Acea, Ottaviani e Pompeo si vedono in tribunale

Si sono visti in tribunale. Dicono che sia stato un caso, perché entrambi sono avvocati. Il presidente della provincia Antonio Pompeo ed il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani si sono appartati ed hanno parlato di Acea. Nei giorni scorsi, durante la riunione della Consulta d’Ambito, c’era stato uno scontro acceso tra i due (leggi qui il precedente). Questa mattina invece il dialogo è avvenuto in maniera molto più serena.

Al centro della discussione c’è l’iter per strappare il contratto tra i Comuni della provincia di Frosinone ed Acea Ato5 per la gestione dell’acqua e della depurazione: a febbraio i sindaci hanno avviato la procedura e fatto una serie di contestazioni al gestore, Acea ha risposto addossando ai sindaci tutte le responsabilità (leggi qui), ora i Comuni devono decidere cosa rispondere: se accettare le controdeduzioni e dire addio alla procedura con cui mandare a casa Acea, respingere quelle controdeduzioni e andare avanti nello scontro con il gestore.

I sindaci, nei giorni scorsi, hanno chiesto un parere alla Sto, la segreteria tecnica operativa: la struttura che deve fornirgli gli elementi tecnici sulla base dei quali poi loro posso-no basare le loro decisioni amministrative.

Hanno chiesto alla Sto una mappa chiara della situazione, la verifica puntuale di tutte le controdeduzioni fatte da Acea, il riscontro dei lavori che Acea dice di avere fatto. Soprattutto viene chiesto conto del passaggio capace di mettere tutto in discussione: Acea sostiene che non gli sono mai arrivate le segnalazioni di guasti perché sono sempre state mandate ad altri ma non a lei, che le riparazioni fatte in ritardo per i sindaci sono 137 in due anni cioè un periodo nel quale le riparazioni complessive sono circa ventimila.

«Antò, facciamo esprimere la Sto – ha detto Nicola Ottaviani perché la Segreteria Tecnica Operativa deve prendersi le sue responsabilità» Per il sindaco di Frosinone «Qui non possiamo fare come nelle partite di calcio che si prende il palo o si manda la palla fuori: la Sto ci deve rispondere in maniera chiara se la risoluzione è possibile o non è possibile».

«Ho chiesto un parere chiaro – ha detto Antonio Pompeo ma qui il problema è un altro: abbiamo politicizzato troppo la questione, non deve essere uno scontro politico, stiamo decidendo su una cosa che peserà sui cittadini per i prossimi anni, non possiamo sbagliare. Bisogna riportare la questione nel suo alveo: che è di natura strettamente amministrativa e contrattualistica»

Ottaviani ha concordato: «L’importante è che la Sto ci dia un’indicazione chiara: non si può entrare in una nebulosa in cui per i tecnici sia possibile sottrarsi alle responsabilità e dare la palla ai sindaci».

Poi, toga sotto il braccio, si sono avviati ognuno verso la rispettiva aula d’udienza.

Intanto, le convocazioni sono arrivate in mattinata: si vedranno venerdì pomeriggio gli otto sindaci della Consulta d’Ambito, toccherà a loro iniziare ad esaminare le risposte della Sto.
La segreteria ha risposto, ma su un paio di punti ha bisogno di altro tempo per approfondire ed acquisire a sua volta ulteriori pareri tecnici. E per questo c’è la concreta possibilità di uno slittamento dei tempi.

E quello dei tempi rischia di diventare un nodo. Una risposta va data ad Acea entro 30 giorni. I sindaci hanno pareri di-versi sul modo in cui calcolarli: la volta scorsa c’è stato uno scambio di battute acceso tra il presidente della provincia Antonio Pompeo ed il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani secondo il quale il 13 ottobre è l’ultimo giorno utile per rispondere.
Ma – secondo alcuni pareri – anche andando oltre non ci sarebbero problemi.

Il problema è la risposta della Sto: la Consulta chiede un parere chiaro, se si può procedere o non con la risoluzione del contratto.

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