Acea, Cassino si arrende: il 1° luglio consegna gli acquedotti

Alla fine ha alzato bandiera bianca. Non erano rimaste più cartucce nell’arsenale di Carlo Maria D’Alessandro. Il sindaco di Cassino, nella sua battaglia burocratica contro Acea, le aveva utilizzate tutte. Si è dovuto arrendere: il prossimo primo luglio consegna gli acquedotti al gestore, le bollette del I Semestre 2017 saranno le ultime emesse dal Comune di Cassino. La gestione dell’acqua in città passa ai privati.

 

L’ATTO DI RESA
L’atto di resa del Comune di Cassino è stato firmato in serata, intorno alle 18. Resa senza condizioni. A Carlo Maria D’Alessandro non era rimasto più nulla da potersi giocare al tavolo delle trattative. Ciò che aveva in mano l’ha usato nelle aule dei tribunali. Dove gli hanno risposto che il Comune ha torto.

A ricevere la firma dello sconfitto, nel pomeriggio non si è schierato l’intero Stato Maggiore di Acea Ato 5. Ma solo lo stretto tecnico necessario. E’ la magnanimità del vincitore: nessuna umiliazione. Sorridenti, su un lato del lunghissimo tavolo laccato nel salone delle riunioni in viale Roma a Frosinone c’erano il presidente -amministratore delegato Stefano Magini, il responsabile della Gestione Operativa Alessandro Zanobini, l’avvocato del gestore Manuela Quagliozzi.

Carlo Maria D’Alessandro invece non sorride. Ha la stessa espressione del conte Alfred von Oberndorff, ministero degli Esteri dell’Impero Tedesco cui toccò l’incombenza di firmare la resa con su un vagone nei boschi di Compiègne in Piccardia mettendo fine alla Prima Guerra Mondiale. E, con lei, all’impero del Kaiser Hoenzollern. Il sindaco è accompagnato dal segretario generale del Comune e dal dirigente del settore.

A ratificare la fine delle ostilità tra Cassino e Acea è l’ingegnere Serafino Colasanti, capo dei tecnici a disposizione dei sindaci serviti da Acea e riuniti nella Segreteria Tecnica Operativa Ato5.

 

LA STRADA PER L’USCITA
Ci sono volute quasi tre ore per stendere il verbale sotto al quale mettere le firme in triplice copia, pagina per pagina e poi in calce.

Quel documento contiene la road map. Passo per passo indica tappe e modalità con le quali Cassino chiude i suoi rubinetti e passa il contatore ad Acea. Il 30 giungo sarà l’ultimo giorno di gestione del Comune di Cassino, il 1° luglio sarà il primo giorno di operatività per Acea. La bolletta del I semestre 2017 sarà l’ultima emessa dal Comune. Tra il 26 giugno ed il 7 luglio verranno effettuate le letture di tutti i contatori.

 

LE QUESTIONI APERTE
Ma restano due questioni aperte. Bisognerà fare due conti. Il Comune di Cassino non paga ad Acea gli oneri di depurazione dal 2006. Le sentenze hanno stabilito che anche quelli sono dovuti. A quanto ammontano? Verrà nominata una commissione incaricata di stabilire l’importo esatto. Nel bilancio del Comune risultano accantonate le annualità 2015 e 2016. Ma dal 2006 al 2014 non risulta messo da parte nemmeno un centesimo.

Seconda questione. Acea eredita non solo gli impianti ma anche il contratto con l’Acquedotto Campano: migliaia di litri d’acqua di Cassino che vengono dati alla Campania. In cambio, Acquacampania fino ad oggi ha immesso nella rete comunale di Cassino 200 litri/secondo di acqua potabile, alimentando la rete del centro. Dal primo luglio, Cassino non potrà farsene più nulla perché non può gestire alcunché sia collegato all’acqua. Ma il ristoro gli è dovuto in ogni caso. Come quantificare quei 200 litri di acqua al secondo? Quale valore dargli? Anche a questa domanda provvederà a rispondere una commissione.

Le risposte delle due commissioni dovranno essere sul tavolo entro il 30 settembre.

 

IL SINDACO SOTTO ACCUSA
Il sindaco ha utilizzato ogni espediente, ogni pretesto, ogni appiglio. Al punto che ora rischia di essere incriminato. I giudici del Consiglio di Stato lo hanno denunciato alla procura della Repubblica di Cassino ed alla Corte dei Conti. Lo accusano di avere eluso le loro sentenze per «aggirarle dal punto di vista sostanziale». Gli contestano un «comportamento surrettizio con cui  fare in modo che restasse in piedi l’illegittima condotta del Comune”». E cioè, non trasferire gli impianti e soprattutto la gestione del servizio idrico. (leggi qui ‘Acea, i giudici segnalano il sindaco di Cassino alla Procura ed alla Corte dei Conti’)

 

GLI ULTIMI APPELLI
In una nota a margine, Carlo Maria D’Alessandro ha chiesto ad Acea «l’impegno per aprire al centro di Cassino uno sportello polifunzionale dedicato all’utenza, in grado seguire da vicino tutti i processi e le eventuali criticità che riguarderanno il passaggio al nuovo gestore. In ultima istanza chiedo la redazione di un piano di investimenti che dovrà essere pronto prima della consegna, dove Acea dovrà prendere un impegno serio e concreto sugli interventi da realizzare sulla rete idrica della città di Cassino».

Solo il tempo dirà se è vera pace. O soltanto una tregua. Costruita sull’acqua.

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