AAA Cercasi centrodestra (provinciale) disperatamente

La provocazione politica di Gianluca Quadrini scoperchia il pentolone dei silenzi e delle incomprensioni di una coalizione che in Ciociaria ha smarrito il filo. Proprio alla vigilia di grandi novità (lo strappo di Toti) è urgente una prospettiva comune. Appello a Fratelli d’Italia ma anche alla Lega.

Non è una provocazione politica, ma un’esigenza vera, quella cioè di sapere se e come si vuole guardare ancora al centrodestra. Anche in provincia di Frosinone.

Sul piano nazionale l’iniziativa l’ha presa Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, sottolineando come il suo Partito si candidi ad essere il nuovo contenitore del centrodestra. Ma la prospettiva non può contenere un’intera alleanza. Perché, a parte la presenza non trascurabile della Lega, esiste un elettorato di Forza Italia che dovrà trovare diritto di cittadinanza altrove.

Certo, diversi “azzurri” stanno andando nella direzione di Fratelli d’Italia, ma molti altri no. È il caso, per esempio della componente di Claudio Fazzone, senatore e coordinatore regionale. Ecco perché Gianluca Quadrini, vicecoordinatore regionale e consigliere provinciale di Forza Italia, mette il dito nella piaga quando afferma: “Mi chiedo se qualcuno è ancora interessato alla coalizione di centrodestra, soprattutto in provincia di Frosinone. Perche la nostra è una provincia profondamente di centrodestra, come dimostrato anche il 4 marzo 2018 alle ultime politiche. (…) Le indicazioni del senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone sono semplici: ascoltare e fare. Ma, detto questo, da mesi non si parla più di centrodestra. Direi forse da anni, considerando quello che è successo”.

Ha ragione Quadrini, perché le ultime riunioni vere del centrodestra provinciale risalgono ad un anno fa, quando si trattò di indicare il candidato alla presidenza della Provincia. Fu scelto in fretta e furia Tommaso Ciccone, poi impallinato dal “fuoco amico”. Proprio per la mancanza di una strategia unitaria.

Gianluca Quadrini, che è un pragmatico, tiene i piedi saldi sul terreno provinciale, consapevole che senza una condivisione sui territori, poi non si va lontano. Anche nel caso il voto di opinione dovesse premiare la coalizione. Si rivolge a Fratelli d’Italia e dice: “A Fratelli d’Italia chiedo di collaborare, rimettendo la barra anche sulla coalizione. Alla Provincia non possono dare neppure la sensazione di essere una stampella di Pompeo“. Il riferimento è a quanto avvenuto nella scorsa seduta, durante la quale si è ritrovato isolato. proprio da Fratelli d’Italia. (leggi qui L’Anatra Zoppa in Provincia? È quella dell’opposizione).

La collaborazione leale tra alleati in quel caso non c’è stata. Eppure Forza Italia e Fratelli d’Italia avevano affrontato in una lista unitaria le scorse elezioni Provinciali. C’è da capire però chi è il vero bersaglio di quell’isolamento politico decretato dalla truppa di Massimo Ruspandini e Daniele Maura. Se è Gianluca Quadrini, espressione dell’ala forzista che fa riferimento a Claudio Fazzone, ben diversa da quella di Mario Abbruzzese che confezionò l’intesa; oppure se è proprio Forza Italia in quanti tale, dal momento che le truppe di Giovanni Toti (alle quali ora fa riferimento Abbruzzese) si stanno avvicinando sempre di più.

Quadrini dice: «Ai leader di Fratelli d’Italia dico che dobbiamo riprendere il filo della coalizione, del centrodestra».

Poi guarda nella direzione del Carroccio:  «Stesso discorso alla Lega. Alle Europee il partito di Matteo Salvini ha ottenuto il 40% in Ciociaria, ma alle amministrative non si è visto. E’ importante che la Lega acceleri pure sul versante locale, prendendo l’iniziativa, dando un segnale netto di interessamento  al centrodestra. Anche perché, quando si tornerà a votare alle politiche, la legge elettorale ha una parte importante di stampo maggioritario. Ma una coalizione va costruita e coltivata quotidianamente, con un’azione importante e condivisa».

Sono in corso grandi trasformazioni e nelle prossime ore potrebbe perfino esserci lo strappo definitivo di Giovanni Toti da Silvio Berlusconi. Ma proprio per questo è necessario un contenitore che tenga unito l’intero centrodestra. Partendo dal livello locale e arrivando a quello nazionale.

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