AAA cercasi bacchetta magica per il Pd: no perditempo

Il sottile lavoro di mediazione di Angelo Pizzutelli a Ceccano. Le diverse sensibilità del Pd tornano a partecipare alle riunioni. Ora si accelera per ridurre al minimo il tempo di commissariamento. Le interpretazioni maliziose

Marco Barzelli
Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

«Io, ovviamente, la bacchetta magica non la possiedo». Angelo Pizzutelli, commissario del circolo Pd di Ceccano, è realista: sa bene che ricostruire il Partito Democratico della già Stalingrado ciociara, distrutta dalle bombe elettorali dei Patrioti di centrodestra, non sarà di certo facile. «Anche perché non si può distruggere più di quanto si è già distrutto», aggiunge il “ricostruttore” inviato tra le macerie dal segretario provinciale Luca Fantini. (Leggi qui La lezione delle Comunali / Ceccano ma anche qui Da Stalingrado ciociara a roccaforte di patrioti e qui Fantini chiama Pizzutelli a ricostruire “Stalingrado”).

Ricostruzione Pd

Angelo Pizzutelli

Archiviato l’infausto bollettino di guerra, è arrivato il tempo della tregua armata: perché sono state le lotte intestine al centrosinistra a spianare agli avversari la strada verso la vittoria.

I prossimi passi saranno l’individuazione di un quartier generale, il reclutamento dei civili e, ben più ardua, la ricostruzione delle alleanze. A tradurre dal linguaggio bellico, in genere evitabile ma non per una disfatta del genere, a quello politico è il commissario Angelo Pizzutelli.

Reduce della seconda riunione svoltasi da remoto, dopo quella iniziale del 25 gennaio, accentua «un clima costruttivo e motivato, una forte volontà di tornare a essere un circolo ordinario, con una gestione diretta e non commissariata».

Vogliono tornare il prima possibile all’autonomia, a fare politica. Chi? Da una parte c’è il blocco dei Democratici per Ceccano: la lista civica presentata alle Elezioni 2020 a sostegno della candidatura a sindaco di Marco Corsi. Non ha ottenuto manco un seggio consiliare, battuta al photofinish dal Psi: è stato eletto Emiliano Di Pofi, vicesegretario della sezione socialista. E il segretario Davide Di Stefano ha preferito non attendere il commissariamento punitivo: si è dimesso direttamente. (Leggi qui Pd giù la testa: dopo il ko va via il Segretario di Ceccano).

Sulla linea del fronte

Una riunione del circolo Pd di Ceccano prima del Covid

Tra i Democratici per Ceccano stanno partecipando attivamente alla ricostruzione gli ex amministratori Pietro Masi e Nicolino Ciotoli e l’altro “big” locale Roberto Giannetti. Nonché la prima dei non eletti Katia Liburdi, lo stesso Di Stefano, Luigi Compagnone e Massimo Casalese. Quest’ultimo nel 2015 fu il primo dei non eletti di Nuova Vita. Ora rappresentata, tra la le file della minoranza, da Mariangela De Santis. Dopo esser scesa in campo a supporto di Corsi. È la lista che, ai tempi della prima amministrazione Caligiore, fu prima di maggioranza e poi di opposizione.

Perché? Perché il suo consigliere Pino Malizia, al pari di Angelo Aversa (Lista Caligiore Sindaco) e Mauro Roma (L’Altra Ceccano, civica di Massimo Ruspandini), si rifiutò di tesserarsi con Fratelli d’Italia e sostenere la candidata consigliera provinciale Ginevra Bianchini: la “caligioriana” che non venne eletta per un voto. Saltò la testa dell’assessora Federica Casalese, entrata in Giunta grazie alla quota elettorale del fratello Massimo. E Caligiore, tra un rimpasto e l’altro, si avviò verso le fatali dimissioni di massa rese efficaci dall’ex presidente del Consiglio Corsi e del già delegato all’Urbanistica Tonino Aversa: entrambi rieletti. (Leggi qui  Nove firme, Roberto Caligiore non è più sindaco).

Anche i tre dissidenti ai vertici Pd

Maurizio e Davide Cerroni

Alle riunioni del circolo non manca poi il trio dei dissidenti: l’ex sindaco Maurizio Cerroni, suo figlio Davide ed Elisa Tiberia. Questi ultimi due, a ridosso della scorsa tornata elettorale, hanno fatto dietrofront e non si sono schierati tra i Democratici per Ceccano. Per loro era troppo amaro il boccone da mandare giù: la candidatura del destrorso Corsi.

Ritenuta la più competitiva da Francesco De Angelis: leader di Pensare Democratico, corrente maggioritaria del Pd a livello provinciale; nella fase della scelta del candidato, De Angelis pose i militanti di fronte ad un bivio: una scelta identitaria ma destinata ad essere di rappresentanza, oppure una scelta coraggiosa ma più competitiva.

Per questo si arrivò alla scelta della candidatura Corsi, preferendola alla competitor di sinistra, l’ex segretaria dem cittadina Emanuela Piroli: per niente gradita anche dai tre dissidenti. Ma sulla quale avrebbe puntato Antonio Pompeo: a capo della minoritaria Base Riformista. Una Piroli troppo “rottamatrice” quando fu defenestrata dal circolo democrat. E troppo “rossa” per cementare una coalizione allargata. (Leggi qui  Addio unità a sinistra: Piroli si candida a sindaco e anche qui Anatomia di una crisi: il centrosinistra a Ceccano).

L’eterno Giulio

Il già capogruppo Dem Giulio Conti

Tra i due blocchi c’è di fatto Giulio Conti: l’ex capogruppo consiliare del Partito democratico. Che, al contrario degli altri, fa riferimento a Base Riformista. Anche se, in fondo, ha fatto sempre di testa sua dentro e fuori dalla sala del Consiglio.

Aveva guidato la rivolta contro Emanuela Piroli, che nelle vesti di Segretaria definiva «dispotica» mentre lei lo includeva tra i «capibastone» della vecchia guardia. Gli si era rivoltato poi contro anche il nuovo circolo guidato da Di Stefano. Anche e soprattutto perché, un giorno all’improvviso, dichiarò pubblicamente che si sarebbe candidato a sindaco.

Nel 2020, alla fine, ha scelto di portare acqua al mulino della lista Città Nuova: la civica dell’ex amministratore Pietro D’Annibale. 187 voti non sufficienti per la sua rielezione, ma che da soli – senza contare quelli dei dissidenti Cerroni e Tiberia – avrebbe garantito, se avesse indossato la casacca del Pd, la sua rielezione in Consiglio. Che gli altri democrat fabraterni non volevano di certo.

(Leggi qui La rivolta dei 25: Giulio Conti condanna la segretaria Pd di Ceccano ma anche qui La rivolta del Pd contro Giulio Conti: «Fuori dal Partito» e qui Good Bye Ceccano, si candida a sindaco anche Giulio Conti).

Tutti intorno ad Angelo

«Da parte di tutti c’è una partecipazione propositiva – aggiorna Angelo Pizzutelli, capogruppo del Pd nel Consiglio comunale di Frosinone -. E io sto cercando di dare un contributo gestionale da buon padre di famiglia per cercare di ridurre le distanze tra le varie posizioni iniziali. Rispetto al primo incontro, credo proprio che qualche passo in avanti sia stato fatto».

Il commissario mette in chiaro che, in fin dei conti, è «solo di passaggio, sperando che sia breve, per accompagnare il circolo a un ritorno alla normalità». Quella che sta promuovendo da moderatore è «un’azione politica – aggiunge – fatta di proposte e di dialogo con i consiglieri di minoranza, i civici, i partiti storici della sinistra ceccanese e i fuoriusciti dal Pd. Perché l’obiettivo è quello di riunire, non di distruggere». Ma servirebbe davvero la bacchetta magica.

Il dilemma Corsi – Pd

Marco Corsi

Perché Corsi aderirebbe pure al Pd in cambio di un appoggio alle prossime Elezioni provinciali. Ma resta il fatto che parte del Circolo è fortemente contrario a un suo eventuale ingresso.

Per ottenere un seggio per il Pd resta ancora nell’universo della fantapolitica una potenziale adesione di Mariangela De Santis: Nuova Vita è molto radicata nella parte bassa della città e non intende di certo rinunciare allo scranno. In quanto a Emanuela Piroli, è stato detto e ribadito che resterà civica per garantire la giusta imparzialità alla guida del coordinamento di centrosinistra “Il Coraggio di cambiare”: che comprende le sinistre. Il suo alleato in quota Cives Ceccano, Andrea Querqui, è stato dato spesso vicino all’approdo nel Partito Democratico. Sempre che l’altro giorno, per esser stato nuovamente accostato criticamente al Pd dal centrodestra, si è infuriato e se n’è andato dalla seduta del Consiglio comunale. (Leggi qui Quattro conti e tante polemiche).

In ogni caso, come tiene a ricordare il traghettatore del Pd Pizzutelli, «il Covid ha anestetizzato un po’ tutto, ma alla fine non è che Ceccano abbia una scadenza impellente come una chiamata alle urne». Già, non c’è fretta: c’è tutto il tempo. Anche se «c’è qualcuno – fa sapere il commissario del circolo dem – che spinge per dare un’accelerata affinché si svolgano quanto prima i lavori congressuali».

Si parte dai fondamentali

Prima, però, spazio ai fondamentali: l’individuazione di una nuova sede, la riattivazione della comunicazione via social e, soprattutto, il via al tesseramento. Poi la rotta verso il Congresso cittadino: per l’elezione della Segreteria e del direttivo. E tutta questa fretta? Facciamo parlare i maliziosi: è per evitare che si prolunghi troppo la fase di commissariamento e avvengano contatti riparatori con la parte sgradita del centrosinistra. Quelli auspicati da Pizzutelli nonché dal segretario provinciale Luca Fantini.

L’opposizione in Consiglio Comunale a Ceccano

Nell’agenda di Emanuela Piroli c’è per la mattinata l’appuntamento nel salone di rappresentanza della Provincia: al fianco del presidente Antonio Pompeo e della consigliera provinciale e comunale di Frosinone Alessandra Sardellitti, entrambi democrat di Base Riformista. Nonché del prefetto Ignazio Portelli.

Per fare cosa? È la portavoce istituzionale del progetto Artemis: l’acronimo di Azioni in rete sul territorio di mediazione e inclusione sociale. È il nuovo servizio a difesa delle vittime della violenza di genere, donne e bambini, e delle pari opportunità.

«Sono certo – ha detto di lei Pompeo che saprà dare uno slancio positivo e un contributo importante da donna e professionista al raggiungimento di un obiettivo importante. La dottoressa Piroli ha già avviato un’importante azione di collegamento tra le diverse realtà operative sul territorio, proprio allo scopo di creare una rete sociale di contrasto al fenomeno”.

In fin dei conti, al di là della specifica iniziativa che la vede protagonista, l’ha sempre stimata: se fosse stato lui a decidere, il Pd l’avrebbe anche sostenuta nella corsa per diventare sindaca di Ceccano.