Abbruzzese: soluzione in un paio di giorni o Carlo si deve dimettere

Due ore di confronto, in serata, tra Mario Abbruzzese ed il gruppo di Forza Italia. Nessuna soluzione. Ma piccoli passi in avanti. Nel centrosinistra primarie aperte anche ai civici. Per aggregare il vice presidente della Provincia Mignanelli

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Nulla di fatto. O si individua una soluzione entro le prossime ventiquattr’ore o il sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro si dimetterà. È emerso nella riunione di questa sera tra il vice responsabile nazionale Enti Locali di Forza Italia Mario Abbruzzese ed il gruppo consiliare di Cassino.

Un vertice che non ha portato ad una soluzione. La riunione è iniziata intorno alle 19 nel palazzo municipale di Cassino. Presenti oltre ad Abbruzzese, cinque dei sei Consiglieri azzurri. C’erano i tre dissidenti: la capogruppo consiliare Rossella Chiusaroli, il presidente del Consiglio Comunale Dino Secondino, il presidente di Commissione Gianluca Tartaglia. E due dei tre consiglieri rimasti leali al sindaco: il presidente della Commissione Bilancio Gianrico Langiano e la presidente della commissione Servizi Sociali Francesca Calvani. Assente giustificata la loro collega Dana Tauwinkelova, impegnata in famiglia a Brno (Repubblica Ceca). 

Il passo in avanti

La riunione non ha risolto la crisi. Ma ha registrato mezzo passo in avanti. Quanto sia importante e se sia decisivo lo si capirà nelle prossime ore.

I dissidenti hanno confermato le loro critiche al metodo di governo “poco inclusivo” usato finora dal sindaco. E ribadito le richieste: azzeramento e redistribuzione degli incarichi all’interno di Forza Italia. In più è stato messo in evidenza un elemento: nessuna pregiudiziale e nessuna pretesa di assessorati.

I lealisti hanno confermato il loro punto di vista: «No all’azzeramento» ha sostenuto Gianrico Langiano. Ma «Si all’individuazione di un punto di equilibrio, se per raggiungerlo è utile sappiate che rinuncio a qualunque pretesa personale». Il riferimento è all’assessorato che doveva essere riconosciuto a Langiano verso la metà della consiliatura, con una staffetta prevista nel patto di inizio mandato.

Dove sta il passo in avanti? Mario Abbruzzese, dopo quasi due ore di confronto, prima dei saluti ha tracciato una sintesi: «Registro la volontà di individuare una soluzione e questo è già un passo avanti, allo stesso tempo registro un salto in avanti culturale. È chiaro che l’azzeramento a questo punto è un problema secondario. Perché se non c’è la volontà di ripartire e inutile qualunque azzeramento». Ma con molto realismo ha fatto una previsione ai cinque Consiglieri presenti: «O si individua una soluzione nelle prossime ventiquattrore, al massimo quarantotto, oppure è opportuno che il sindaco si dimetta».

Per i dissidenti «Nessun passo indietro da parte nostra – si limita a dire Rossella Chiusaroli – se c’è una soluzione siamo ben lieti di esaminarla, per il bene della città».

Aria di elezioni

Le opposizioni intanto lavorano per farsi trovare pronte in caso di dimissioni lampo del sindaco e ritorno alle urne entro l’estate.

L’ipotesi delle Primarie del Partito Democratico anticipata in giornata da Alessioporcu.it ha trovato ulteriori conferme (leggi qui Candidato sindaco Pd, primarie Petrarcone – Grieco) negli ambienti del Partito Democratico.

Con un elemento in più: saranno Primarie ‘aperte‘. Cioè potranno candidarsi anche esponenti di forze civiche e non soltanto gli iscritti al Pd. Quest’apertura consentirà di imbarcare anche l’area civica di matrice cattolica che fa riferimento al vice presidente della Provincia Massimiliano Mignanelli. Che potrebbe esprimere un proprio candidato sindaco: il nome è ancora in fase di definizione all’interno del gruppo.

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