del Cassinate e bassa Ciociaria».

La rete aziendale dei distributori di biometano è contraddistinta dal marchio DoppioBlu. Conta sui punti di Frosinone (sull’Asse Attrezzato), Latina (sulla Pontina a Borgo Piave) ed ora a San Vittore Del Lazio.

Il vantaggio del biogas per le imprese non sta solo in un prezzo notevolmente più basso di quello dei carburanti fossili tradizionali. C’è la possibilità di chiedere la certificazione di rifornimento 100% BIO da presentare a committenti o enti che richiedano l’abbattimento di emissioni di CO2 del parco circolante. Oltre all’azzeramento di emissioni di CO2 il biometano in casa.

Il sentiero da battere per un trasporto carbon free è ancora lungo. Ma la partita è iniziata. Anche in provincia di Frosinone.

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