Acqua, la Consulta ha incontrato Acea

I sindaci della Consulta hanno incontrato gli ambasciatori di Acea. Lo hanno fatto nel pomeriggio prima di fissare la data dell’assemblea plenaria. Quella che dovrà decidere se stracciare il contratto che lega i Comuni con il gestore dell’acqua e della depurazione.

A Frosinone, nel palazzo della Provincia, su un lato del tavolo: la Consulta (l’organismo ristretto che prepara i lavori all’assemblea) al completo. C’erano il presidente della Provincia Antonio Pompeo, i sindaci Nicola Ottaviani (Frosinone), Simone Cretaro (Veroli), Marco Galli (Ceprano), Libero Mazzaroppi (Aquino), Anna Girolami (Morolo), Antonio Corsi (Sgurgola), Marco Scappaticci (Picinisco). Presente anche la Segreteria Tecnica Operativa, cioè i tecnici a disposizione dei sindaci per affrontare le questioni legate all’acqua.

Sull’altro fronte era seduto tutto il gotha di Acea Ato5. C’era il presidente esecutivo Stefano Magini alla sua prima uscita ufficiale da quando è tornato a Frosinone. E poi il dominus Paolo Saccani che ora siede nel Consiglio d’Amministrazione per concentrarsi a tempo pieno sulla guida di Acea Ato2 a Roma e provincia. C’era Paolo Carta, ufficialmente solo consigliere d’amministrazione ma in realtà vero ambasciatore della casa madre Acea grazie alla sua formazione alla scuola di Ranieri Mamalchi, per anni Ministro degli Esteri della multiutility romana. Con loro, due tecnici al massimo livello tra cui Alessandro Zanobini, responsabile della Gestione Operativa di Acea Ato5.

Se le associazioni temono che si siano visti per mettersi d’accordo, le cose non stanno così.

Nè Acea ha avanzato proposte né la Consulta ne ha fatte. Per rispetto della procedura di risoluzione del contratto che è stata avviata a febbraio. E che a questo punto deve solo essere votata la settimana prossima. O si o no.

Il confronto però è stato serrato. Nicola Ottaviani ad esempio ha messo sul tavolo un dato su tutti. Ci sono circa quattromila utenze di Frosinone che non hanno la possibilità di fare l’allaccio alle fogne. Sono i cittadini di Maniano, San Liberatore e La Forcella. Tutta colpa del depuratore del Pratillo. «Senza quell’allaccio – ha detto il sindaco – i cittadini non possono avere l’agibilità e l’abitabilità per le loro abitazioni».

Ottaviani ha detto: «Oggi, è importante ribadire agli amministratori di Acea un concetto che forse è passato del tutto inosservato. Sia davanti agli azionisti che ai manager del gestore idrico. Se fino al 2013 aveva senso parlare di inadempimento da parte dei sindaci (in quanto non avevamo approvato le tariffe e il piano degli investimenti) dopo il 2013 il nostro dovere lo abbiamo fatto. Ma nonostante questo non abbiamo registrato alcuno scatto in avanti da parte di Acea nella ristrutturazione della rete e nella conseguente determinazione dei costi che generano le tariffe».

Le associazioni temono una mossa dell’ultimo minuto con cui salvare il contratto. Ottaviani è stato chiaro. «Furbate dell’ultimo minuto saranno respinte al mittente e saranno valutate alla stregua del tentativo di anestetizzare le coscienze per evitare di ascoltare le ragioni degli utenti e del territorio».

Il presidente della Provincia Antonio Pompeo ha fatto presente che le tariffe ed i disservizi hanno creato un enorme malcontento. «Se siamo arrivati alle estreme conseguenze è anche e soprattutto per il gravissimo disagio della popolazione. I cittadini sono costretti a sobbarcarsi il pesante aggravio dell’ammontare in bolletta».

Ora dovrà fissare la data dell’assemblea plenaria. Quella che dovrà decidere se strappare o non il contratto. Si terrà la prossima settimana. O lunedì o martedì.

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