Addio a Luigi Di Cioccio, il medico degli anziani prima che ‘professore’

Se ne va il dottor Luigi Di Cioccio. Con Oreste Del Foco e Ninuccio Fargnoli inventò la Geriatria. E la elevò a materia di prestigio. Medico di spessore nazionale, insegnava la sua materia all'università. Ma guai a chiamarlo 'prof'. Lui si sentiva innanzitutto medico

Non amava apparire. E infatti il suo album delle fotografie è misero. Per trovare un’immagine bisogna andare tra i ricordi del figlio o gli archivi dei giornali: ce ne sono molte in bianco e nero a corredo degli articoli che lo riguardano. Luigi Di Cioccio ha sempre avuto una naturale ritrosia verso i riflettori: era uomo di sostanza, per lui ha sempre contato la concretezza delle cose.

Prima di tutto, medico

Luigi Di Cioccio

Non ha mai voluto che lo chiamassero ‘professore, non ha mai né preteso né sollecitato quell’appellativo. Anche se lo era: docente di Geriatria al Corso di Laurea Magistrale di Scienze Motorie presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Più importante per lui era essere riconosciuto come ‘dottore‘: cioè il medico e non quello che sta in sala operatoria dove si espiantano e rimontano gli organi ma quello che cura gli anziani.

Lo faceva con una scienza ed una competenza paragonabile a quella che rende più visibili al grande pubblico i cardiochirurghi. Luigi Di Cioccio è sempre stato un’autorità nel campo della geriatria: con uno spessore ed una fama nazionali. Che nel suo territorio, la provincia di Frosinone, preferiva non mettere sotto i riflettori.

Il grande innovatore

Oreste Del Foco inventò la Geriatria e l’Endoscopia Digestiva a Cassino. Ninuccio Fargnoli e Luigi Di Cioccio ne elevarono il prestigio. Capirono per primi che il territorio stava cambiando, che la popolazione stava invecchiando e che presto le principali patologie sarebbero state quelle legate all’età.

Dirlo oggi è come sostenere che l’acqua sia bagnata. Dirlo quando a governare la Sanità sui territori c’erano ancora le Usl era precorrere i tempi. Ma furono dalla vista buona: oggi buona parte dell’offerta sanitaria nella Asl di Frosinone è stata bilanciata tenendo conto della realtà cambiata proprio nel modo in cui predisse Luigi Di Cioccio.

Non fu facile. Ma fu convincente. Luigi Di Cioccio con la sua straordinaria capacità e cultura diede vita alla prima esperienza di integrazione ospedale territorio: fu lui a concepire ed aprire il centro geriatrico Dottore Angelico di Aquino.

Studiare e divulgare

Luigi Di Cioccio (a sinistra)

Straordinario innovatore ed organizzatore dei Convegni Geriatrici di livello nazionale, vide riconosciuti i suoi meriti quando divenne presidente di una società geriatrica nazionale. Meno gli venne riconosciuto dall’Azienda Sanitaria alla quale aveva dedicato tutta la sua esistenza. E meno ancora gli venne dalla politica.

Avrebbe diretto qualunque Azienda Sanitaria in modo eccellente. Non era funzionale però ad un sistema nel quale il manager Asl devono anche essere abili nel dialogo politico con la Regione e con i territori. Luigi Di Cioccio non aveva questa dote: perché era incline alla sostanza ed alla concretezza, schivo alle promesse facili.

La sostanza e l’abilità gli fecero intuire che era il momento di creare una ‘scuola’. Non un istituto di formazione. Ma una generazione di medici alla quale trasmettere tutto ciò che lui aveva imparato nel corso di decine di anni al fianco degli anziani. A guidare quella nuova generazione oggi c’è il dottor Carlo Di Meo.

Luigi Di Cioccio se n’è andato senza che nessuno lo celebrasse: esattamente come avrebbe voluto, i riflettori gli davano fastidio. Ma lo avrebbe meritato. È stato il tam tam dei colleghi a trasmettere il dolore. E questo è il più grande riconoscimento.

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