«Fuori Acea da qui»: ecco il documento elaborato dai sindaci

Dieci pagine. L’ultima stesura l’anno iniziata sabato pomeriggio: poco più di 4mila parole. Con cui dire che il rapporto tra i Comuni della provincia di Frosinone e Acea è finito. E’ la bozza di risoluzione che i sindaci hanno messo a punto e che ora dovrà essere discussa e votata in assemblea. A depositarla negli uffici della Segreteria tecnica Operativa dell’Ato5 è stato il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore.

Il documento è stato messo a punto insieme al sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani e condiviso politicamente con gli altri sindaci di centrodestra.

Contesta sette gravi inadempienze alla società romana che gestisce acqua e depurazione in provincia di Frosinone.

La prima: violazione del capitolo 30.1.1 del Disciplinare Tecnico che regola i rapporti tra Comuni e Acea. In pratica: mancata, incompleta, errata o infedele tenuta dei registri, inadempimento persistente dal 2003 fino ad oggi.

La seconda: violazione del capitolo 1.1 del Disciplinare Tecnico. In pratica: mancata presentazione del Programma di Gestione delle Aree di Salvaguardia; inadempimento persistente dal 2003 fino ad oggi. Per ogni fonte idrica non viene descritto nel dettaglio lo stato dei luoghi e non viene documentato che quelle aree di salvaguardia siano in linea con le prescrizioni del D.Lgs 152/2006.

La terza: violazione del capitolo 1.1 del Disciplinare tecnico. In pratica: mancata presentazione del Piano di recupero delle perdite. Acea sostiene di averlo presentato. Ma per i sindaci è vero solo in parte: a loro risulta presentata la documentazione relativa alle perdite idriche ma manca tutta la parte sulle perdite fognarie.

La quarta: mancata presentazione del Piano di rilevamento delle Utenze fognarie. Il Disciplinare Tecnico prevede che Acea dovesse istituire uno specifico servizio di controllo degli allacci con compiti di monitoraggio e verifica. Nella documentazione presentata da Acea non emerge che il servizio sia stato istituito né tantomeno l’attività da esso svolta.

La quinta: violazione del capitolo 13.1. In pratica: mancata lettura dei contatori almeno ogni sei mesi. Acea sostiene di avere affidato il servizio ad una società esterna. I sindaci ribattono che per gli anni 2014 e 2015 non è stata prodotta idonea documentazione che lo dimostri.

La sesta: violazione del Cap. 29.2 e cioè mancata presentazione del bilancio del Gestore annualità 2014 redatto per centri di ricavo e di costi.

La settima: il mancato versamento dei canoni concessori ai Comuni.

C’era anche un altro punto preso in considerazione: il mancato rispetto della distribuzione degli sportelli sul territorio. Il contratto prevedeva l’apertura di dieci sportelli per gli utenti. Acea ha risposto che da quando è stato scritto quel Disciplinare l’informatica ha fatto passi enormi e oggi è possibile fare tutto on line, aprire gli sportelli sarebbe costoso e inutile ed andrebbe a gravare sulle bollette. I sindaci non hanno accolto questa tesi. Ma alla fine hanno deciso di non contestarla.

Nell’ultima pagina, la decisione. I sindaci chiedono di «procedere alla risoluzione della convenzione per la gestione del servizio idrico stipulata in data 27.06.2003 (Rep. n.7205 dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone) tra il Presidente dell’Amministrazione Provinciale e la Società ATO5 Frosinone s.p.a. (ora divenuta ACEA ATO5 s.p.a)».

A firmare il documento sono stati il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore, il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, il sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro, il sindaco di Sora Roberto De Donatis, il sindaco di Boville Ernica Piero Fabrizi, il sindaco di Piedimonte San Germano Enzo Nocella, il sindaco di Roccadarce Rocco Pantanella, il sindaco di Villa Santa Lucia Antonio Iannarelli, il sindaco di Fiuggi Fabrizio Martini, il sindaco di Ripi Roberto Zeppieri, il vice sindaco di Arnara Adriano Roma, il sindaco di Pescosolido Giuseppe Cioffi, il sindaco di Strangolagalli Giovanni Vincenzi.

Ora il presidente Antonio Pompeo dovrà riunire la consulta con gli otto sindaci che preparano i lavori per l’assemblea. Esaminare il documento. E convocare l’assemblea con tutti i sindaci per votare quell’atto.

Prima che l’arbitro fischi la fine della partita, domani si riunisce la convention promossa dal presidente della Camera di Commercio Marcello Pigliacelli con sindaci, tecnici, amministratori eletti sul territorio. Vuole un momento di confronto prima che si arrivi alla decisione finale. «Rescindere il contratto adesso sarebbe una catastrofe» ha detto nei giorni scorsi.

Incontro ad inviti: niente spazio per i comitati, porte aperte invece per le associazioni dei consumatori ufficialmente riconosciute .

L’appuntamento è nelle sale del Sisto al Fornaci Village.

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