Così è nata la mail dei sindacati per mettere all’angolo industrie e Regione

Come è nata la mail con la quale i sindacati Cgil - Cisl - Uil - Ugl hanno 'invitato' la Regione a riunire subito il tavolo per attuare l'Accordo di Programma. Perché le imprese dovrebbero investire qui? E non nelle altre aree di crisi in Italia?

Mercoledì 24 ottobre – Ore 15.03.

Il protocollo della segreteria del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti riceve la prima richiesta d’incontro operativo con cui attuare il protocollo per l’Accordo di Programma. Il piano milionario capace di stimolare il rilancio del comparto industriale da Ceprano ad Anagni. (leggi qui Di Maio e Zingaretti firmano l’accordo: via all’Area di Crisi Complessa).

La mail viene inviata in copia conforme al presidente dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone Antonio Pompeo.

Ad inviarla sono le segreterie provinciali di Frosinone dei sindacati Cgil – Cisl – Uil e Ugl.

 

Mercoledì 24 ottobre – Ore 10.00

Quella mail è la sintesi dell’incontro avvenuto in mattinata tra i segretari provinciali Anselmo Briganti (Cgil), Enrico Coppotelli (Cisl), Anita Tarquini (Uil) e Enzo Valente (Ugl).

Nel corso del confronto hanno disegnato la strategia territoriale per dare gambe e realizzazione pratica all’Accordo di Programma.

I quattro sindacati concordano sul fatto che l’Accordo di Programma è un treno che non può essere perso e allora pancia a terra e sudore. Decidono di inviare la mail a Nicola Zingaretti.

Cosa c’è scritto? Gli chiedono di convocare tutti gli attori locali: la Provincia, come sintesi istituzionale del territorio e le associazioni datoriali che rappresentano sia le grandi che le medie e piccole Imprese.

Per il Sindacato è necessario aprire ad una seria “animazione territoriale”.

Tradotto significa individuare e progettare idee in grado di attivare reti territoriali, investimenti, intelligenze e competenze. Ma anche un tavolo finalizzato a supportare le comunità locali nell’elaborazione dei propri piani sviluppo, in forma partecipata.

 

 

Mercoledì 24 ottobre – Ore 10.42

I sindacati ripropongono con forza il Manifesto dell’Attrattività del Territorio. È il documento che avevano definito e bilanciato nello scorso mese di ottobre. (leggi qui I sindacati mettono a punto il Manifesto per l’Attrattività)

In sintesi. Perché le aziende dovrebbero decidere di investire proprio nell’area di Frosinone e non invece a Terni oppure ai Poli industriali di Acerra – Marcianise – Airola, Torre Annunziata – Castellammare e Battipaglia – Solofra quali aree di crisi industriale complessa della Regione Campania. Oppure l’area delle province di Isernia e Campobasso ricomprendente i Comuni di Campochiaro, Bojano e Venafro.

Sono tutte Aree di Crisi. Come quella di Frosinone.

Il tavolo dei sindacati mette in evidenza che il tessuto produttivo industriale della area nord della Provincia presenta molte criticità e punti di eccellenza ramificati. Che devono far riflettere sul fatto che il settore manifatturiero non è una retaggio del passato.

I sindacati stabiliscono che una nuova qualità dello sviluppo presuppone l’impossibilità dello scambio diritti/lavoro.

L’estensione dei diritti e delle tutele è invece – per i sindacati – la strada da seguire. E’ necessario definire un complesso di provvedimenti che segnano il tratto delle politiche industriali rispetto ai temi delle ricerca, dell’innovazione e della green economy.

 

Mercoledì 24 ottobre – Ore 11.04

Si passa all’analisi dei dati. Nessuno può negare che da un paio di anni a questa parte le aree industriali nella provincia di Frosinone siano interessate da chiari segnali di ripresa. Spesso legati ad investimenti che arrivano da fuori. Molti sono stranieri.

Le imprese che hanno investito sulla Green economy e sulla circular economy – dice il tavolo – sono quelle che hanno retto meglio i colpi della crisi e hanno registrato una crescita.

I segretari provinciali delle quattro sigle dicono che la combinazione tra economia circolare ed internet delle cose rappresenta un’opportunità da cogliere.

 

Mercoledì 24 ottobre – Ore 11.27

I sindacati chiedono alla Regione di profondere il massimo impegno a tutti i livelli per portare a casa la proroga per un altro anno della Mobilità in Deroga nell’Area di Crisi. Sarebbe la scialuppa per i lavoratori rimasti a piedi, come Vertenza Frusinate.

Il sistema di incentivi dovrà privilegiare gli investimenti produttivi, la ricerca e l’innovazione tecnologica, ma soprattutto il reimpiego dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro, che convoglieranno in un bacino per la ricollocazione con meccanismi di premialità, strettamente legati alle politiche attive per la riqualificazione professionale.

L’Accordo di Programma per l’Area di Crisi Complessa di Frosinone ed Anagni, dovrà essere finalizzato, alla salvaguardia e consolidamento delle imprese del territorio, all’attrazione di nuove iniziative imprenditoriali ed al sostegno al reimpiego dei lavoratori espulsi dalla filiera produttiva.

 

Mercoledì 24 ottobre – Ore 15.11

Partono le richieste d’incontro anche alle singole associazioni datoriali: Unindustria, Federlazio, CNA, Confimprese, Confcommercio.

la strategia seguita dai quattro segretario provinciali è che occorre una visione di sistema. E stabilire quale percorso le parti sociali intendono seguire come prioritarie, per cogliere questa opportunità.

Agire sui capitoli di pertinenza Regionale e ministeriale per esaminare e verificare le nuove esigenze dell’imprenditoria locale e agire insieme per attrarre nuovi investimenti.

Tradurre in sostanza le parole in fatti concreti.

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