“O me o Fazzone”: l’ultimatum che Abbruzzese è obbligato a fare a Tajani 

Senza la celebrazione del congresso provinciale il vice responsabile nazionale degli enti locali di Forza Italia non ha spazi percorribili. E deve motivare i “suoi” nel momento in cui Ottaviani se ne va. All’orizzonte il “confronto” con il senatore di Fondi.

Le elezioni europee prima o poi arriveranno, ma Mario Abbruzzese (vice responsabile nazionale degli enti locali di Forza Italia e presidente del Cosilam) a quell’appuntamento dovrà arrivare.

E come? La celebrazione del congresso provinciale diventa fondamentale, ma c’è uno scoglio da superare. Si chiama Claudio Fazzone, senatore e coordinatore regionale degli “azzurri”. Da statuto spetta a lui convocare i congressi provinciali nel Lazio. Non farà favori ad Abbruzzese, mai. A meno che non glielo chieda Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo e numero due di Forza Italia. Il quale però, proprio in previsione delle elezioni di maggio, ha bisogno tanto del sostegno di Fazzone quanto di quello di Abbruzzese. Matassa complicata da sbrogliare.

C’è poi un aspetto territoriale. Nel momento in cui il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani si appresta ad aderire alla Lega con un Movimento civico che va a pescare nello stesso bacino di Forza Italia, è impossibile per Abbruzzese fare finta di nulla. Anche per motivare i “suoi” e tutti quelli che sono rimasti nel Partito in questi mesi. Da Pasquale Ciacciarelli a Danilo Magliocchetti, da Tommaso Ciccone a Riccardo Del Brocco.

Non solo: nel caso di “flop” di Forza Italia alle europee Mario Abbruzzese rischia di restare senza possibili alternative. Perché è complicato capire quale fase si aprirebbe negli “azzurri”. Perciò la celebrazione del congresso è vitale.

Non c’è altra via di uscita: mettere Tajani davanti ad un bivio. Ben sapendo di andare alla “guerra” con Claudio Fazzone.

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