Acqua, e se si votasse solo sul merito?

Giovedì prossimo prova della verità dell’assemblea dei sindaci sull’acqua. Risoluzione con Acea oppure no? La decisione è soltanto su questo punto. (leggi qui «Impossibile mandare via Acea, mancano requisiti». Sindaci verso la resa)

L’avvocato Riccardo Farnetani, incaricato dall’Ato 5 di esprimere un parere legale, ha scritto che a suo giudizio non ci sono le condizioni per intraprendere il percorso della risoluzione contrattuale con Acea, ma anzi si potrebbe aprire,nel caso, una ulteriore stagione di contenzioso con riflessi che potrebbero essere pesanti nel caso il gestore dovesse nuovamente vincere in giudizio.

C’è anche la relazione della Segreteria Tecnico Operativa, alla quale però sono state chieste delle integrazioni. I sindaci e il presidente dell’Ambito Territoriale Antonio Pompeo vogliono avere tutte le carte a disposizione prima di decidere come votare.

Il fronte politico però è schierato, tendenzialmente: il Pd appare propenso al no alla risoluzione, Forza Italia al sì.

Una semplice domanda: non si potrebbe una volta tanto assumere una decisione studiando soltanto le carte che gli amministratori hanno già a disposizione (diffida ad adempiere, ricorso al Tar di Acea, controdeduzioni del gestore, relazione della Sto e parere legale)? Senza lasciarsi condizionare dalle crociate politiche?

I conguagli, gli aumenti tariffari e le stangate le stanno pagando i cittadini. Sarebbe una rivoluzione copernicana assumere una decisione, qualunque essa sia, con motivazioni tecniche e non politiche.

Non è mai troppo tardi.

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