Ad Anagni va in scena l’assessore dimezzato

Il caso della delega a Riccardo Ambrosetti: anima, cuore e testa di Fratelli d'Italia ad Anagni. Un caso perché il sindaco parla di condivisione. Ma alla fine fa come gli pare.

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

In città da qualche giorno lo chiamano l’assessore dimezzato. No, non si tratta di una citazione dell’opera di Calvino. È invece una notazione dovuta al fatto che dopo tanta pressione fatta per avere un posto in giunta (preferibilmente con la delega ai Lavori Pubblici) l’unica delega arrivatagli è quella all’Edilizia Scolastica. La cui concessione, peraltro, ha anche creato qualche dissapore in maggioranza, visto che non tutti sono convinti della bontà della scelta. E, già che ci sono, fanno presente al sindaco che certe cose andrebbero discusse in coalizione e non lette sui comunicati.

Il sindaco Daniele Natalia con l’assessore Riccardo Ambrosetti

Si torna a parlare, caso mai non fosse chiaro, della figura più maschia della maggioranza anagnina capitanata dal sindaco Daniele Natalia. L’orgoglio di San Filippo; l’uomo che contende a Toto Cotugno il primato per la maggior quantità di brillantina per capello. Insomma, per tutti, Riccardo Ambrosetti, anima cuore e testa di Fratelli d’Italia.

L’antefatto è noto. Qualche giorno fa in città si inaugura una scuola nel quartiere di San Filippo, rimessa a nuovo dopo una serie di lavori di sistemazione straordinaria. Cerimonia classica, con il taglio del nastro, i discorsi del sindaco. E con Er Pomata davanti a tutti a stringere mani e distribuire sorrisi. È in quella circostanza che il sindaco annuncia di aver concesso allo stesso Ambrosetti la delega all’Edilizia Scolastica. Sembra una fisiologica conseguenza del fatto che lo stesso Ambrosetti da tempo gestisce anche la delega all’Istruzione. Dunque, avrà pensato il sindaco, se si occupa di scuole, facciamogliele anche costruire.

Tutto bene dunque? Mica tanto; il problema, come sempre, non è la delega in sé, ma il fatto che sia arrivata senza una chiara indicazione assessorile. Insomma, Ambrosetti da tempo vuole fare l’assessore; ed il sindaco continua a dirgli di no, accontentandolo con una serie di deleghe (l’Istruzione, l’Edilizia Scolastica), ma di fatto vietandogli l’ingresso in giunta.

Il taglio del nastro nel quartiere San Filippo

Dicono che lo ritenga abbastanza ingombrante. Cosa che, peraltro, penserebbero anche altri in maggioranza, visto che si vocifera che, in una riunione di qualche giorno fa, tra lo stesso Ambrosetti e di suoi compagni (pardon, colleghi) di coalizione e di Partito non ci sia stato molto accordo su alcune scelte.

E poi, come detto, la concessione ad Ambrosetti della delega all’Edilizia Scolastica ha provocato anche dissapori sul metodo. Che dovrebbe essere quello della condivisione, non dell’elargizione. Insomma, secondo più di qualcuno in maggioranza, il sindaco parla di condivisione ma, al dunque, fa quello che gli pare.

Anche per quanto riguarda l’assessore dimezzato. Che non è, lo ripetiamo, un’opera di Calvino.

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