Acea Ato5 torna in tv. È la strategia del dialogo

Acea Ato5 torna a metterci la faccia. Dopo oltre 15 anni, un Amministratore Delegato appare in tv. E parla a tutto campo sulle nuove sfide: riparazioni smart e hi tech. E un nuovo rapporto 'umano' con l'utenza. Il tutto con una svolta digitale.

La strategia del dialogo non fa acqua. Ma la porta. È la nuova dottrina di Acea Ato5: introdotta dopo anni di confronti muscolari, scontri giudiziari, iter di rescissione. Una scommessa, voluta dal nuovo management arrivato a Frosinone nei mesi scorsi: generazione diversa, percorso differente dal passato. E mentalità nuova.

Roberto Cocozza ed il suo team sono persone che vengono dalle trincee con i tubi, formata direttamente sul campo, ingegneri con esperienza diretta. Non manager schiavi degli algoritmi. e non davanti alle calcolatrici e le formule.

L’ingegner Roberto Cocozza, Ad di Acea Ato5

Testa alta e dialogare. Perché il dialogo migliora i conti ed il servizio: sta tutta qui la dottrina che da mesi i nuovi dirigenti stanno tentando di dimostrare. Si spiega così la presenza in tv per la prima volta dopo circa quindici anni per un amministratore delegato di Acea Ato5, il gestore idrico in 83 comuni ciociari ed altri tre in rispettive province confinanti. L’Ad della società che gestisce acquedotti e fogne in Ciociaria è intervenuto nell’ultimo numero di “A porte Aperte” su Teleuniverso ed ha affrontato – per quanto possibile in un’ora scarsa – i temi più stringenti della galassia acqua in provincia di Frosinone.

Rete eterogenea: il primo passo Acea

Il lavoro di Acea, così come esposto da Cocozza, si muove su due direttrici: quella prettamente tecnica e quella del rapporto con il cittadino-utente.

Innanzitutto l’Ad è partito da un assunto di base: quasi seimila chilometri di rete idrica, in gran parte ammalorata dal tempo, è un qualcosa molto difficile da gestire. Perché? Perché la Ciociaria non è la pianura Pontina: gran parte delle condotte più importanti sono in zone impervie, posate sulle montagne e le interruzioni improvvise sono sempre possibili.

Da quest’anno è partita però la campagna di ricerca perdite. «Tutto si può fare. – ha affermato Cocozza – Le nuove tecnologie ci permettono di fare molti passi, ma bisogna partire da un punto più complesso: l’eterogeneità della rete». C

La riparazione di una condotta di raccordo

Cosa vuol dire? Che le tubazioni sono fatte di materiale diverso nel giro di pochi metri. E che non sono tutte per strada, ma magari nel giro di tre chilometri si passa da scenari urbani a scenari montani, passando per un terreno coltivato.

Però, partendo dal presupposto che nulla è impossibile, Acea ha avviato una campagna di prevenzione. «Cerchiamo di prenderci cura ancor di più delle tubazioni, soprattutto quelle più grandi ed importanti». Come? Con il lancio di una pallina che rileva laddove c’è la perdita, senza interrompere il flusso idrico. Con il tracciamento satellitare, che rileva le zone umide laddove passa la condotta. Grazie a questa prevenzione sono state rilevate già diverse perdite. «Certo – ha detto Cocozza – i 5800km sono su 250 mila km quadrati di territorio, quindi è un pochino più complesso intervenire in maniera indolore». (Leggi qui Acea userà i satelliti per trovare le perdite in provincia di Frosinone).

Mancano i numeri ufficiali: Roberto Cocozza non li rivela. Ma le indiscrezioni dai corridoi dicono che Acea Ato5 sta riuscendo a mettere il tappo alle perdite ed il colabrodo ereditato anni fa inizia a perdere molta meno acqua. Quanto? Bisognerà attendere la fine di gennaio per saperlo, quando tutti i numeri saranno certi.

I ‘trucchi’ per riparare meglio

Non solo prevenzione però. L’amministratore delegato ha parlato di un inizio di inversione di tendenza nelle riparazioni. Si tratta di un discorso molto semplice: pian pianino negli interventi si sostituiscono pezzi di tubo sempre più grandi. Se prima si mettevano le pezze, oggi si cambiano da un metro a tre metri di tubazioni. Perché? È vero che costa di più ma poi dura di più, alla lunga rifare la condotta conviene. (Leggi qui Acea… alza il gomito. E blocca i lavori).

Riparazioni ed interventi smart sono il nuovo protocollo Acea

E poi i materiali, innovativi e più resistenti ed il riposizionamento, tubazioni spostate più in basso per evitare che le sollecitazioni del traffico creino problemi in futuro. (Leggi qui E Acea Ato5 mise i calzini alle tubazioni).

Si arriverà a sostituire tutto? No. Cocozza è chiaro: «Preferiamo prenderci cura della rete con una gestione della pressione. Sarebbe bellissimo sostituire tutto, ma si parla di investimenti troppo ingenti».

Il piano pluriennale di Acea Ato5 però c’è ed ha due priorità. La prima sono le grandi adduttrici. Bisogna garantire la continuità sulle condotte che arrivano dalle fonti, riuscendo a collegarle tra loro e far sì se c’è un guasto su una, arrivi l’altra a sopperire. Esempio? Guasto sull’Asta degli Aurunci, interviene Capodacqua, grazie ad una nuova condotta che collega le due adduttrici.

La seconda le reti di distribuzione. Qui attraverso un lavoro cartografico, si sta cercando di capire quali sono le zone con la più alta incidenza di guasti, con interventi mirati di riparazione proprio in quelle zone. Oppure di implementazione della rete laddove la condotta è sottodimensionata rispetto alle abitazioni servite.

L’utenza nuovo target umano

La vera rivioluzione è stata nel rapporto con gli utenti. Mentre prima la parola d’ordine era ‘tribunale‘, ora è ‘conciliare‘. Cioè trovare a tutti i costi un accordo con chi è in difficoltà. Addiritttura Cocozza introduce un termine: taylor made, o se preferite ‘sartoriale’. Per dire che si sta andando verso soluzioni cucite su misura intorno alle esigenze dell’utente. La chiusura delle liti con soluzioni condivise è aumentata. .

«Negli ultimi tempi stiamo cercando di andare incontro ai cittadini, i numeri parlano chiaro perché le conciliazioni sono raddoppiate e ciò a vantaggio di tutti», ha detto Cocozza. I numeri parlano anche per le rateizzazioni, perché – ha detto l’Ad – per chi ha maturato un grosso debito con Acea, sono sempre di più le soluzioni di rateizzazione messe in atto.

Il presidente Pompeo con l’Otuc, l’organismo di conciliazione

Ok, qualcosa è cambiato. Magari non per tutti, ma un’inversione di tendenza c’è. E alla domanda «Perché non è stato fatto prima questo passo verso gli utenti?», l’ingegner Cocozza risponde… da Ingegnere: «Io sono arrivato da un anno. Posso solo dirvi che siamo un’azienda fatta di persone, che provano a mettersi a disposizione dei clienti. Ci sono delle regole da rispettare, dei paletti, ma i nostri uffici sono a disposizione di tutti».

L’ufficio Acea viene a casa

A proposito di uffici, Acea Ato5 ha anticipato in tv il nuovo servizio con il quale eliminare le file. E pure la scomodità di dover raggiungere uno qualunque dei suoi uffici per svolgere una pratica. Il gestore è pronto ad entrare nelle case dei cittadini per discutere dei problemi e provare a risolverli senza doversi spostare.

Invece di andare negli uffici Acea è possibile videochiamare © Imagoeconomica

La soluzione è «una modalità nuova di contatto, digitale che renderà non più necessario recarsi in sede. Uno sportello digitale per dialogare attraverso il proprio pc o smartphone con i nostri operatori».

Grazie allo sportello digitale di Acea Ato 5 è possibile eseguire le operazioni che l’utente avrebbe dovuto gestore in uno degli sportelli fisici presenti sul territorio di Frosinone e provincia. Ci si collega con un computer ed una webcam, oppure uno smartphone: si fa così una videochat. Senza muoversi da casa si può sbrigare tutto.

Disponibile su prenotazione, il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 14 alle 16.

Un altro passo di Acea verso il cliente, proprio perché, Cocozza dixit, tutto si può fare e nulla è impossibile.

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