Addio benzina, un testo FdI per non restare a piedi

Un documento politico. Per imporre al Governo di varare gli strumenti con cui trasformare l'industria del Lazio. E adeguarsi alle nuove indicazioni Ue. Via le auto a benzina dal 2035. Picano: “È l'anno in cui i nostri figli prenderanno la patente”

«Io credo che dobbiamo smetterla di vivere alla giornata, rincorrendo l’emergenza, scendendo in piazza per protestare contro cose che semplicemente abbiamo sottovalutato. Sono certo che il mio Partito avrà la capacità di intervenire adesso sui temi sollevati nelle ore scorse da un’Europa che spesso non abbiamo condiviso. Il piano Ue per azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050 costringerà tutti noi a cambiamenti radicali nella nostra vita quotidiana. Il piano prevede la fine dell’immatricolazione di autoveicoli a benzina o diesel dal 2035. Non è una data lontana: basti pensare che sarà l’anno in cui molti dei nostri figli prenderanno la patente o compreranno la loro prima auto». Guarda avanti Gabriele Picano, vice presidente provinciale di Fratelli d’Italia. E vorrebbe che anche il suo Partito lo facesse «Perché essere conservatori non significa essere arretrati. Noi siamo una moderna destra di programmazione».

Il nuovo pacchetto di direttive per il clima varato dalla Commissione Europea si chiama “Fit for 55”. Se qualcuno pensa si tratta di una discussione da salotto per radical chic basta accendere in queste ore un televisore. E guardare le immagini di una Germania colpita in modo pesante dal clima che è cambiato. In poche ore sono venuti giù 250 litri di acqua per metro quadrato. Nelle stesse ore, in alt’Italia la grandine veniva giù grande quanto il palmo di una mano, sfondando parabrezza e costringendo aerei a rientri d’emergenza.

Un documento FdI

L’Ue lo sa. E per questo aveva varato “un’architettura completa per soddisfare le nostre ambizioni climatiche“: parole della presidente Ursula von der Leyen. Un passo decisivo per dire addio alle fonti di energia fossile.

«Significa – fa notare oggi Gabriele Picanoche entro il 2035 non potranno più essere immatricolate auto alimentate a Diesel o benzina. Significa che molto prima di quella data dovremo avere sviluppato l’elettrico. Avere realizzato le colonnine di ricarica che oggi non ci sono. Ed avere adattato i nostri stabilimenti. Mica ci sarà in giro ancora qualcuno che pensa di realizzare a Cassino Plant le auto che tra poco non potranno più circolare».

Ursula von der Leyen

La risposta del vice presidente Gabriele Picano è un documento di politica ambientale da definire insieme al presidente Massimo Ruspandini e da proporre poi al Partito su scala Regionale e nazionale.

Perché deve essere Cassino a proporre quel documento?

Perché noi siamo sulla linea del fronte. Noi per primi possiamo vedere uno stabilimento come quello Stellantis Cassino Plant che rischia di diventare un immenso contenitore di nulla se non agiamo subito. E non orientiamo le nostre politiche.

Cosa deve contenere quel documento: mettete in discussione l’Europa?

Su questo punto, ci sono livelli del Partito che hanno una maggiore visione strategica. L’apporto che dal territorio noi possiamo fornire è uno: occorre che FdI metta sotto pressione questo Governo, affinché preveda una serie di politiche con cui adattare il nostro sistema industriale. Altrimenti resteremo indietro, sorpassati dagli altri Paesi.

Che transizione vorreste?

Vedo bene la GigaFactory di Termoli che è collegata al nostro stabilimento. Ma le competenze dell’università di Cassino ed i suoi progetti di sviluppo lasciano ampi spazi per il territorio. Dobbiamo incrociare questa esigenza industriale di sviluppo all’esigenza sociale di salvaguardare i posti di lavoro.

La factory è a Termoli…

A Cassino c’è la competenza, c’è il distretto della Nautica nel Golfo: non dobbiamo dimenticare che la nostra industria può essere funzionale anche a quell’ambito. Dobbiamo iniziare ad avere una visione di insieme. Accompagnata da politiche nazionali e regionali che in questo momento non vedo.

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