Acea risponde ai sindaci: «Non siamo inadempienti, non potete mandarci via»

I 180 giorni sono scaduti. E Acea risponde. Ribatte ai sindaci che riuniti in assemblea, a fine febbraio l’avevano diffidata: le avevano dato 180 giorni di tempo per rispettare vari punti del contratto, realizzare condotte, avviare depuratori (leggi qui il precedente). In caso di inadempienza c’è l’avvio della procedura per strappare il contratto e rimettere a gara l’acqua oppure tentare di realizzare una gestione interamente pubblica.

Ma Acea risponde. Con una relazione di un centinaio di pagine, più svariate decine di allegati. Ci sono progetti, lettere con i Comuni, dichiarazioni. Da quelle carte risulta che quanto si doveva realizzare è stato fatto e ciò che non è stato fatto non c’è per colpe addebitabili ai Comuni e non al gestore.

La risposta di Acea viene depositata ufficialmente in queste ore. Domani mattina verrà poi resa pubblica nel corso di una conferenza stampa.

Nei prossimi giorni i sindaci si riuniranno e valuteranno se quelle risposte sono esaustive. E allora l’iter per mandare via Acea si ferma. Oppure se non lo sono. E allora l’iter andrà avanti.

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