Ad un passo dalla rottura: il tavolo del centrodestra trema

Luca Di Stefano non si presenta al tavolo del centrodestra e lancia un messaggio su Facebook. Lino Caschera fa altrettanto. Non vuole legittimare Vittorio Di Carlo. La Lega è in frantumi. Disegnato l’identikit del candidato sindaco: non può essere De Donatis. Forse.

Maurizio Patrizi
Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Ci avevano già provato lo scorso febbraio, quando gli interlocutori leghisti erano Francesca Gerardi e Luca di Stefano, lei nei panni di coordinatore provinciale e lui capogruppo consiliare. A quel tempo il commissario di Forza Italia non voleva saperne di chiamare al tavolo Fratelli d’Italia perché era – ed è ancora – nella maggioranza del sindaco Roberto De Donatis (leggi qui Il centrodestra è in riunione, salta la seduta del Consiglio Comunale).

Poi la pandemia da Coronavirus aveva rallentato tutto. Hanno ricominciato a lavorarci da qualche settimana. Grazie anche all’iniziativa dell’imprenditore Alberto La Rocca (leggi qui Il pontiere La Rocca per unire il centrodestra).

Ora finalmente ci sono riusciti. Si è riunito il tavolo del centrodestra chiamato a designare il candidato sindaco unitario da schierare a Sora in primavera. Si sono incontrati lunedì pomeriggio. Appuntamento a Sora, nell’ufficio del coordinatore comunale di Forza Italia Vittorio Di Carlo. A convocare tutti ci ha pensato la sub commissaria provinciale azzurra Rossella Chiusaroli. Tre le delegazioni, tutte rigorosamente a distanza di sicurezza e con le mascherine sul viso.

Chi c’era e chi non è andato
Vittorio Di Carlo

Per Forza Italia era prevista la presenza di Vittorio Di Carlo (coordinatore cittadino), Serena Petricca (capogruppo consiliare del Partito in opposizione), Rossella Chiusaroli (sub commissario provinciale).

Per Fratelli d’Italia invece era prevista la presenza dei coordinatori Paolo Pulciani (Provinciale) e Massimiliano Contucci (Comunale) e dei consiglieri comunali Antonio Lecce e Massimiliano Bruni.

Più complesso fare gli inviti alla Lega, dopo l’azzeramento dei vertici comunali disposto in tutta la provincia dal Coordinatore regionale Francesco Zicchieri. Nei giorni scorsi Chiusaroli si era rivolta direttamente al neo coordinatore provinciale, il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani. Il quale aveva coinvolto sia il capogruppo consiliare Lega Luca di Stefano (da anni in opposizione), sia il capogruppo consiliare di Forza Civica Lino Caschera (da qualche settimana tesserato con la Lega, esponente dell’area di Pasquale Ciacciarelli e Mario Abbruzzese, schierato da sempre con la maggioranza). Invitato anche il consigliere regionale del Carroccio Pasquale Ciacciarelli. (Leggi qui Caos Lega: tessera a Caschera. Mezza al governo, mezza in minoranza).    

La Lega è in pezzi
LUCA DI STEFANO CON LINO CASCHERA

Manca qualche minuto alle 21 quando la riunione ha inizio. C’è il primo colpo di scena: mancano sia Massimiliano Bruni (FdI) che Pasquale Ciacciarelli (Lega). Cioè due degli interlocutori fondamentali. Ma non stanno boicottando il tavolo: sono in isolamento a casa per essere venuti a contatto con persone poi risultate positive al Covid-19.

C’è di peggio. Il problema è che  sono assenti sia Lino Caschera e sia Luca Di Stefano. Cioè le due sensibilità della Lega: sia quella che sta in maggioranza e vorrebbe un bis per il sindaco uscente, sia quella che sta all’opposizione e vorrebbe guidare uno schieramento contro l’amministrazione di Roberto De Donatis.

Il peggio del peggio. Lino Caschera già nel pomeriggio aveva annunciato che sarebbe stato assente. Spiegando le sue ragioni. La prima: Pasquale Ciacciarelli è bloccato a casa e senza di lui non si va avanti; la seconda: secondo: non vuole legittimare Vittorio Di Carlo. Forse per via delle vecchie ruggini politiche legare alle elezioni del 2016. Ma secondo un’altra teoria Caschera avrebbe invece voluto mettere in difficoltà lo stesso Ottaviani.

Telefonate imbarazzanti
Nicola Ottaviani Foto © Giacomo De Angelis

Nicola Ottaviani si attacca al telefono. E mette in campo tutta la sua abilità diplomatica: il fatto che abbia convocato entrambe le anime leghiste è già un segnale. Capisce che occorre una ulteriore rassicurazione.

Prima chiama Luca Di Stefano. E gli spiega: “Io sono qui per stabilire nuove regole. Lo so che siete uno in maggioranza e uno in opposizione. Ma dobbiamo fare la sintesi”. Di Stefano gli risponde che non è il momento degli equilibrismi ma di risolvere il problema. E per essere chiari dice con chiarezza al suo Coordinatore provinciale che dove sta Caschera lui non ci vuole stare. Ottaviani gli garantisce che nei prossimi giorni ci sarà un confronto.

Poi chiama Ciacciarelli. E gli dice la stessa cosa. La risposta è più conciliante, aperta al dialogo. Il consigliere regionale vorrebbe essere a Sora ma pare che il contatto avuto con un positivo sia diretto e ad alto rischio: buon senso impone che non metta il naso fuori di casa.

Alle 20.53 comincia la riunione. Durante la quale Ottaviani non commenta minimamente le assenze ingombranti. Non proferisce parola. Non sa che il peggio del peggio del peggio è dietro l’angolo.

Le ragioni di Luca

Mentre si apre la riunione, Luca Di Stefano ha postato un messaggio sul suo profilo Facebook. Il capogruppo rende pubblica la sua assenza al Tavolo del centrodestra. Spiega i motivi della sua assenza. Non è uno strappo ma la tela è tesa.

Le sue ragioni sono fondamentalmente due. La prudenza massima dovuta ad una pandemia da Covid che ha scaraventato la città di Sora in prima linea con ben 240 casi. E quelli che definisce giochi di potere. Con evidente riferimento al modo in cui Caschera è entrato nella Lega e alle strategie in atto (leggi qui L’arrivo di Ottaviani stravolge la Lega a Sora).

Sente puzza di bruciato Luca Di Stefano. È giovane ma non è di primo pelo. Intuisce che stanno tentando di intrappolarlo. Ha il sospetto che vogliano fregarlo. Un indizio, che non è ancora una prova, sta nella discesa in campo fatta da Mario Abbruzzese e svelata da Alessioporcu.it; l’altro indizio, che è una prova, sta nelle prese di posizione ufficiose che andrebbero nella direzione di riproporre l’uscente De Donatis come candidato sindaco del centrodestra. (Leggi qui Cambiamo Sora: Abbruzzese mette il piede nella porta).

Il messaggio su Facebook    

Il post su Facebook è al confine della rottura politica con la Lega.

Il post di Luca Di Stefano

 “In questo momento a Sora si sta svolgendo il tavolo di centrodestra. (Risiko)

Credo sia irrispettoso e fuori luogo verso tutta la comunità sorana convocare un tavolo in piena emergenza sanitaria, dove non si parla affatto di come affrontare le numerose problematiche socio-economiche che i cittadini stanno vivendo a causa della pandemia da Covid-19 .

Non mi presto a questi giochi di potere (di avanzamento di carrarmati) e con fermezza cari amici vi dico che non parteciperò a questo tavolo, consapevole delle ripercussioni politiche a cui andrò incontro, ma ne andrò fiero. Risiko? No Grazie. Sora!”.

Cosa significa? Che Luca Di Stefano non intende perdere tempo. Se la Lega vuole riproporre Roberto De Donatis, lui saluta e va via dalla Lega un secondo dopo; se la Lega vuole confermare la sua presenza in maggioranza, legittimando Lino Caschera, lui saluta e va via un secondo prima. In sintesi: o si va alle urne in contrapposizione a questa amministrazione o Luca Di Stefano, coerentemente, se ne va.

L’identikit del candidato sindaco
Roberto De Donatis

Il candidato sindaco deve essere espressione tangibile del centrodestra. Per non ripetere l’errore della Piattaforma Civica” ha detto Nicola Ottaviani.

In pratica: fine dell’antipolitica, il prossimo sindaco dovrà avere una connotazione chiara e ben precisa. È una pregiudiziale, un No al De Donatis bis.

 La pregiudiziale viene confermata in modo esplicito da Forza Italia. “L’unica nostra pregiudiziale – ha detto Di Carlo – è sul nome del sindaco uscente”.

  E se De Donatis si tesserasse in uno dei Partiti di centrodestra? Hanno chiesto a questo punto gli interlocutori, pronti ad abbandonare il tavolo della trattativa in caso di imposizioni. È il momento in cui si rischia il fallimento del Tavolo: solo la diplomazia di Ottaviani lo salva. “Potrebbe essere un problema. Ma non più di tanto. Perché alla fine decidono i Partiti” ha disinnescato il Coordinatore Provinciale lasciando intendere che potrebbero anche non scegliere De Donatis nonostante il suo eventuale tesseramento.

Sulla stessa lunghezza d’onda è sintonizzato il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Paolo Pulciani. Nel ribadire che il candidato sindaco deve essere di centrodestra ha aggiunto: “Noi lo abbiamo detto da tempo”. Il dito nella piaga lo mette il presidente del Consiglio Antonio Lecce, dello stesso Partito di Pulciani: “Prendo atto della posizione della Lega – ha detto – ma ora occorre chiarezza” facendo evidente riferimento al post appena pubblicato dal capogruppo Luca Di Stefano che etichettava l’incontro in corso come una spartizione di poltrone.

La pregiudiziale del Bilancio
Il presidente del Consiglio Comunale di Sora Antonio Lecce

C’è un altra mina sulla quale tutto può saltare.

L’ha innescata Luca Di Stefano nei giorni scorsi. L’ha fatto con un’intervista ad Alessioporcu.it, all’indomani delle nomine di Nicola Ottaviani a Coordinatore provinciale e di Pasquale Ciacciarelli nel gruppo dirigente. Nomine che avevano fatto cantare vittoria al consigliere Lino Caschera: fa parte della segreteria del consigliere regionale Ciacciarelli (leggi qui Di Stefano rompe il silenzio: ultimatum alla Lega).

Senza mezzi termini, già in quel momento Luca Di Stefano aveva rivendicato la sua coerenza e lasciato intendere che se la Lega avesse votato il Bilancio lui ne avrebbe tratto le conseguenze. Opposta la posizione di Ottaviani sul Bilancio: “Non me la sento di parlarne in questo momento” ha detto durante l’incontro.

Forza Italia disinnesca. Utilizzando il Covid. H detto che “non si pretende che chi è in maggioranza voti contro. Anche alla luce della emergenza sanitaria in corso”.   

Il confronto mancato
Nicola Ottaviani e Luca Di Stefano

Il secondo segnale Luca Di Stefano lo aveva inviato al coordinatore provinciale Nicola Ottaviani nei giorni seguenti l’intervista. Senza mezzi termini aveva espresso la necessità di un confronto interno al Partito, prima di andarsi a sedere al tavolo con gli alleati di centrodestra.

I nodi da sciogliere sono infatti tanti. Soprattutto uno: Lino Caschera ha affermato che ad oggi l’unico candidato sindaco possibile per lui è Roberto De Donatis. Ottaviani aveva invitato Di Stefano a prendere parte al tavolo garantendo che il confronto ci sarebbe stato dopo.

Anche dopo il post su Facebook Ottaviani ha garantito che il confronto ci sarà. Intanto però il dato politico è che ai lavori del Tavolo unitario riunito lunedì c’era nessuno della Lega di Sora.

A chi conviene far saltare il tavolo

Che Lino Caschera non voglia una compagine di centrodestra agli addetti ai lavori è ormai evidente da tempo. Il suo obiettivo, insieme a quello di Roberto De Donatis sarebbe chiaro. Uno rieleggere il sindaco uscente con una nuova piattaforma civica alla stregua di quella proposta nel 2016. Due farsi eleggere alla Provincia come consigliere. Tre sostenere la ricandidatura di Ciacciarelli come Consigliere regionale del Lazio.

E per come si stanno mettendo le cose adesso anche a Luca di Stefano converrebbe prendere le distanze. Soprattutto se dovesse prendere piede la strada che stanno cercando di tracciare Lino Caschera e Mario Abruzzese. Di Stefano per quattro anni è stato in opposizione. Caschera in maggioranza. Il primo ha interesse a porre l’accento sui difetti dell’Amministrazione uscente. Il secondo invece deve metterne in luce i pregi. Questo matrimonio probabilmente nessuno dei due lo vuole.   

Forza Italia chiede tempi certi
Rossella Chiusaroli con Serena Petricca

L’anima moderata della costruenda coalizione di centrodestra è stata chiara: entro Natale deve esserci il nome del candidato sindaco.

Soprattutto Forza Italia vuole comprendere le posizioni della Lega e di Fratelli d’Italia. La prima per via della situazione di spaccatura con il capogruppo Di Stefano in minoranza e il consigliere Caschera in maggioranza con il gruppo Forza Civica. Una spaccatura che con le due assenze è emersa in tutta la sua forza.

 I secondi, Fratelli d’Italia che aveva garantito il passaggio all’opposizione dopo l’approvazione del bilancio. Ora invece avrebbe rinviato la rottura con De Donatis a quando ci sarò il candidato sindaco.

Ma forza Itala chiede tempi certi.