Accordo Regione-sindacati: stop all’aumento dell’Irpef nel Lazio

Anche nel 2022 tutti i cittadini del Lazio con una fascia di reddito fino a 35mila euro non pagheranno la maggiorazione dell'addizionale. Previste agevolazioni per fasce deboli ed imprese

Anche nel 2022 tutti i cittadini del Lazio con una fascia di reddito fino a 35mila euro non pagheranno la maggiorazione dell’addizionale Irpef. Cioè quella quota in più che viene pagata sulla parte regionale delle imposte calcolate nella Dichiarazione dei redditi. Il tavolo in corso da novembre con la Regione Lazio da una parte, Cgil, Cisl e Uil dall’altra ha prodotto un risultato che alla fine del 2021 era tutto da raggiungere.

La parziale mancata parifica (lo scorso ottobre) del bilancio regionale da parte della Corte dei Conti del Lazio aveva impedito all’esecutivo di stanziare tutte le risorse necessarie al fondo Taglia Tasse per neutralizzare l’addizionale Irpef in favore delle fasce di reddito più fragili. (Leggi qui Due votazioni e la Regione adegua i conti alla Corte).

Il lavoro del vicepresidente e assessore al Bilancio Daniele Leodori e degli uffici ha permesso di ripristinare la capienza adeguata (passando dai 130 milioni iniziali a 295). In questo modo è stato possibile impedire un aumento delle tasse da un minimo di 206 a un massimo di 320 euro (in base alla fascia di reddito).

Bonus energia per redditi fino a 40mila euro

Daniele Leodori (Foto: Paola Onofri © Imagoeconomica)

E le novità non si fermano qui. Restando sul fronte dei provvedimenti destinati alle persone fisiche, l’azione regionale per una manovra fiscale redistributiva porterà dei benefici anche alla fascia di reddito fino ai 40mila euro.

Infatti, la proposta di legge di giunta per la copertura del disavanzo di circa 237 milioni nel 2020 (che conterrà il taglio delle addizionali) prevederà anche l’istituzione di una detrazione di 300 euro, per i redditi compresi tra i 35.001 euro e i 40mila. Una sorta di bonus energia finalizzato a mitigare l’esplosione della bolletta elettrica, aumenti resi ancora più gravi dal fatto che si è ridotto il potere d’acquisto dei cittadini.

Pronti interventi per le fasce deboli

La Regione accanto alle fasce deboli per fronteggiare il caro-energia

Il tavolo con i sindacati resta aperto su tre fronti. Il primo è quello di cercare di rimodulare o sterilizzare per il 2023 la maggiorazione dello 0,50% della quota di addizionale Irpef legata al piano di rientro sanitario, così da intervenire sulla fascia di reddito da 0 a 15mila euro.

Il secondo è quello relativo alla liberazione di risorse aggiuntive da destinare alla riduzione della pressione fiscale, in caso di buon esito degli incontri col Governo per l’utilizzo del Fondo di Sviluppo e Coesione per il cofinanziamento dei Fondi Europei.

Infine, la possibilità di realizzare nuove iniziative per la salvaguardia del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati minato dall’aumento dell’inflazione, dal caro energia e dalle conseguenze economiche della guerra in Ucraina.

Imprese, niente maggiorazione-Irap

Cinema multisala © Imagoeconomica / Marco Carli

Passando alle imprese, invece, continuerà a non essere applicata la maggiorazione dello 0,92% dell’Irap. In particolare alle imprese femminili di nuova istituzione e con un valore della produzione netta riferita al territorio regionale non superiore a 100.000 euro.

Inoltre non riguarderà le imprese che operano nei comuni montani; gli operatori di attività artistiche, cinematografiche, teatrali, culturali e alle librerie.

Infine sono esentate le imprese istituite nel 2022 da disoccupati over 50, con valore della produzione netta riferita al territorio regionale non superiore a 100.000 euro.

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