Acqua, la riscossa del centrosinistra: i sindaci puntano allo stallo

La riscossa dei sindaci di centrosinistra potrebbe arrivare alla prossima riunione. Dopo tre sconfitte incassate ad opera del centrodestra nelle votazioni con cui definire i rapporti con Acea, ora si prepara la contromossa. Verrà messa a punto nella giornata di sabato nel corso della riunione convocata dal segretario provinciale Pd Simone Costanzo.

L’aveva invocata a brutto muso il presidente della Provincia Antonio Pompeo sabato scorso dopo il terzo ko in assemblea. (Leggi qui) La risposta è stata una chiamata generale a tutti i sindaci, iscritti e d’area; ma ai lavori sono stati chiamati anche deputati, senatori, assessori regionali e vecchie volpi di Partito.

La strategia alla quale si punta è lo stallo. O se preferite: il pareggio. In altre parole inceppare gli ingranaggi del centrodestra già alla prossima riunione dei sindaci. Quella che dovrà decidere se proseguire lo scontro con Acea e l’iter per interrompere il contratto. Oppure se andare avanti. Magari sedendosi ad un tavolo come consigliato finora da tutti i consulenti interpellati. Approfittando magari della disponiblità dimostrata dall’amministratore delegato Paolo Saccani Che il mese scorso ha detto: «Queste bollette sono sproporzionate» colpa dei conguagli maturati negli anni a causa delle non decisoni dei sindaci.

In che modo vogliono arrivare al pareggio? Nelle riunioni dell’assemblea dei sindaci per l’acqua occorrono due maggioranze: quella dei Comuni e quella dei cittadini della provincia rappresentati. Per ottenere l’approvazione, una delibera deve essere approvata dalla maggioranza dei Comuni e che insieme rappresentino la maggioranza della popolazione. Il centrodestra ha i Comuni più grandi e quindi ha la maggioranza della popolazione rappresentata. Ma il centrosinistra ha la maggioranza delle amministrazioni. E se si vota compatti si arriva all’uno a uno. E si blocca il centrodestra sul pareggio.

Ma cosa vogliono i sindaci di centrosinistra? Lo hanno messo nero su bianco nella proposta avanzata due sedute fa: tariffe più basse, canoni agevolati per i redditi meno consistenti, più acqua per tutti e migliori servizi (leggi qui). Perchè non sono d’accordo con il centrodestra? Perchè temono una nuova ondata di conguagli come quelli maturati dopo lo stop imposto ai tempi del presidente Antonello Iannarilli. Dicono che la strada imboccata porta da Nicola Ottaviani porta dalla stessa parte.

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