Addio amaro Pd: Nichilò restituisce la tessera e va con Fassina

Un altro pezzo di storia lascia il Partito Democratico: si è dimesso Giovanni Nichilò. Ha lasciato l’ufficio politico provinciale di Frosinone e riconsegnato formalmente la tessera al segretario del circolo di Supino, il suo Comune di residenza.

Gianni Nichilò è stato uno dei colonnelli della Democrazia Cristiana provinciale, figura fondamentale nell’organizzazione e nella gestione del Partito: uno di quei personaggi chiave che però lavorano spesso nell’ombra ed in retrovia, lasciando agli altri gli onori e le luci della ribalta. Già presidente della XXI Comunità Montana, ha fatto parte dei fedelissimi che contribuirono alla scalata compiuta da Francesco Scalia fino a sfiorare la segreteria regionale del Lazio della Margherita, impresa finita ‘solo’ con la presidenza regionale in virtù di un accordo nazionale tra Franco Marini e Francesco Rutelli.

Perché va via un uomo di princìpi, uno che ha partecipato alla fondazione del Partito Democratico e l’ha servito per circa sei anni con la funzione di tesoriere provinciale non cedendo mai a compromessi di nessun genere? Uno che ha ricevuto gli encomi dalla Segreteria Nazionale per aver gestito in modo egregio le casse del Partito? Uno che nella politica fatta di ruberie, diamanti, ostriche e champagne a spese dei contribuenti, invece ha lasciato un attivo di centomila euro nelle casse del Pd frusinate?

Lo ha spiegato nella sua lettere d’addio indirizzata al segretario provinciale Pd Simone Costanzo. “Mi aspettavo da Renzi una politica di centro sinistra e mi ritrovo – scrive con rammarico Nichilò – una gestione di centro destra. Non ho visto e non vedo alcun cenno di politica di sinistra nell’attuale governo. Con rammarico ma con coscienza scelgo di dare una mano a Stefano Fassina nella costituzione di una sinistra di governo capace di parlare ai disoccupati, ai lavoratori, ai giovani e a tutti coloro che si trovano in difficoltà ad arrivare a fine mese“.

Non una frase di più: lo stile della politica di una volta.

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